LETTERA DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VICENZA SCHNECK AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BERLUSCONI
Lettera inviata dal Presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, al Commissario Straordinario Paolo Costa, al Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, al Ministro Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, al Ministro della Difesa Ignazio La Russa, al Ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti e ai Parlamentari Vicentini.Egregio Presidente del Consiglio,
La Provincia di Vicenza fino ad oggi ha sempre mantenuto sulla questione relativa all’ampliamento della base “Dal Molin” una linea di responsabile attesa. Ci siamo chiamati fuori da ogni tentazione di intervento politico preferendo concentrare la nostra attenzione sull’impatto e la ricaduta che quest’opera avrà nel futuro assetto del territorio Vicentino. E’ stata una scelta precisa, nello spirito di un Ente chiamato per sua scelta a mediare fra le esigenze generali dello Stato e le ragioni particolari dell’area.
Alla luce di tutto ciò, e anche degli ultimi avvenimenti, è venuto però il momento di porre i primi obiettivi di contemperazione del peso imposto e di mettere pertanto i paletti fondamentali, per il bene della nostra Comunità chiamata a convivere con quella che diventerà la più importante struttura militare presente sul suolo europeo.
Il primo è la Tangenziale Nord, vale a dire quella strada essenziale per il miglioramento della viabilità attorno a Vicenza. E’ una esigenza imprescindibile date la collocazione e la natura del sito, che è già stata recepita anche dal Commissario Straordinario. E’ di tutta evidenza che si tratta di una infrastruttura vitale per il progetto complessivo e pertanto il suo costo non può essere sopportato dalle amministrazioni locali.
E’ doveroso compito del Governo Italiano riconoscere alla Provincia il sacrosanto diritto di avere subito a disposizione le somme per la realizzazione dell’opera. Chiediamo certezze al riguardo: sui finanziamenti e sulle loro modalità. Tutto ciò dovrà avvenire attraverso l’attivazione concreta e sollecita di un tavolo di lavoro con la Provincia di Vicenza al fine di dare risposte chiare ai cittadini e agli amministratori locali. Se così non fosse siamo pronti a fermare ruspe e cantieri.
La Tangenziale Nord è fondamentale per evitare di portare al collasso la viabilità esistente e l’idea stessa di sviluppo della mobilità nella nostra provincia. E’ per noi il vero spartiacque della situazione. Partendo da essa costruiremo infatti il nostro futuro chiedendo al Governo Italiano di affrontare anche tutte le esigenze che di volta in volta saranno evidenziate per il miglioramento dei servizi e della qualità della vita della nostra collettività.
Come il territorio vicentino ha fatto la sua parte così lo Stato Italiano dovrà fornire la medesima disponibilità a far sì che questo insediamento diventi concretamente un’occasione di sviluppo e non di depauperamento del nostro Territorio.
Vogliamo segnali concreti e rapidi. Nel rispetto dei reciproci ruoli e in particolare dei nostri cittadini che si sacrificano per tutta l’Italia.
IL PRESIDENTE
Attilio Schneck
Editor : "nostri cittadini che si sacrificano per tutta l'Italia" "Se così non fosse siamo pronti a fermare ruspe e cantieri"??? VIA AI COMMENTI !!!
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LA LEZIONE DEL REFERENDUM DI VICENZA
Ricevo via Email e pubblico : Può capitare che una persona mite, tranquilla, che vive del suo lavoro e degli affetti della famiglia, un giorno si trovi davanti a un evento che giudica insopportabile, intollerabile e decide di agire, e può agire scegliendo tra due strade, quella della violenza e quella della nonviolenza.
La prima via probabilmente lo mette al sicuro, il violento è vigliacco, nasconde il viso colpisce e fugge lasciando scie di sangue, nessuno sa chi sia, si nasconde dietro una sigla e una bomba. Ma il gioco si complica, capisce che per mettere fine all'evento che ha scatenato la sua rabbia deve necessariamente sovvertire il Sistema, deve avere lui il dominio sulle cose per decidere, lui deve diventare il Sistema: il suo obiettivo cambia.
La scelta nonviolenta è complicata, ammette solo una violenza: quella su sé stesso. Il nonviolento non si nasconde, mostra la sua faccia, si manifesta, si rende riconoscibile, dialoga, schiamazza per rendersi riconoscibile, accetta l'insulto e lo sputo, perché il nonviolento non vuol far male a nessuno, men che meno al suo avversario o al suo nemico. Il nonviolento sa che inizialmente sarà considerato una macchietta, ci vorrà molto tempo per essere riconosciuto come un portatore di istanze e solo allora verrà combattuto con ogni mezzo. Da quel momento ogni sua azione verrà enfatizzata in negativo dal suo avversario, troverà mille ostacoli, soprattutto perché le sue azioni andranno a scontrarsi contro forti interessi economici.
