venerdì 10 aprile 2009

Votare per l'Europa. E sentirsi fessi

Con ogni probabilità Newropeans non ce la farà a candidarsi in Italia. L'importante è aver sollevato la questione europea, del rischio antidemocratico e continuare a farlo... dobbiamo ancora aprire gli occhi. Tuttavia, non votare potrebbe essere ancora peggio. Ricordiamoci che almeno la legge elettorale europea prevede le preferenze nominali.
Cercate un candidato competente e votatelo!

Avete visto chi vogliono candidare? Vecchi delusi, giovani amiche, soliti trombati, parenti invadenti

di BEPPE SEVERGNINI

Forse rassegnato, certo allibito, vagamente nau­seato. Fesso, no. Non voterò alle Europee il 7 giugno. Se le elezioni per il Parlamento nazio­nale sono state un'umiliazione — liste blocca­te, nostro compito era ratificare le nomine dei partiti — quelle per l'Europarlamento s'annunciano co­me una provocazione.

Dico, avete visto chi vogliono candidare? Vecchi delusi, giovani amiche, soliti trombati, parenti invadenti, ex po­tenti indigenti, funzionari sconosciuti. I ristoranti di Stra­sburgo e Bruxelles li aspettano a braccia aperte: ammesso che ci vadano, una volta eletti. I siti lo scrivono, i giornali lo riportano, le radio ne accennano. Ma davanti ai foto­grammi dall'Abruzzo — diciamolo — chi ha voglia di di­scutere l'opportunità della candidatura Mastella?

Così Clemente sarà nelle liste Pdl, segno e simbolo del nuovo. E chi s'azzarda a dire che hanno voluto saldare il debito per aver silurato Prodi — tuona l'interessato — «è un farabutto!». Il partito, com'è noto, sarà guidato ovun­que da Silvio Berlusconi — sebbene la carica di eurodepu­tato sia incompatibile con l'incarico di governo. Ma se qualcuno avesse il coraggio d'affermare che il partito non guarda avanti, ecco Barbara Matera, 28 anni, scelta perso­nalmente dal leader (curriculum: finalista a Miss Italia, annunciatrice Rai, «letteronza» a Mai dire gol, «lettera­ta » in Chiambretti c'è, inteprete di Carabinieri 7 e «patti­natrice vip» a Notti sul ghiaccio). A Strasburgo se la vedrà con la coetanea Ele­na Basescu, bella figliola del presidente della Roma­nia, Traian Basescu. La ra­gazza ha competenze incer­te, ma splendide foto. Me­morabile quella sopra un cavallo deceduto o molto stanco ( http://www.clau­d iocaprara.it /post/2214328.html).

A sinistra Dario Franceschini tuona contro le scelte del­la maggioranza e assicura: «Noi manderemo a Strasburgo solo persone autorevoli che ci resteranno per tutto il man­dato! ». Bene: allora non si capisce perché candidano Bas­solino (sicuri sia autorevole?) e Cofferati (non voleva la­sciare la politica per la famiglia?). E gli alleati? Si presenta Di Pietro (la carica di eurodeputato è incompatibile con quella di deputato nazionale) e si presenta Vendola (ma non è il governatore della Puglia?).

Diciamolo: in fondo la scelta di Berlusconi di candidar­si ovunque — pur sapendo che all'Europarlamento non metterà mai piede — è sfacciatamente sincera. Vuol dire: «Queste elezioni non contano un fico secco, sono soltan­to un sondaggio ufficiale dell'elettorato. E poiché ai son­daggi tengo, voglio esserci». L'entusiasmo del 1979 — primo Parlamento europeo a elezione diretta — lascia il posto a questa commedia. Non in tutti i Paesi accade: pensate che qui e là, in campa­gna elettorale, parleranno di Unione Europea e poi elegge­ranno gente che, a Strasburgo e Bruxelles, ci andrà. E noi? Non capisco perché dobbiamo prestarci a questo gioco. Anzi, lo capisco. Siamo la plebe democratica e fanno di noi ciò che vogliono. Vuoi vedere che un po' fessi siamo davvero?

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giovedì 19 marzo 2009

Internet è in pericolo?

