sabato 17 gennaio 2009

La Parola all’Esperto di Marco Travaglio

Per completezza di informazione meglio che sul conto di Andreotti si consideri anche quanto segue. L'unica certezza che mi rimane, questo paese va di male in peggio!

Va affermandosi in Italia un nuovo mestiere di sicuro avvenire: il commentatore di sentenze mai lette. E’ un po’ come il recensore di film mai visti, che pretende di spiegare a chi li ha visti di che cosa parlano e come gli sono sembrati. Naturalmente, non avendoli visti, non ha la più pallida idea di che si tratti e dunque procede a tentoni, tira a indovinare, si barcamena come lo scolaro interrogato che non ha studiato. Ma mentre il recensore e lo scolaro rimediano figure barbine e voti bassissimi, il commentatore di sentenze mai lette ha l’applauso assicurato. Perché nel regime italiota si ritrova in assoluta maggioranza, circondato da persone che le sentenze non le hanno mai lette ma, come lui, le commentano copiosamente. A trovarsi a disagio, nel regime italiota, è colui – esemplare rarissimo, pressoché estinto – che le sentenze le conosce. Dunque, non ha diritto di parola. E, se per caso dice qualcosa, viene immediatamente zittito, sputacchiato, svergognato, minacciato, proposto per punizioni esemplari. L’ultimo caso del genere s’è verificato a proposito della sentenza della Cassazione su Andreotti, gabellata a reti unificate per un’assoluzione liberatoria, una beatificazione plenaria. Gian Carlo Caselli, uno dei tre o quattro in Italia che la conoscono (o meglio, conoscono la sentenza d’appello che la Cassazione ha confermato), ha tentato timidamente in un articolo sulla Stampa di ricordare di che si sta parlando: ”La Cassazione – ha scritto – ribadendo l’assoluzione per i fatti successivi, ha confermato che fino alla primavera del 1980 l’imputato ha commesso il reato di associazione con i mafiosi dell’epoca, capeggiati da Stefano Bontade, autori di gravissimi delitti”. Apriti cielo. Nessuno ha potuto smentire, sentenza alla mano, quel che ha scritto Caselli, anche perché la sentenza non l’ha letta nessuno. Ma nel regime italiota non ci si perde d’animo per così poco. Così, a Camere unificate, i politici di destra e di sinistra (con la lodevole eccezione dei Ds e Di Pietro) hanno zittito Caselli all’insegna del “come si permette?”. E’ come se le tv dicessero che il film “Troy” parla dell’attacco a Pearl Harbour e il regista provasse a obiettare che, in realtà, si parla della guerra di Troia, ma venisse zittito come un impiccione importuno.
“Quello di Caselli – dice al Giornale Paolo Cento dei Verdi – è un intervento inopportuno perché il processo si è concluso con un’assoluzione e bisogna rispettare la sentenza”. Non gli viene neppure in mente che, per rispettarla, bisognerebbe almeno darle un’occhiata. Così magari si scoprirebbe che l’assoluzione riguarda il periodo 1980-1993, mentre per il periodo fino al 1980 il reato è stato commesso e accertato, ma l’imputato sé salvato per prescrizione. Poi c’è l’onorevole Enrico Buemi dello Sdi, quello che l’anno scorso propose in tandem con Carlo Taormina di depenalizzare il reato di furto. Stavolta pontifica su Andreotti e sostiene che “Caselli si arrampica sugli specchi per difendere quello che ha fatto” e che “tutto il processo Andreotti nasce da una pericolosissima confusione tra le responsabilità politiche e quelle penali che attivano processi mostruosi come quello che lo ha riguardato”. Ma qui di pericolosissimo e mostruoso c’è solo l’ignoranza (dal verbo ignorare) del Buemi sul processo Andreotti: Se la Corte d’appello di Palermo ha accertato che il sette volte presidente del Consiglio incontrò due volte il boss dei boss Stefano Bontade, prima e dopo il delitto Mattarella, e intrattenne “amichevoli relazioni” con i vertici di Cosa nostra, “chiedendo favori” e fornendo “suggerimenti”, di quali “responsabilità politiche” va cianciando questo Buemi? Le “amichevoli relazioni”, i suggerimenti e gli scambi di favori con la mafia sono responsabilità penali, configurano un reato ben preciso che si chiama associazione mafiosa (prima del 1982, quando fu introdotto quel delitto specifico, si chiama associazione per delinquere semplice). Anche Giuseppe Fanfani della Margherita ha censurato Caselli, dicendo che “le sentenze non si commentano mai”: ora, a parte il fatto che i politici non fanno altro che commentare sentenze, Caselli non ha affatto commentato quella della Cassazione e della Corte d’appello. Ha semplicemente informato i lettori della Stampa del contenuto di quelle sentenze, perché ciascuno potesse farsene un’idea. Magari criticare aspramente i giudici, ma sapendo almeno che cosa avevano scritto. Formidabile il commento di Ottaviano Del Turco, già presidente dell’Antimafia, che qualche sillaba della sentenza avrebbe dovuto pur leggerla: “Non capisco perché una parte della sinistra italiana continui a sottoscrivere una visione della storia d’Italia come se fosse stata governata per 50 anni da mafiosi e piduisti”. Dunque non solo la mafia non ha mai avuto rapporti con la politica, ma nemmeno la P2. Gelli non è mai esistito, Berlusconi non è mai stato iscritto alla P2 insieme a generali, ministri, sottosegretari, giornalisti, lo dice l’ex presidente dell’Antimafia, allegria.
Se il centrosinistra ha reagito così, figurarsi il centrodestra. Il prof. pres. on. avv. Pecorella sostiene che “prescrizione non significa che il reato è stato commesso, ma che non c’era l’evidenza che fosse stato commesso”. Se avesse letto almeno il dispositivo (12 righe) della sentenza d’appello confermata in cassazione, avrebbe letto proprio ciò che lui nega: e cioè che il reato di associazione per delinquere è stato “commesso”, è “concretamente ravvisabile”, è provato, ma “estinto per prescrizione”. Poi c’è il leggendario Giovanardi, quello che fa addirittura il ministro e che riesce a scrivere libri (anzi uno solo, sempre lo stesso) sulle sentenze, senza conoscerle. “Caselli – dice il Giovanardi – persevera nel gettare fango su Andreotti, confermando che per alcuni pm malati di ideologia il loro imputato sia comunque colpevole anche se assolto in tre gradi di giudizio”. Il concetto di prescrizione non riesce proprio a entrargli in testa: è più grande di lui.