Questo è accaduto anche a Vicenza.
Alcune persone non volevano assolutamente che il loro territorio diventasse ancora di più una base di lancio per azioni di guerra nel mondo. Ci sono state persone che sentivano le loro mani lordate del sangue di fratelli ammazzati per mantenere un benessere a pochi e non potevano più tollerarlo. Si sono fatti coraggio e hanno reso palese il loro disagio, hanno deciso di spiegare ai loro concittadini, anche a coloro che su quei voli guadagnavano, che poteva esserci un modo pulito di vivere.
La storia del Dal Molin è rintracciabile in internet, per cui la tralasciamo, ma le molte azioni di coinvolgimento e di disturbo perché la base militare si allontanasse dal territorio vicentino sono state molteplici. E molte sono state le risposte dai politici che si sono succeduti al governo del Paese, ma andavano tutte in un'unica direzione: "quell'allargamento s'ha da fare!", arrivando alla soluzione finale del Consiglio di Stato che ha accolto la sospensione del referendum del 5 ottobre perché "ha per oggetto un auspicio del Comune al momento irrealizzabile", insomma perché a Roma hanno detto no. E mi è venuto in mente lo slogan "padroni a casa nostra" della Lega, che in questo caso ha accettato di essere un po' meno padrona; vorrei capire che cosa intendono costoro per essere padroni a casa loro.
Ma quel che è peggio è che non si sono sentite migliaia di voci allarmate per quello che stava accadendo o, forse, non sono state ascoltate dai media, ma un leader di partito non avrebbe dovuto parlare d'altro, un giornalista non avrebbe dovuto trattare altro argomento.
La deviazione fascista che ha preso questo paese è drammatica e, a opinione di chi scrive, non è iniziata con l'ultimo Governo, è partita un po' prima, da quando i politici, con la scusa di Berlusconi, si sono votati dei privilegi che hanno evitato la galera e la mano libera non solo a Berlusconi e ai suoi amici, ma anche agli amici del centrosinistra.
Quando parlo di Fascismo non intendo parlare di dittatura, cosa che ormai ci risulta facile associare, ma parlo di un autoritarismo che non lascia spazio al dialogo, non si va in galera per il reato di opinione, ma non si viene nemmeno ascoltati, la politica non è cosa del popolo.
Che non ci vogliono più ascoltare è stato chiaro con la decisione del Consiglio di Stato di annullare un referendum consultivo, dove si chiedeva solo un'opinione ai vicentini, non era un referendum che obbligava a intraprendere una strada (anche se abbiamo visto che cosa se ne fa delle scelte di un referendum un Paese a valenza fascista).
Io sono convinto che quel referendum coloro che non volevano la base del Dal Molin l'avrebbero perso, la nonviolenza non è un valore della maggioranza, avremmo già ritirato i soldati dall'Afghanistan, mentre il denaro è diventato il valore più grande, ha detronizzato Dio da un pezzo.
Ma era un segnale comunque forte che Vicenza dava al Paese e al mondo: l'autodeterminazione è sacra.
Poi i nonviolenti avrebbero comunque continuato la loro azione, dalla loro hanno la fantasia e la consapevolezza di essere nel giusto.
Una lezione da Vicenza comunque ci è arrivata, il referendum lo si è fatto, come aveva annunciato il sindaco, se non potevano usare le scuole avrebbero votato davanti alle scuole e così la gente si è accodata davanti ai molti gazebo, e considerando che i media avevano fatto capire che il voto era inutile, considerando i molti che avevano gioito per la sentenza del Consiglio di Stato, considerando anche la disaffezione per la politica, sapere che su 84.349 persone che potevano andare a votare 24.094 si sono presentate è un gran risultato.
Adesso le due fazioni strumentalizzeranno il risultato, coloro che non vogliono la base diranno che il 95,66% dei votanti non vuole la base, quindi il referendum da ragione a loro; quelli che invece la base la vogliono diranno che il 72,67% (ovvero coloro che non sono andati a votare e coloro che hanno votato no) sono favorevoli alla base, quindi si può porre la voce fine su questa vicenda.
Ma l'unico risultato vero che è emerso da Domenica è che 24.094 Vicentini hanno difeso il diritto di esprimersi, hanno fatto capire che la politica appartiene al popolo, che non sono disponibili a deleghe in bianco,quella di domenica è stata una grande giornata di educazione civica.
La persona mite, tranquilla che, indignata per quello che stava accadendo a casa sua, ha deciso di agire in modo nonviolento deve comunque essere felice: ha scoperto che un quarto dei suoi concittadini sono vivi, vogliono contare, partecipare, non sono disponibili a farsi calpestare, sono "padroni a casa loro".