Avete sentito parlare in questi giorni del fatto che la libertà su Internet è in pericolo? No? Beh, forse perché non l’hanno detto. Difatti poche persone sanno di quello che sta succedendo nei Parlamenti Italiano, Francese ed Europeo. Parliamo del caso Italiano. C’è un emendamento in discussione al Parlamento (già approvato il 5 febbraio al Senato) che potrebbe anche passare così com’è: si chiama emendamento d’Alia. Le scusanti sono per esempio nobili valori come quelli di combattere la pedofilia e cancellare quei gruppi sul social network Facebook che inneggiano alla Mafia. Non ti dicono però che per i siti attinenti alla pedofilia il sistema attuale di controlli va benissimo e che i gruppi inneggianti alla Mafia contavano al massimo qualche centinaio d’iscritti, mentre quelli che facevano pressione (sul sistema di controllo interno di Facebook che funziona molto bene) perché questi gruppi venissero cancellati contavano migliaia e migliaia d’iscritti (quindi nel social network ci troviamo davanti ad uno specchio che riprende molto fedelmente la realtà). Se quest’emendamento diventa legge, succederà praticamente così. Se in un sito, un social network, un blog, si trovano contenuti che commettono apologia di reato o istigazione a delinquere, l’autorità garante comunica a tale sito di togliere il contenuto incriminato. Se il gestore del sito (magari il proprietario di un blog, che accetta di dare spazio ai suoi lettori e di commentare come gli pare) non toglie il contenuto incriminato entro 24 ore, l’autorità garante praticamente obbliga i provider ad oscurare (in maniera cautelare) l’intero sito, pena una multa dai 50 ai 250 mila euro. Quindi se per esempio un blog ritiene una legge appena approvata ingiusta e ne evidenzia i lati negativi, questo può venire oscurato dall’oggi al domani, per legge. Altri emendamenti vengono proposti al Senato ed alla Camera, come per esempio quello dell’onorevole Gabriella Carlucci dal titolo “Disegno di Legge Carlucci per la tutela della legalità nella rete Internet”. Guido Scorza, avvocato, docente e giornalista esperto in materia, si è andato a vedere il file che l’onorevole Carlucci aveva messo a disposizione sul suo blog, scoprendo che la licenza del software col quale era stato scritto era di proprietà di Davide Rossi, presidente di Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva). Capite bene che quindi lotta alla pedofilia, libertà e legalità su internet, hanno poco a che fare con le leggi che vengono proposte, le quali ci porterebbero ai livelli di Birmania e Cina. Ma proposte legislative del genere non accadono solo in Italia: per rimanere qui in Europa, la Francia ha un problema molto simile al nostro. La proposta (il pacchetto Telecom) che viene discussa in queste settimane al Parlamento Europeo è invece diversa. In pratica permetterebbe il filtraggio dei contenuti su Internet da parte di soggetti non ancora specificati, che potrebbero benissimo essere le società di telecomunicazioni. In Italia la percentuale di territorio coperto dall’Adsl, la connessione veloce a Internet, è tra le più basse d’Europa. Secondo me fatti come questo (senza parlare della legge Pisanu, messa lì in mezzo al pacchetto di leggi contro il terrorismo, che mina la possibilità di dare il servizio di Internet Wi-Fi gratis ai suoi clienti da parte di gestori di un locale pubblico come un bar o un ristorante) sono contro la libertà su Internet, e non un blog che parla liberamente. Purtroppo non tutti capiscono la fondamentale importanza di mantenere e preservare a tutti i costi la libertà della rete, l’unico strumento di comunicazione veramente democratico perché da la possibilità a qualsiasi persona di rendere conoscibile il suo pensiero ad un vasto numero di persone. Inoltre credo che battaglie a livello nazionale valgono a poco e possono bloccare questi scempi solo nel brevissimo termine. Nel medio termine ci saranno nuove leggi continuamente proposte, perché già ora non è la prima volta. Un po’ alla volta, legge dopo legge, si cerca di bloccare la libertà di questo strumento da più angoli e in modo sempre più totale (libertà di accesso alla connessione, libertà di accesso ai contenuti, libertà di espressione), andando contro la visione e il sogno dei suoi inventori. Secondo me questa battaglia va fatta in primo luogo a livello europeo, dove la legislazione pesa su 27 Stati (il 60-80% delle leggi nazionali sono di derivazione europea). Il co-inventore del WWW Robert Caillau è membro di Newropeans ed ha appena redatto una proposta per la formazione di una Società d’Informazione Europea, la quale farà parte del nostro programma elettorale. Siamo l’unico partito ad avere una tale proposta nel programma e siamo gli unici a prendere in considerazione le Web Communities e le loro battaglie; ma soprattutto siamo gli unici che hanno la possibilità di avere proposte così avanzate nel nostro programma, perché siamo indipendenti. Proponiamo di assicurare una connessione veloce a tutti i cittadini, di stilare una Carta dei Diritti Digitali Europea e di garantire la neutralità della rete, non che di avere una maggiore protezione della privacy. Inoltre proponiamo che l’amministrazione pubblica in tutta Europa debba utilizzare i processi informatici per le sue procedure, con minori costi per tutti. A proposito, dov’è finita l’opera di digitalizzazione (parola che faceva pure fatica a pronunciare) dell’amministrazione pubblica promessa da Berlusconi (con tanta enfasi sulla riduzione di costi per miliardi di euro) in campagna elettorale?

Giulio Corà
Direttivo Newropeans

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martedì 10 marzo 2009

Allarme Socio-Politico Europeo n°2 - (15/01/2009)

Nel quadro dei suoi “Allarmi socio-politici europei” e delle sue raccomandazioni politiche destinate agli Stati membri e le istituzioni europee per far fronte alla crisi, Newropeans lancia un nuovo “Avvertimento”:

Il denaro finalizzato al salvataggio bancario sta deviando dai suoi obiettivi: Newropeans esige un impegno finanziario pubblico europeo efficace per tutti i cittadini!