Assolto sì, ma innocente non direi....

Etichette: , ,

lunedì 29 settembre 2008

Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di CINZIA BOTTENE

1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?

Sulla vicenda della nuova base al Dal Molin tutti hanno avuto modo di esprimersi: due governi, due consigli comunali, la magistratura, forze politiche, economiche ecc.. Gli unici soggetti a non aver avuto questa possibilità sono gli abitanti della città su cui poi ricadranno le conseguenze di questa scelta. I vicentini hanno il diritto ad essere informati e coinvolti e a partecipare ad una decisione che avrà ripercussioni pesanti per il futuro della nostra città. Democrazia è anche partecipazione e questo non solo è un diritto ma anche un dovere per ognuno di noi.

2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No

1) Serve preservare ad usi collettivi l’area del Dal Molin, una delle poche aree vaste non edificate in un contesto caratterizzato da un rapido consumo di territorio naturale ed agricolo e da un’urbanizzazione selvaggia;

2)con la costruzione della base Vicenza diventerebbe sede della più importante base USA in Europa e quindi potenziale obiettivo di atti terroristici. Noi vogliamo vivere in una città sicura;

3) nel sottosuolo dell’area del Dal Molin si trova una delle 4 falde acquifere più grandi d’Europa che alimenta la città di Vicenza, Padova e tutto il sud del Veneto. Questo bene prezioso, che va salvaguardato e protetto, verrebbe messo in pericolo dalla costruzione della base.