Da parte mia mi sento di dover ringraziare i 24.094 Vicentini, al di là della loro preferenza, per la lezione di alta politica che hanno insegnato a tutti noi e soprattutto ai giovani.Etichette: Democrazia Partecipativa, Referendum sul Dal Molin
Dal Molin, democrazia, partecipazione: a chi interessa e a chi no
Idee del post voto.
Il risultato del referendum non mi sembra esaltante dal punto di vista dei possibili sviluppi della questione, nel senso che non è così forte da poter essere impugnato con decisione, e senza porgere il fianco a facili argomentazioni contrarie, a sostegno della causa No Dal Molin. E' un risultato molle. Tuttavia queste 24000 persone che, contro tutto e tutti, a giochi già fatti, comunque vogliono dire la loro non riescono a non darmi almeno un po' di speranza. E' un 28% della cittadinanza che davvero vuole PARTECIPARE, far contare almeno un po' le sue idee; e questo nel contesto di un sistema che fa di tutto per tenerle fuori, cercando di ammansirle a mezzo stampa, distraendole con le televisioni, facendole subdolamente passare per estremiste e integraliste. Le facce, i volti delle PERSONE che sono venute al seggio, i loro sorrisi, le loro battute, tutto ciò non può non farmi pensare che la lotta è stata giusta e deve continuare. La base si farà, ma la battaglia per una democrazia diversa (partecipativa, che quella rappresentativa non è nemmeno democrazia, almeno nel senso classico del termine) è appena iniziata, e ci sono segnali positivi.
A tal proposito mi vien da riflettere su quelle quasi mille persone che ieri hanno votato "no": o hanno sbagliato a votare, e allora si meritano una tirata d'orecchi, o l'hanno fatto con convinzione, e allora si meritano un bell'applauso. Pur sapendo, col loro voto, di dar fiato al movimento del no alla base, hanno scelto di votare perché per loro la democrazia non si riduce al fare di tanto in tanto una crocetta sulla bandierina di partito preferita, ma è essere in prima persona CITTADINI, è partecipare attivamente alla vita della polis, è sentirsi parte di una COMUNITA'. E' evidente che per loro l'esito di un referendum è importante, ma lo è ancora di più il fatto che la comunità possa esprimersi: se decide diversamente da come la si pensa pazienza, lo si accetta, l'importante è decidere assieme.
Allargando un po' il discorso alla luce di queste riflessioni, mi viene automatico affermare che il QUORUM per i referendum è una FREGATURA che, al giorno d'oggi, non trova altre giustificazioni se non quella di annichilire la volontà di chi desidera partecipare attivamente alla vita politica pur stando fuori dai giochi di partito. In un'idea di democrazia partecipativa per il futuro, chi vuole dire la sua deve poterlo fare anche senza una tessera di partito in tasca; viceversa chi non ne ha l'interesse non deve contare nulla. E' dal 1995 che nessun referendum su scala nazionale raggiunge il quorum, gli ultimi 21 sono stati annullati per questo motivo. Non è più tollerabile che si sprechino in questo modo energie, soldi e, cosa più grave, importanti oppurtunità di democrazia diretta. Non è tollerabile che non sia mai possibile un confronto schietto e definitivo tra i sostenitori e gli oppositori dei quesiti referendari, dato che i secondi che si portano dietro aggratis la marea di "cittadini" che non hanno opinione al riguardo o che se ne fregano e si fanno la gita. Questa massa silente, che non ha interesse a dir la sua nella gestione della cosa pubblica, deve avere PESO ZERO sull'esito finale. Non certo per discriminazione, semplicemente perché essa stessa non ne ha l'interesse. Chi non vota alle politiche, alle regionali, alle provinciali, alle comunali, alle europee, ha peso zero sul risultato: lo stesso dev'essere per i quesiti referendari.
PS: che senso ha che il giornale di vicenza (proprio non ce la faccio a scrivere le maiuscole) titoli che il quorum non è stato raggiunto se la consultazione, mutilata com'era, nemmeno lo prevedeva?
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SCRUTINIO TERMINATO: HANNO VOTATO 24.094 VICENTINI
Lo scrutinio della consultazione popolare sul futuro dell’aeroporto Dal Molin è terminato da pochi minuti; hanno partecipato 24.094 cittadini pari al 28,56% degli aventi diritto al voto. Di questi, 23.050 voti espressi, pari al 95,66%, sono "sì", ovvero voti favorevoli all’acquisizione, da parte del Comune di Vicenza, dell’area del Dal Molin; 906 voti sono "no", pari al 3,76% dei voti espressi. Le schede bianche sono 92 (0,11%), quelle nulle 46 (0,05%).
La consultazione popolare organizzata dal comitato che raggruppa tutte le realtà contrarie alla realizzazione della nuova installazione militare statunitense, dunque, ha coinvolto migliaia di vicentini che, in questo modo, hanno risposto all’atto di dispotismo del Consiglio di Stato il quale, appiattendosi sui desideri del Governo, aveva annullato il referendum ufficiale promosso dall’Amministrazione comunale.