Gli Stati membri tentano di combattere la crisi e la recessione che si produrrà inevitabilmente con delle colossali somme di denaro, ma tutte queste misure di salvataggio e questi tentativi di rilancio sono portatori di 3 errori fondamentali:

  1. Ciascuno Stato ripara i piani di salvataggio alla bell’e meglio e per conto suo, senza concertazioni a livello europeo e soprattutto senza una volontà effettiva di riformare profondamente le strutture del sistema finanziario e bancario.
  2. Al momento del salvataggio delle banche, gli Stati membri (ad eccezione del Regno Unito) hanno offerto denaro e garanzie senza però esigere sufficienti contropartite. Come unici creditori ed azionisti, i governi avevano il diritto di esigere delle garanzie ed un potere di influenza sulla politica commerciale delle banche in cambio dei fondi concessi. Nei confronti dei loro contribuenti, essi avevano l’obbligo di assumere all’interno delle banche una posizione d’influenza sufficiente per garantire che, conclusa la crisi, gli errori commessi non si ripetessero più.
  3. I piani di rilancio sono troppo concentrati sull’incitamento al consumo. Il loro finanziamento passa attraverso un ulteriore indebitamento. Essendo che la causa della crisi attuale è una bolla di credito storica, un sovraidebitamento delle imprese, degli Stati e dei privati non è una soluzione. Così, tutte le iniziative pubbliche devono avere come obiettivo imperativo, non la promozione del consumo, bensì l’investimento:
    - Nelle infrastrutture, in particolare quelle trans europee ed i servizi pubblici trans europei;
    - Nell’educazione e la ricerca;
    - Nell’ambiente e le energie rinnovabili.

E’ fuori questione che questi investimenti servano a finanziare delle infrastrutture con vocazione di essere privatizzate. La crisi finanziaria deve mettere un termine all’ondata di privatizzazione dei servizi pubblici, soprattutto nei settori in cui questi servizi non sono e non potranno essere rimpiazzati da una vera offerta concorrenziale tra più attori privati. Newropeans si batterà per la messa in atto di un’alternativa europea alle privatizzazioni destinate a facilitare il funzionamento del mercato unico: condurremo il Parlamento Europeo ad adottare uno statuto delle “reti europee di servizio pubblico”, permettendo di coniugare in modo efficace la dimensione europea ed il servizio pubblico.

Attualmente assistiamo ad uno spettacolo di politiche prese dal panico, che cercano di affogare i problemi sotto uno tsunami di denaro, senza avere reali idee risolutive, né riguardo per il denaro dei contribuenti ed il futuro delle generazioni. Il rischio è che tutto questo denaro non serva che ad indennizzare i responsabili della crisi a scapito di tutti gli altri, e che una volta superata la crisi essi ricomincino a crearsi immensi profitti allo stesso modo, sapendo che gli Stati li salveranno in caso di bisogno.

Newropeans è il solo movimento politico in Europa che dal 2006 ha anticipato l’arrivo dell’attuale crisi.

Ne ricava, quindi, una legittimità di proposte di riforme concrete e necessarie per stabilizzare il mercato finanziario ed evitare la ripetizione di una crisi causata dagli stessi fattori: L’Europa deve legiferare, attraverso l’UE nel quadro delle sue competenze, o grazie ad un’azione concertata degli Stati membri, al fine di dare alle sue banche, alle istituzioni finanziarie e mercati finanziari, un quadro di regole che evitino l’insorgere di tali crisi. Questa regolamentazione mette in opera tali principi:

  1. Le banche sono servitrici e non i capi dell’economia reale. Forniscono capitali alle imprese a seconda dei loro bisogni e vengono remunerate in funzione dei servizi che rendono. Non sta alle imprese fornire profitti in base alle esigenze delle banche e dei mercati finanziari.
  2. Le banche non partecipano alla creazione e l’alimentazione delle bolle speculative. Anche se si possono realizzare profitti esorbitanti nel periodo di ascesa di una bolla, i rischi al momento del suo scoppio ed i suoi effetti nocivi generali per l’intera società, impediscono che le banche vi partecipino. Così, le banche non forniscono credito a fondo speculativo e non impiegano i propri fondi nella speculazione.
  3. Le banche cessano ogni attività con i paradisi fiscali.
  4. Le banche calcolano i propri sistemi d’incoraggiamento (prime set boni) sul rendimento a lungo termine di attività dei loro impiegati e dirigenti. Le perdite presenti annullano i boni passati e possono anche renderli negativi.
  5. E’ vietata la titolarizzazione (in vista di un’ulteriore vendita) dei debiti e l’acquisto di tali titoli..
  6. Le banche rispettano scrupolosamente la ratio di Bâle II tra fondi propri ed impegno; tutte le attività al di fuori bilancio, al fine di creare un effetto di leva nascosta, sono proibite.

Newropeans rifiuta che i rimedi applicati servano solo a salvare coloro che hanno condotto l’Europa alla crisi, copiando il modello americano. Ormai bisogna inventare metodi e strumenti europei che permettano ai 500 milioni di cittadini europei di attraversare al meglio i difficili anni che ci attendono.