I seggi sono rimasti aperti dalle 8.00 alle 21.00 grazie alla presenza di centinaia di volontari; lo spoglio, effettuato da un comitato di garanti, è stato ultimato presso il Media Center di Piazza Castello sotto gli occhi di centinaia di cittadini.Vi faccio notare alcuni dati: (ad ognuno il giudizio sui risultati odierni)
1) il 27-28 aprile al ballottaggio per il sindaco di Vicenza hanno votato 54.763 elettori. Il 63,7% degli aventi diritto (fonte repubblica.it). Variati, eletto sindaco, ha raggiunto con 27.645 voti il 50,5% (se so fare due calcoli circa 32% degli aventi diritto).
2) Il referendum autogestito ha avuto luogo nella sola giornata di domenica dalle 8 alle 21 e per di più in condizioni alquanto "scomode", grazie al consiglio di stato, cioè sui marciapiedi e con difficoltà di illuminazione. Al ballottaggio circa 3500 voti in più votando anche il lunedì fino alle 15 !!!
3) Se è vero che solitamente ai referendum la partecipazione è più bassa che alle elezioni politiche/amministrative. Il 28,5% che ha votato oggi assume un valore molto significativo.
Si sa che il valore dei dati sarebbe stato simbolico, ma Vicenza oggi ha dato una grande prova di Democrazia!
Grazie dunque a Vicenza e ai vicentini, credete a lungo nella Democrazia e partecipate sempre più!
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Anche Monticello può dire la sua sul Dal Molin
foto: il vecchio comune di Monticello Conte Otto (M. Matteazzi)Riporto la lettera inviata dal Comitato Promotore a tutti i cittadini di Monticello Conte Otto. L'iniziativa è stata promossa dal "Forum per la pace" ed è avallata da alcune formazioni politiche (tra cui Monticello Insieme) che ne condividono gli ideali di rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Il valore giuridico della consultazione è pressoché nullo, ma il valore simbolico e politico è elevatissimo, in quanto la consultazione quantificherà per la prima volta l'opinione della popolazione riguardo alla creazione della nuove base militare USA.
CONSULTAZIONE POPOLARE SUL "DAL MOLIN" ANCHE NEL COMUNE DI MONTICELLO CONTE OTTOLa destinazione dell'area dell'aeroporto Dal Molin a base militare USA pone rilevanti problemi di ordine etico-religioso, ambientale ed economico che coinvolgono e dividono l'opinione pubblica vicentina.
Per consentire ai cittadini di esprimere la propria opinione sulla questione, il Comune di Vicenza ha organizzato un referendum consultivo per il giorno 5 ottobre 2008.
Considerando la prossimità del nostro territorio all'aeroporto Dal Molin, un gruppo di associazioni e di cittadini ha costituito un comitato promotore per una consultazione popolare anche nel Comune di Monticello Conte Otto.
IL QUESITO SUL QUALE TUTTI I CITTADINI DI MONTICELLO CONTE OTTO SONO CHIAMATI AD ESPRIMERSI E' IL SEGUENTE:
"Sei favorevole ad usi civili di interesse collettivo dell'area dell'aeroporto Dal Molin, come proposto dal Sindaco di Vicenza, anziché ad usi militari con l'insediamento della nuova base USA?"
LA CONSULTAZIONE SI SVOLGERA':
Domenica 5 ottobre 2008 dalle ore 9,00 alle ore 19,00
Dove si vota:
a Cavazzale presso la ex scuola elementare G. Zanella
a Monticello nei pressi della scuola elementare D. Alighieri
a Vigardolo presso la ex canonica vicino alla Chiesa
(Ricordati di portare un documento di riconoscimento)
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LA CONSULTAZIONE SUL DAL MOLIN SI FA
Domenica 5 novembre, dalle 8 alle 21, basta recarsi al proprio seggio di voto (indicato nella tessera elettorale di ciascuno) con la scheda ricevuta per posta ed un documento di identità valido (carta d’identità, passaporto o patente non magnetica). Ci saranno scrutatori, notai che garantiranno la regolarità del voto e tutto il resto. Lo ha assicurato ieri sera il sindaco di Vicenza, Achille Variati, assieme a tutta la sua giunta davanti ad una piazza dei Signori mai così gremita (altro che Festivalbar…).
Cos’è cambiato dopo la sentenza del Consiglio di Stato? Dal punto di vista pratico quasi nulla: si voterà appena fuori dagli edifici scolastici, invece che al loro interno, in appositi gazebi allestiti dal Comune.