Newropeans esige che il denaro pubblico serva a preparare l’avvenire di tutti gli europei, non solamente quello delle élite finanziarie.

Newropeans pretende che l’Europa metta in atto da oggi una riforma profonda delle strutture e del funzionamento dei mercati finanziari.

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lunedì 9 febbraio 2009

Europee: una discussione surreale....

Più che il dibattito su una modifica della legge elettorale per le elezioni europee è sembrato di assistere alla rappresentazione di un’opera surrealista.

La semplice introduzione dello sbarramento del 4%, lasciando intatti i collegi e la possibilità di esprimere le preferenze, costituisce, nelle linee generali, un passo avanti verso il sistema alla tedesca, che molti vorrebbero introdurre nella legge elettorale per il Parlamento nazionale.

Ma, poiché le finalità della modifica legislativa sono altre (ridurre la frammentazione politica, cioè rafforzare i partiti maggiori, togliendo spazio a quelli minori) e in questo caso non si tratta di esprimere la base elettiva del Governo nazionale, tra i suoi oppositori (dichiarati o meno) c’erano proprio quelli che nei mesi scorsi si erano espressi più favorevolmente per quel sistema, mentre a caldeggiare la modifica c’erano quelli che più lo avevano osteggiato, in nome del bipolarismo di facciata ancora in voga in Italia.

Surreali sono stati anche i commenti che hanno accompagnato il voto parlamentare.

Gli oppositori interessati, cioè preoccupati di salvare le penne, hanno cominciato a minacciare di uscire dalle giunte locali, per poi smentire di fatto l’affermazione, consapevoli che non sarebbero riusciti a condizionare i propri assessori e consiglieri.
E durante il dibattito parlamentare alla Camera, si sono dichiarati contrari all’emendamento poi approvato, affermando che il Parlamento europeo non sarebbe un’assemblea governativa, ma solo rappresentativa, dimenticando che, se è vero che quel consesso non esprime il Governo dell’Europa, nel senso che non elegge nel suo seno la Commissione europea (limitandosi ad un timido voto di approvazione, che, col Trattato di Lisbona non cambierebbe molto nella sostanza), contribuisce comunque a definire buona parte delle norme che l’Unione europea produce, nonché il bilancio di quest’ultima.
I sostenitori della modifica, dal canto loro, non hanno trovato argomenti migliori della necessità di inviare nel Parlamento europeo una rappresentanza italiana più compatta e coesa e di creare (niente meno!) i presupposti per eleggere un Presidente italiano dello stesso Parlamento o di una delle sue Commissioni più importanti.

Poltrone e programmi nazionali, dunque, non politica europea.
Se si aggiunge che l’operazione è avvenuta mentre il gioco era già cominciato, a dispetto delle raccomandazioni dell’OCSE e del Consiglio d’Europa (queste sì a ragione ricordate nella discussione parlamentare), non ci si può stupire del fatto che il desiderio di non andare a votare nella consultazione di giugno cominci a crescere anche in un Paese come l’Italia, che in Europa si è sempre collocato nel gruppo di testa della classifica delle percentuali di votanti.
Perché, come sempre, i grandi assenti dal dibattito sono proprio gli elettori europei, le disparità tra i quali si accentuano grazie a questa leggina.

In un’Europa nella quale si vota per lo stesso Parlamento con diversi sistemi elettorali e con differenti condizioni di eleggibilità, lo sbarramento sancito dal Parlamento italiano si aggiunge a quelli vigenti in altri Stati europei, senza essere ad essi omogeneo in termini numerici. Inoltre, mantenendo inalterato il numero elevato di firme da raccogliere per la presentazione delle liste (non a caso abbassato di un terzo per le elezioni politiche nazionali, allorché si è introdotto lo stesso sbarramento del 4%, per giunta attenuato per i partiti che partecipano a coalizioni elettorali), raddoppia l’ostacolo da abbattere per fare ingresso nel Parlamento europeo. Dunque esaspera ulteriormente gli squilibri in un sistema fatto a posta per dare agli europei l’impressione di appartenere a mondi diversi, privando di significato il concetto di cittadinanza europea. Di un sistema nel quale la probabilità di essere eletti aumenta o diminuisce in base al luogo ove si concorre alle elezioni e nel quale il voto di un olandese vale più di quello di un francese o di un italiano.

Ma se è questo lo scopo, astenersi significherebbe soltanto assecondare la strada che la maggioranza del Parlamento italiano, troppo occupata a guardare l’ombelico degli interessi nazionali, ha scelto ancora una volta di percorrere, al pari degli omologhi partner degli altri Stati membri.

Mentre le elezioni del giugno 2009, ad onta della babele di leggi e sistemi elettorali nella quale si svolgeranno, daranno agli europei un’occasione unica per marcare nettamente il proprio dissenso da chi pretende di governare l’Europa in questo modo: ciò che gli elettori francesi, olandesi, irlandesi, hanno già fatto in ordine sparso, bocciando la ratifica dei trattati di Roma e Lisbona, è ora possibile fare parlando all’unisono la stessa lingua della democrazia.