Ciò che è cambiato con questa sentenza è il concetto di democrazia, diventata per i giudici romani “inutile” laddove non si prevede possa produrre risultati concreti (si legga a questo proposito il bell’
articolo di Diamanti su Bussole).
Sembra quasi che si voglia far dimenticare ai cittadini l’esistenza degli strumenti e dei diritti democratici…
Ma tutti noi possiamo dimostrare, con il nostro voto di domenica, che esprimere un’opinione non è inutile, né tantomeno è illegittimo far sapere a chi è stato eletto per rappresentarci (a qualsiasi livello istituzionale) come la pensiamo su di un’opera così impattante nel cuore della nostra città.
Siamo a favore o siamo contrari?
Dopo 2 anni e mezzo di illazioni, dibattiti e lacerazioni è ora di dirlo.
Vicenza, partecipa!
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Consultazione sul DAL MOLIN sospesa dal Consiglio di Stato
Il comunicato del sindaco:
"Oggi ero a Roma con i sindaci del Veneto per rivendicare l´autonomia degli enti locali e dei territori che essi rappresentano e proprio da Roma è giunto il pesantissimo stop ad una consultazione che era assolutamente in linea con questi principi.
Non sono solito commentare le decisioni della magistratura, ma questa appare un'ordinanza incomprensibile, miserevole dal punto di vista del diritto, e che sembra avvolgere l'alta corte del Consiglio di Stato in una nube di sospetto francamente inquietante.
Ogni territorio ha diritto, se non di decidere, almeno di poter partecipare al processo decisionale sulle scelte che ne determinano il futuro: prima avendo accesso trasparente alle informazioni, poi potendo far sentire la propria voce. Soltanto questo volevamo: che dopo anni in cui era stata costretta al silenzio, la città potesse finalmente esprimersi.
Ma la sordità romana ha deciso altrimenti, e pretende oggi di sottomettere nuovamente al silenzio una comunità. Una comunità che ha dato molto allo stato, e alla ragion di stato, in termini di terra e di ospitalità.
Oggi ci sentiamo traditi. E come sindaco, rappresentante di una città, di un territorio, di una comunità, vivo questa decisione come la violenta sopraffazione di uno stato sordo e lontano. "
Achille Variati, sindaco di Vicenza, stasera andrà in piazza dei Signori per parlare ai cittadini. Il sindaco, che sta rientrando da Roma in treno, si unirà al suo arrivo, intorno alle 22.15, alla manifestazione spontanea convocata per stasera da tutti i soggetti che si oppongono alla costruzione della nuova base militare USA al Dal Molin.
'Sarò in piazza come atto di libertà e di lealtà alla mia città. Voglio parlare ai miei concittadini - ha dichiarato Variati - direttamente, in piazza, esercitando una volta di più quel diritto democratico e pacifico ad esprimere un punto di vista su materie decisive per il nostro futuro. Un diritto che le decisioni di Roma hanno cercato oggi, una volta di più, di negare'.
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Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di CINZIA BOTTENE
1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?Sulla vicenda della nuova base al Dal Molin tutti hanno avuto modo di esprimersi: due governi, due consigli comunali, la magistratura, forze politiche, economiche ecc.. Gli unici soggetti a non aver avuto questa possibilità sono gli abitanti della città su cui poi ricadranno le conseguenze di questa scelta. I vicentini hanno il diritto ad essere informati e coinvolti e a partecipare ad una decisione che avrà ripercussioni pesanti per il futuro della nostra città. Democrazia è anche partecipazione e questo non solo è un diritto ma anche un dovere per ognuno di noi.
2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No1) Serve preservare ad usi collettivi l’area del Dal Molin, una delle poche aree vaste non edificate in un contesto caratterizzato da un rapido consumo di territorio naturale ed agricolo e da un’urbanizzazione selvaggia;
2)con la costruzione della base Vicenza diventerebbe sede della più importante base USA in Europa e quindi potenziale obiettivo di atti terroristici. Noi vogliamo vivere in una città sicura;
3) nel sottosuolo dell’area del Dal Molin si trova una delle 4 falde acquifere più grandi d’Europa che alimenta la città di Vicenza, Padova e tutto il sud del Veneto. Questo bene prezioso, che va salvaguardato e protetto, verrebbe messo in pericolo dalla costruzione della base.
3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?Per noi non sono mai esistite motivazioni di tipo ideologico ma solo e unicamente ragioni concrete ed oggettive.