La soluzione è semplice. Basta aiutare a presentarsi e votare chi ha a cuore la sorte della democrazia europea, anziché chi vede nelle elezioni europee un semplice test della propria popolarità o della propria sopravvivenza politica.
Trovate tutto qui: http://150000.eu

Danilo Del Gaizo

Pubblicato su Newropeans Magazine
il 5 febbraio 2009

http://www.newropeans-magazine.org

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giovedì 22 gennaio 2009

Raccolta firme per Newropeans a Vicenza

Prossime date dei gazebo a Vicenza per la raccolta firme a favore di Newropeans:

Sabato 24 Gennaio dalle 10.00 in Contra' Cavour;
Domenica 25 Gennaio dalle 11.00 in Piazza Castello;

Giovedi' 29 Gennaio dalle 9.00 in Contra' Cavour;
Sabato 31 dalle 10.00 in Contra' Cavour.

Per quest'ultima giornata e' previsto un grande evento pomeridiano con mobilitazione di massa della popolazione vicentina dedita agli spritz.

Venite a farvi uno spritz in centro e a mettere una firma per la democrazia in Europa.

Contatto: Giulio Cora'- 3495003003 - giulio.cora@coralegnami.it

Newropeans Home:
http://www.newropeans.eu/index.php?lang=it

16 Punti Chiave:
http://www.newropeans.eu/spip.php?article=154&lang=it

Proposta per un Governo Europeo:
http://www.newropeans.eu/article.php3?id_article=923&lang=it

Gente di Newropeans:
http://www.newropeans.eu/spip.php?article=174&lang=it

Gruppo su Facebook per la raccolta firme in Italia:
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=45990392371

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giovedì 4 dicembre 2008

Appello da Newropeans

Spettabile Associazione,

siamo il primo partito trans-europeo, candidato alle elezioni europee di giugno 2009. Attualmente presenti nei principali Paesi dell’Unione europea, abbiamo approntato un programma che, in sintesi, punta a riformare le istituzioni comunitarie allo scopo di incrementarne la rappresentatività e la responsabilità nei confronti dei Cittadini.
Le sfide che il Mondo e l’Unione dovranno affrontare in futuro, su fronti come il cambiamento climatico, l’economia, l’equità sociale, richiedono una maggiore autorevolezza dell’Europa; un’autorità nelle relazioni con gli altri player mondiali che purtroppo oggi all’Unione manca.

Attraverso la creazione di un vero Governo Europeo eletto dal Parlamento, intendiamo sopperire a questa mancanza e rendere il potere esecutivo dell’Unione responsabile delle proprie azioni nei confronti dei cittadini europei. Il contrario di quanto oggi accade con una Commissione nominata dai Governi degli Stati Membri.

Per poterci candidare alle prossime elezioni dobbiamo raccogliere 35.000 firme di elettori in ognuna delle Circoscrizioni.
Per raggiungere quest’obiettivo stiamo contattando tutte le Associazioni e i Movimenti in Italia e chiediamo anche la Vostra collaborazione e quella dei Vostri Associati per aiutare la Democrazia europea nel nostro Paese.

Ovviamente, non Vi chiediamo alcun sostegno al momento del voto. Né vi chiediamo di condividere il nostro programma. Piuttosto, ci preme poter avere il nostro simbolo sulla scheda elettorale, in modo che in ciascuno dei principali Paesi europei possiamo chiedere a tutti i cittadini di contribuire con noi a costruire un’Europa più autorevole per il futuro.

Vi preghiamo di diffondere questo appello presso tutti i Vostri Soci e, attraverso di essi, confidiamo giunga a quanti più Cittadini responsabili possibile.

Infine, vorremmo sottolineare che abbiamo scelto di essere un partito “low-cost” auto-finanziato: non abbiamo mai chiesto e non chiederemo denaro pubblico, che sia nazionale o europeo. Ci finanziamo con le quote versate dai nostri iscritti, donazioni individuali e, soprattutto, il lavoro volontario di ragazzi, uomini e donne che da tre anni si dedicano con passione a questo progetto: per questo, apprezzeremmo qualsiasi forma di aiuto: dalla semplice diffusione del messaggio alla disponibilità individuale o collettiva a firmare, dalla presenza ai tavoli alla messa a disposizione di materiali utili alla causa...

Chi fosse interessato è pregato di contattarci all’indirizzo coordinamentoit@newropeans.eu

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lunedì 7 luglio 2008

VicenzaPartecip@ & Newropeans

Un partito transeuropeo, una formazione rivoluzionaria in quanto ad età con membri tutti al di sotto dei 35 anni, una visione alternativa dell'Europa e del suo funzionamento.


Insomma i presupposti per un ottimo progetto ci sono tutti, peccato che il risultato deluda di parecchio le aspettative.


Ma questa è un'opinione personale, per prima cosa i fatti.




Giovedì 3 Luglio, nel salone di Stradella S. Nicola, si è tenuto l'incontro organizzato da noi di VicenzaPartecip@ con ospiti il coordinatore nazionale e il coordinatore giovanile di Newropeans. La serata era aperta a tutti e l'affluenza è stata discreta (a tal proposito un bravo a Stefano Balbi che praticamente ha organizzato tutto da solo).


La conferenza aveva lo scopo di presentare, sia a noi del blog che a quanti siano voluti intervenire, questo nuovo progetto transeuropeo.


Dopo le presentazioni di rito del nostro Stefano la parola è subito andata al coordinatore nazionale Diego Malcangi. In sintesi ha spiegato che Newropeans è il primo partito transeuropeo, e con questo si intende che sarà il primo partito a presentare candidati sotto un unico simbolo in tutti i 27 paesi membri alle prossime elezioni del 2009. Questi stessi candidati, inoltre, saranno scelti con una sorta di "primarie on-line" da quanti si vorranno iscrivere a questo nuovo soggetto politico. A tal proposito ha tenuto a precisare come Newropeans non sia nè di destra, nè di sinistra ma, con un paragone particolarmente azzeccato, una sorta di "lista civica transeuropea" con uno scopo ben preciso, raggiunto il quale si propone di scomparire.


Lo scopo in questione è quello di dotare l'Unione Europea di maggiori strumenti democratici. Come detto dallo stesso Malcangi, non si può avere un'economia ed una società sempre più globalizzate senza una politica che si adegui a questa tendenza. L'Unione Europea sicuramente è il punto di partenza ma così com'è non è sufficientemente efficace.


Newropeans si propone quindi di modificare l'attuale assetto dell'Unione. Loro obiettivi sono (come si può leggere sul loro sito www.newropeans.eu): riformare le modalità di elezione del Parlamento Europeo, imponendo che la metà dei parlamentari sia scelta direttamente dai cittadini; una diversa distribuzione dei poteri, rimpiazzando l'attuale Commissione Europea con un Governo Europeo guidato dal Parlamento stesso; l'introduzione di un referendum transeuropeo per sancire ogni nuovo allargamento a nuovi stati membri.




Da questa presentazione ne è nata una vivace e partecipata discussione. Tralasciando i personali dubbi (anch'essi espressi pubblicamente) sull'efficacia e la positività di una tendenza politica ed economica alla globalizzazione, non ha convinto la visione semplicistica ed a mio avviso utopistica di una sorta di circolo virtuoso, secondo il quale una volta introdotti questi strumenti tutto il resto verrà da sè. E' ingenuo pensare che i soli indici democratici di un' entità politica, ancor di più se tale entità è immensa e complessa come l'UE, siano i metodi elettorali. E ancora non si può a mio avviso proporre di riformare l'intero sistema politico europeo (riforma comunque necessaria, ma non sufficiente) senza riflettere sulle conseguenze che questo cambiamento avrà sulla politica locale di ciascuno dei paesi membri. Inoltre non vi è traccia nel sito, e del resto non è stata fatta parola su questo durante la serata, degli eventuali metodi di coinvolgimento della popolazione. Non si affronta che di striscio la questione dell'informazione (scarsa) e della partecipazione (nulla) sui temi europei. Unica proposta è il referendum per sancire l'allargamento dell'Unione ad altri stati membri. Arma questa altamente pericolosa: senza una corretta informazione si rischia di dare potere alle paure ed ai pregiudizi delle popolazioni (si pensi a cosa sarebbe successo se si fosse chiesto in Italia un parere referendario all'entrata della Romania nell'Unione). La loro risposta è stata che: "una volta introdotta questa riforma, la politica nazionale sarà costretta a coinvolgere il cittadino anche sui temi europei, creando un circolo virtuoso che porterà ad una politica più attenta e ad una cittadinzanza più consapevole delle tematiche europee".




Sarà che vivo in Italia ma...

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martedì 24 giugno 2008

VicenzaPartecip@ invita Newropeans

Ne stavo già parlando nei post precedenti… finalmente vi posso dare la conferma: VicenzaPartecip@ organizza una serata sulla partecipazione democratica in Europa, Giovedì 3 Luglio alle 20.30 presso il salone in Stradella San Nicola 2.


Lo facciamo con l’approccio che ci ha contraddistinto fino ad ora: di dialogo con le parti politiche e coinvolgimento alla partecipazione attiva nei confronti della società tutta, ed in particolare dei giovani.





Invitiamo dunque a parlare alla cittadinanza vicentina i tre membri più attivi di Newropeans, in Italia (il Coordinatore nazionale Diego Malcangi, Danilo Del Gaizo e Marcello De Vita).
Newropeans è un nuovo movimento politico che fa della democratizzazione dell'Unione Europea il suo obiettivo primario. I suoi iscritti sono per il 70% giovani d’età compresa tra i 20 e 35 anni e i sui fondatori sono i padri del progetto Erasmus e della mobilità studentesca in Europa. Newropeans è il primo partito transeuropeo: sarà presente alle elezioni del 2009 per il rinnovo del Parlamento Europeo, con lo stesso programma in tutti i 27 Paesi membri dell’UE; non si presenta ad alcuna elezione a livello di singolo stato membro e si autofinanzia attraverso i suoi iscritti.