Sulla popolazione vicentina non si avrebbe nessun tipo di impatto positivo con la costruzione della base. Molteplici , invece, quelli negativi, messi in evidenza anche dalla VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale) approvata dalla Regione Veneto il 18/12/2007, che ha evidenziato le seguenti problematiche:
“ostacoli al deflusso sotterraneo delle acque per opere o locali interrati;
modifica del regime delle acque piovane causato dalla impermeabilizzazione dei suoli;
diminuzione della quantità d’acqua drenata dal fiume Bacchiglione;
contaminazione dell’acqua e del suolo, in caso di sversamento accidentale,
maggior richiesta d’acqua per le attività in essere, che ricade sulla falda artesiana profonda;
emissione di gas e polveri, sia in fase di cantiere che di esercizio;
inquinamento luminoso ed acustico, sia in fase di cantiere che di esercizio
pesanti ripercussioni sul piano dell’inquinamento ambientale, acustico e luminoso a causa dell’aumento del traffico e delle attività militari.”A tutto questo va aggiunto:
problematiche sociali per la presenza in città di 50000 soldati (la presenza statunitense complessiva si aggirerà sulle 20.000 persone considerando le famiglie e i lavoratori civili);
aumento dei costi a carico dello Stato italiano e quindi di tutti noi per il mantenimento delle basi USA in Italia (nel 2004 lo Stato italiano, come si evince da fonti ufficiali, ha pagato 27.500 euro per ogni militare statunitense operante in basi USA in Italia, );
costi a carico dello Stato italiano, e quindi di tutti noi per infrastrutture, e opere di urbanizzazione tra cui la prevista Tangenziale Nord,funzionale solo a collegare Ederle e Dal Molin.
Anche le tanto sbandierate ricadute economiche positive sulle industrie vicentine non esiste dal momento che i lavori al Dal Molin sono stati appaltati alle cooperative CCC e CMC di Bologna e Ferrara, mentre i lavori ai villaggi ed a Longare sono stati affidati ad una ditta di Parma e a una tedesca. Nessun lavoro è stato appaltato a ditte vicentine!
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La lettera di Variati alla cittadinanza
Cari concittadini,
domenica 5 ottobre si terrà la consultazione popolare sull'area del 'Dal Molin'.
Lo scopo della consultazione è di verificare l'orientamento dei cittadini di Vicenza su una scelta che ritengo rivesta una grande importanza per la nostra comunità: il destino dell'area del 'Dal Molin'. L'Amministrazione Comunale vorrebbe avviare un percorso che punti ad acquisire tale area, oggi di proprietà dello Stato Italiano, per destinarla a usi collettivi e salvaguardarne il valore paesaggistico e ambientale. Si tratta, è opportuno e giusto chiarirlo, di un percorso complesso, considerando che ad oggi l'area è stata destinata dal Governo ad ospitare un nuovo insediamento militare statunitense.
Ai cittadini chiedo, dunque, di esprimere il loro parere: l'Amministrazione Comunale deve procedere nella direzione indicata, e cioè avviare il procedimento per chiedere allo Stato la cessione dell'area, o no? Lo statuto comunale non prevede, per consultazioni come questa, alcuna forma di 'quorum'. Tuttavia, data l'importanza della materia, la Giunta Comunale presenterà la proposta di avvio del procedimento per acquisire l'area solo se si verificheranno due condizioni: la prevalenza delle risposte favorevoli (cioè dei SI); e una partecipazione pari ad almeno la metà più uno dei votanti al primo turno delle più recenti elezioni del Consiglio Comunale di Vicenza, quelle dello scorso 13 e 14 aprile.
Se non si verificheranno entrambe queste condizioni la Giunta rinuncerà ad avviare il procedimento per chiedere la cessione dell'area del 'Dal Molin' dallo Stato Italiano al Comune di Vicenza.
Grato della vostra attenzione, porgo i miei più cordiali saluti.
Il Sindaco Achille Variati
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Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di SILVANO GIOMETTO, coordinatore gruppo Due "Sì Dal Molin"
1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?Questa consultazione è una bufala.
Non bisogna dare retta a questo Sindaco.
Non è altro che la sciocchezza di un mediatore che vuol fare acquistare ai vicentini un bene che non può essere venduto.
2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/NoNon andrò a votare questa pagliacciata.
3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?Lettera spedita al Presidente della Repubblica il giorno 19 settembre 2008
Egregio Signor Presidente della Repubblica Italiana
e p.c. Prefetto di Vicenza
L’anno scorso in Italia sono fallite 246 mila imprese, 290 mila sono i dipendenti a rischio licenziamento e 22 mila sono gli esuberi già contabilizzati nel 2008 dalle organizzazioni sindacali ai quali si devono aggiungere i 19 mila dipendenti Alitalia che dalla prossima settimana guarderanno gli aeroplani dagli uffici di collocamento.
E in questa disastrosa situazione si inseriscono gruppetti di irresponsabili che vorrebbero portare Vicenza sull’orlo di una inconcepibile rovina privandola della sua risorsa più importante rappresentata dalla casema Ederle.