In questa serata si parlerà di integrazione in Europa, di come può attuarsi la democrazia partecipativa nel contesto europeo e, in particolare, di come rendere le istituzioni europee più vicine ai cittadini. L’argomento è quanto mai di rilievo in questo periodo in cui l’Unione Europea sta vivendo una crisi molto profonda: mentre continua il suo allargamento ad est viene scossa alla base dallo scetticismo dei cittadini dei membri storici. Due anni fa il no di Francia e Olanda alla Costituzione Europea ha dato inizio ad un "periodo di riflessione" dei leader europei che non sembra destinato a risolversi. E’ di pochi giorni (12 giugno) la notizia che anche il nuovo trattato di riforma, ridenominato Trattato di Lisbona, ha incassato il no dell’Irlanda: uno dei paesi che hanno maggiormente beneficiato dell’ingresso in Europa, avvenuto 35 anni fa.



Come ci avviciniamo in Italia, e soprattutto a Vicenza, alle prossime elezioni parlamentari europee del 2009? Noi cittadini riusciamo a comprendere il ruolo dell’Europa nelle nostre vite? … e come possiamo migliorarla?


Indubbiamente esistono già degli elementi di novità da conoscere e Newropeans è uno di questi.





Vi aspettiamo numerosi.

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lunedì 19 maggio 2008

Per chi votiamo alle elezioni europee?

Sull'onda del mio post precedente, che esula un po' dalle dinamiche civico politiche di Vicenza, il mio collega di dottorato, nonchè giornalista free lance, nonchè ricercatore in scienze sociali con la capacità di analisi pungente di un vicentino espatriato, mi fornisce questo pezzo sulle elezioni europee. Mi sembra interessante prolungare questa parentesi europeista prima di rituffarci nell'agenda locale vicentina.



Qualche tempo fa il noto quotidiano statunitense "Herald Tribune", scrisse che un seggio al parlamento europeo a Strasburgo "è meglio che vincere la lotteria". Se un europarlamentare infatti, può incassare, grazie al sistema dei rimborsi, fino a 100 mila euro l'anno oltre al proprio stipendio, va ricordato che la composizione dei parlamentari europei è fatto di politicanti borghesi con stipendi da nababbi, reduci da mediocri imprese politiche nazionali e accomodati dai propri partiti in un parcheggio lussuoso nel cuore dell’Europa (Strasburgo).
Fino a qualche anno fa, scorrere la lista dei nomi dei parlamentari europei e in particolare di quelli italiani era come vedere un catalogo di star: attori, calciatori, atleti, scrittori, ex tangentisti della prima Repubblica, transfughi. I partiti preferivano allora puntare su nomi conosciuti alla gente e liberarsi di qualche personaggio scomodo in casa.
A memoria di tutti val forse la pena ricordare il caso piu eclatante, quello dell’europarlamentare Reihnold Messner, noto scalatore altoatesino, eletto nelle file dei verdi europei (candidato dai verdi italiani) a meta’ degli anni ’90. Clamorosamente beccato da un giornale austriaco mentre sparava felicemente con un fucile da caccia su un branco di animali protetti nei boschi di Merano a stagione di caccia abbondantemente conclusa, fu prontamente rimosso dalla commissione parlamentare per la protezione delle specie protette e rispedito al mitico castello meranese di sua proprietà a riflettere sulla natura.
Dalle ultime elezioni europee però, i partiti europei e quelli italiani in particolare, si son fatti più furbi: candidano in Europa direttamente politici di “carriera”, trombati alle elezioni nazionali, regionali o comunali (vi suona familiare?) e poi li lasciano a riposare per un po’ di anni tra Strasburgo e Bruxelles, imparando qualche lingua e facendosi un pò di cultura europea.
Fra qualche anno – pensano nei partiti - ritornerà la loro occasione e ci riproveranno per qualche carica politica in casa. Ne sono passati tanti di nomi eccellenti per questa trafila. Dal presidente attuale della Repubblica Napolitano (fino al 2004), Berlusconi, (fino all’anno scorso), Fini, Veltroni, ecc, ecc.
All’europarlamento ci sono pure nomi italiani che appartengono all’archeologia politica del nostro paese: Pomicino, De Michelis, De Mita. E sapete chi è Candidato alle prossime ? Mastella.
La nausea attorno a quanto avviene nel Parlamento europeo, ha spinto alcuni partiti europei a far addirittura eleggere gente che vada a caccia di politici da smascherare per le malefatte e gli sprechi contro i cittadini che li hanno votati. L’Italia è il bersaglio preferito.
L’europarlamentare austriaco Hans-Peter Martin, eletto nelle file dei socialisti europei, è diventato l’inquisitore per eccellenza degli sprechi europei ed italiani. Come un agente segreto si aggira nelle sedi del Parlamento europeo con microfoni nascosti e microtelecamere per beccare i parlamentari spreconi e scialacquatori delle tasse europee. Qualche mese fa scatenò “La Rimborsopoli”, intrallazzo parlamentare sui rimborsi delle trasferte dei parlamentari che dai propri paesi si recano a votare nelle sessioni del parlamento. Senza andare a votare, i parlamentari ottengono un gettone di presenza di circa 300 euro e un rimborso di 800 per la trasferta. Viaggiano con linee low cost e il resto dei soldi risparmiati dal viaggio, se lo fanno, finisce dritto nelle loro tasche. Nelle denunce di Martin sono finite vittime illustri, tra cui l’attuale presidente italiano della repubblica Giorgio Napoletano.
In Inghilterra, che di antieuropeismo se ne intende, a sentir parlare di elezioni europee viene il vomito nazionale: si vota più per il grande fratello o l’isola dei famosi che per le elezioni europee.
Fino a tanto non dovremmo certo arrivare, ma informarci un po’ di più su chi votiamo e chi meglio ci rappresenta al Parlamento europeo gioverebbe a tutti. Abbiamo un anno per farlo.