Non è con il Palladio e con la cordata delle miniature di ville venete esposte in qualche museo locale senza spettatori che Vicenza può definirsi una delle città più privilegiata d’Italia per reddito pro-capite, (questo lo lasci ai libri di storia o ai depliant della pro-loco vicentina), ma è per l’indotto dei milioni di dollari che arrivano dagli Stati Uniti d’America per pagare gli stipendi di migliaia di vicentini che lavorano e lavoreranno alla Ederle Due, per pagare i lavori alle 4 mila ditte della provincia che sono pronte ad iniziare i lavori ad Dal Molin dal primo ottobre, per pagare i quasi 4 mila affitti a proprietari di immobili e per costruire scuole, ospedali, università e impianti sportivi nell’area aeroportuale di Viale Ferrarin, e soprattutto per dare sicurezza ad una città che da 50 anni convive in armonia con la protezione americana.
E’ a questa gente che si deve il benessere di Vicenza e non a certi personaggi che danno il supplemento a tendoni abusivi o ballano e ridono all’insegna di antiamericanismo proprio come certe recenti disgustose immagini sull’anti Alitalia.
Da ultimo una nota espressa con molto rammarico.
E’ stato riprovevole e offensivo che Lei, in Consiglio Comunale a Vicenza, abbia accettato una bandiera del “No Dal Molin” e abbia negato un incontro ai sostenitori del “Sì Dal Molin” come Le era stato richiesto.
Con rispetto,
Silvano Giometto
Coordinatore gruppo Due
“Sì Dal Molin”
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COMUNICATO DELL'AZIONE CATTOLICA VICARIALE SULLA CONSULTAZIONE SUL DAL MOLIN
Riporto il comunicato stampa diffuso dalla presidenza vicariale di Vicenza città dell'Azione Cattolica in merito alla consultazione del 5 ottobre.
COMUNICATO STAMPA DELLA PRESIDENZA DEL VICARIATO CITTADINO DELL'AZIONE CATTOLICA DI VICENZA SULLA CONSULTAZIONE POPOLARE INDETTA DAL COMUNE DI VICENZA SULL'AREA DENOMINATA “DAL MOLIN”.
“Bisogna stimolare la volontà di tutti ad assumersi la propria parte nelle comuni imprese. E’ poi da lodarsi il modo di agire di quelle nazioni nelle quali la maggioranza dei cittadini è fatta partecipe degli affari pubblici, in un’autenticalibertà” (Gaudium et Spes n. 31).
Ispirata dal Magistero della Chiesa, la presidenza del vicariato cittadino dell'Azione Cattolica di Vicenza, ritiene opportuno esprimere il proprio contributo sulla consultazione popolare a cui i residenti del comune di Vicenza, tra cui la maggioranza dei propri soci, sono chiamati il prossimo 5 ottobre.
Auspichiamo:
1- che ogni cittadino si informi sulla questione sollevata dalla consultazione.Riteniamo che la conoscenza e l'approfondimento delle problematiche della nostra città siano una condizione indispensabile per l'assunzione di responsabilità a cui ciascun cittadino è chiamato;
2- che ogni votante colga l'occasione di partecipare consapevolmente e attivamente a questa occasione di espressione popolare prevista dal regolamento comunale.Crediamo che l'espressione democratica dei cittadini, pur non potendo sostituirsi alla responsabilità degli amministratori locali e nazionali, debba potersi esprimere ed essere tenuta in considerazione;
3- che la consultazione diventi occasione di riappacificazione della cittadinanza con le istituzioni.Pensiamo che, nel reale rispetto e ascolto reciproco, la partecipazione alla consultazione sia l'occasione di riallacciare un consapevole e costruttivo confronto tra i cittadini e i loro rappresentanti.
La presidenza del vicariato cittadino dell'Azione Cattolica di Vicenza.
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Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di ROBERTO CATTANEO, Comitato SI Dal Molin
1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?1. Non ritengo sia importante andare a votare, ma esattamente il contrario perché il quesito è assai mal posto. Si chiede il parere sull’avvio di un “….procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" quando la “proprietà” rappresentata dallo Stato (Ministero della Difesa) ha già dichiarato, per iscritto, indirizzando una lettera al sindaco Variati che l’area in oggetto non è in vendita. Il perché quindi è semplicemente dato dal fatto che così posto il quesito diviene assolutamente fuorviante per il cittadino. Diverso sarebbe stato se il quesito si presentava chiaro e netto : BASE SI - BASE NO.
2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No2. Esternare il voto è sempre un fatto delicato ma in questo caso lo diviene ancora di più, anche perché il quesito è ambiguo. Per il fatto che se si vota SI si è contro la Base, se si vota NO si è a favore. Un bel pasticcio per cui pongo la cosa in termini diversi . Sono favorevole alla costruzione della Base e non andrò a votare per lasciare, per quel minimo che mi riguarda, la piena responsabilità di questa consultazione-trappola a chi l’ha promossa.