Simone Lucatello

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giovedì 15 maggio 2008

Partecipazione in Europa

La campagna elettorale di Lia Sartori ci ha ricordato che Vicenza è parte di una dimensione istituzionale più ampia di quella regionale e di quella italiana: sto parlando dell’Unione Europea.

Amalia Sartori, pur mancando l’insediamento presso il comune di Vicenza in qualità di Sindaco, sarà ancora per il prossimo anno europarlamentare del Partito Popolare Europeo, vicepresidente della Delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO e membro di altre commissioni che si occupano di ambiente, cambiamenti climatici e uguaglianza uomo donna.



I deputati del Parlamento europeo non sono riuniti in base a schieramenti nazionali ma secondo sette gruppi politici pseudo paneuropei, che dovrebbero rappresentare, fra tutti, i diversi punti di vista sull’integrazione europea, da quello più fortemente federalista a quello apertamente euroscettico. In realtà i partiti nazionali italiani si configurano nel sistema europeo in maniera piuttosto confusa.



Così la Sartori di Forza Italia prima e PDL adesso in Italia, in Europa, fa parte della squadra del PPE. Con lei l’ex sindaco di Milano Alberini (FI), il vicentino Giorgio Carollo (FI) e tutti quelli dell’UDC, che sul suolo nazionale
hanno rotto da poco il sodalizio con il centro destra.

Giovanni Berlinguer della Sinistra Democratica in Italia, in Europa convive con Gianni De Michelis (PS) e Lilli Gruber (PD) nel Gruppo Socialista.

Altri del PD, come il professore universitario veneziano Paolo Costa, e il fratello di Romano Prodi, stanno nel Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa, dove si trova anche Marco Cappato di Emma Bonino.

Il No Global di Rifondazione Comunista, Vittorio Agnoletto, sta assieme all’astronauta dei Comunisti Italiani, Umberto Guidoni, nel Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica.

Il leghista Mario Borghezio è collocato nel Gruppo "Unione per l'Europa delle nazioni" assieme a tutti quelli di AN.

Attualmente nel Parlamento Europeo 70 deputati su 777 sono Italiani: 22 nel PPE e Democratici Europei, 15 nel Gruppo Socialista, 11 nel Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa, 11 nel Gruppo "Unione per l'Europa delle nazioni", 7 nel Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica, 2 nel Gruppo Verde Alleanza Liberale Europea, e 2 non iscritti (tra cui golden boy Gianni Rivera).



Dal 11 al 14 Giugno 2009 si voterà per la legislatura 2009-2014. Verranno eletti 738 europarlamentari. Più o meno 70 saranno italiani. Tra gli elementi di novità: la presenza di due nuovi stati membri, Bulgaria e Romania, una campagna mediatica imponente che dovrà aumentare il trend di partecipazione (sotto il 50% nel 2004) e la possibilità di votare dei partiti realmente paneuropei.

Tra questi Newropeans, un nuovo movimento politico con un obiettivo molto ambizioso la democratizzazione dell'UE. I suoi iscritti (io compreso, a rigor di trasparenza) sono per il 70% giovani di età compresa tra i 20 e 35 anni e i sui fondatori sono i padri del progetto Erasmus e della mobilità studentesca in Europa. Newropeans sarà presente alle elezioni del 2009 per il rinnovo del Parlamento Europeo, con lo stesso programma in tutti i 27 Paesi membri dell’UE.
Newropeans non si presenta ad alcuna elezione a livello di singolo stato membro e si autofinanzia attraverso i suoi iscritti.



Io mi sono appassionato a questo progetto perché rappresenta un grosso passo verso l’integrazione politica dell’Europa: creando un’importante rete di europei in grado di esprimere le aspettative comuni dei cittadini europei. Newropeans ha abbracciato le nuove tecnologie dell’informazione e si sta organizzando in maniera diffusa attraverso internet.

L’Europa sarà sempre di più il nostro futuro, non v’è dubbio alcuno: ha dunque senso continuare la critica del sistema partitico nazionale a un livello amministrativo superiore.

Se spesso ci viene fatto pesare che questa critica sia esclusivamente disfattista ed in grado di esprimere soltanto dei NO ai quali non seguono proposte di cambiamento concrete, allora Newropeans rappresenta un SI per chi sta cercando di trovare la strada verso un futuro diverso e possibilmente migliore.

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