3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?3. In un mondo globale non possiamo ritenere che una alleanza così forte con gli Stati Uniti, diventata nei decenni, amicizia più che forte, sia una anomalia rispetto ad altri movimenti quali quelli che, ad esempio, riguardano buona parte della nostra industria che da anni si è trasferita in tantissimi paesi di tutto il mondo. La presenza americana a Vicenza oltre a recare lavoro e quindi ricchezza , è anche un esempio concreto della solidarietà che ci unisce a quel paese. Può diventare ancor più importante, e sono convinto che sarà così, se si svilupperanno rapporti economici, culturali, sociali e assistenziali. Per far questo serve una disponibilità reciproca al dialogo e in questo si potrà valutare la volontà di una amministrazione comunale che punti realmente al superamento delle divisioni fatte crescere in città da gruppi integralisti.
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Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di GIANCARLO ALBERA, Coordinamento dei Comitati No al Dal Molin
1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?Parto dicendo che tutta la vicenda Dal Molin è intrisa di procedure illegali e poco trasparenti; una storia che già dalla partenza ha sottratto ai vari processi locali previsti ogni forma di partecipazione. Tutto è stato calato dall' alto senza che di fatto la popolazione potesse parteciparvi, come invece previsto da normative Europee(gli atti di questo mancato governo locale ed altre violazioni che non sto ad indicare, sono depositati nel ricorso presso il TAR regionale veneto).
Pianificazione territoriale ed urbanistica ignorate o comunque non rispettate nelle sue norme e regole.
Dopo che si sono espressi governi, consigli di stato,consigli comunali, commissari, è doveroso dare la parola ai vicentini, uniche vere vittime di queste segrete manovre. Pensiamo che sia un alto segnale di volontà democratica ascoltare la voce dei cittadini.
2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?Le ragioni del nostro si "all' acquisizione dell' area aeroportuale" sono molteplici e abbracciano, motivi ambientali, urbanistici, sociali ed etici e tutti ugualmente validi, te ne elenco alcuni che sono fra loro concatenati e che rispondono sia alla seconda che alla terza domanda:
1) La base che dovrebbe essere costruita non è NATO per cui di fatto diventerebbe solamente trampolino di lancio per azioni o missioni unilaterali di guerra nei confronti di altri popoli (viol.art.11 costituz. e non è un' opera di difesa nazionale).
2)Si, ad un uso diverso di quell' area che serve ai vicentini ( oltretutto zona molto fragile dal punto di vista ambientale- zona SIC e ZPS, che per brevità non spiego) per uno sviluppo sostebile, più consono e rispettoso della storia e del patrimonio artistico di una città considerata "patrimonio universale UNESCO", contro una visione anacronistica di militarizzazione del territorio che è sicuramente in contrasto con la tutela dello stesso, sia di quello (patrimonio) artistico che ambientale.
3)La nuova base porterà alla comunità vicentina più costi che benefici(qualcuno ovviamente ne trarrà beneficio); soprattutto dal punto di vista dei consumi di risorse (alto consumo a basso prezzo... non pagano accise e saranno a carico delle AIM infrastrutture per acqua, luce e gas), oltre ad un maggiore rischio inquinamento, atmosferico e acustico, mettendo a rischio la stessa falda acquifera. Per finire molte saranno le possibili complicazioni e conseguenze che tale insediamento porterebbe. Cercheremo di spiegarlo anche domani sera al cinema teatro astra, ma soprattutto, quelle legate alla sicurezza che stravolgeranno la vita e le abitudini di tanta gente, intaccando la qualità della vita di una città, del suo territorio e (la qualità della vita )dei suoi abitanti. Ecco perchè i cittadini devono esprimersi ed ecco perchè, al di là del risultato, noi dovremo proseguire ad informare la gente con scienza e coscienza, perchè sicuramente in 2 mesi non è possibile fare quello che non è stato fatto in 2 anni.
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Consultazione Popolare sul DAL MOLIN
Con la nostra solita modalità di partecipazione interattiva, intendiamo sottoporre questa intervista a 2 rappresentanti del SI (No Dal Molin) e a 2 del NO (Si Dal Molin). A presto intervistati e interviste sul blog.
Nel frattempo voi come rispondereste? Il sindaco di Vicenza Achille Variati, mercoledì 6 agosto, ha firmato l’ordinanza con la quale dispone la consultazione popolare sulla destinazione dell’area aeroportuale “Dal Molin”, dove è previsto l’insediamento di una base militare statunitense.
La raccolta del questionario è stata fissata per domenica 5 ottobre.
Questo il quesito: “
E’ lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l’avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell’area aeroportuale “Dal Molin” – ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense – da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l’integrità ambientale del sito?”
A lei chiediamo:
1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?
2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No
3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell’area “Dal Molin”?
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