3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?

Per noi non sono mai esistite motivazioni di tipo ideologico ma solo e unicamente ragioni concrete ed oggettive.
Sulla popolazione vicentina non si avrebbe nessun tipo di impatto positivo con la costruzione della base. Molteplici , invece, quelli negativi, messi in evidenza anche dalla VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale) approvata dalla Regione Veneto il 18/12/2007, che ha evidenziato le seguenti problematiche:

“ostacoli al deflusso sotterraneo delle acque per opere o locali interrati;
modifica del regime delle acque piovane causato dalla impermeabilizzazione dei suoli;
diminuzione della quantità d’acqua drenata dal fiume Bacchiglione;
contaminazione dell’acqua e del suolo, in caso di sversamento accidentale,
maggior richiesta d’acqua per le attività in essere, che ricade sulla falda artesiana profonda;
emissione di gas e polveri, sia in fase di cantiere che di esercizio;
inquinamento luminoso ed acustico, sia in fase di cantiere che di esercizio
pesanti ripercussioni sul piano dell’inquinamento ambientale, acustico e luminoso a causa dell’aumento del traffico e delle attività militari.”


A tutto questo va aggiunto:
problematiche sociali per la presenza in città di 50000 soldati (la presenza statunitense complessiva si aggirerà sulle 20.000 persone considerando le famiglie e i lavoratori civili);
aumento dei costi a carico dello Stato italiano e quindi di tutti noi per il mantenimento delle basi USA in Italia (nel 2004 lo Stato italiano, come si evince da fonti ufficiali, ha pagato 27.500 euro per ogni militare statunitense operante in basi USA in Italia, );
costi a carico dello Stato italiano, e quindi di tutti noi per infrastrutture, e opere di urbanizzazione tra cui la prevista Tangenziale Nord,funzionale solo a collegare Ederle e Dal Molin.
Anche le tanto sbandierate ricadute economiche positive sulle industrie vicentine non esiste dal momento che i lavori al Dal Molin sono stati appaltati alle cooperative CCC e CMC di Bologna e Ferrara, mentre i lavori ai villaggi ed a Longare sono stati affidati ad una ditta di Parma e a una tedesca. Nessun lavoro è stato appaltato a ditte vicentine!

Etichette: , ,

domenica 21 settembre 2008

Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di SILVANO GIOMETTO, coordinatore gruppo Due "Sì Dal Molin"

1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?

Questa consultazione è una bufala.
Non bisogna dare retta a questo Sindaco.
Non è altro che la sciocchezza di un mediatore che vuol fare acquistare ai vicentini un bene che non può essere venduto.

2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No

Non andrò a votare questa pagliacciata.

3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?

Lettera spedita al Presidente della Repubblica il giorno 19 settembre 2008

Egregio Signor Presidente della Repubblica Italiana
e p.c. Prefetto di Vicenza

L’anno scorso in Italia sono fallite 246 mila imprese, 290 mila sono i dipendenti a rischio licenziamento e 22 mila sono gli esuberi già contabilizzati nel 2008 dalle organizzazioni sindacali ai quali si devono aggiungere i 19 mila dipendenti Alitalia che dalla prossima settimana guarderanno gli aeroplani dagli uffici di collocamento.
E in questa disastrosa situazione si inseriscono gruppetti di irresponsabili che vorrebbero portare Vicenza sull’orlo di una inconcepibile rovina privandola della sua risorsa più importante rappresentata dalla casema Ederle.
Non è con il Palladio e con la cordata delle miniature di ville venete esposte in qualche museo locale senza spettatori che Vicenza può definirsi una delle città più privilegiata d’Italia per reddito pro-capite, (questo lo lasci ai libri di storia o ai depliant della pro-loco vicentina), ma è per l’indotto dei milioni di dollari che arrivano dagli Stati Uniti d’America per pagare gli stipendi di migliaia di vicentini che lavorano e lavoreranno alla Ederle Due, per pagare i lavori alle 4 mila ditte della provincia che sono pronte ad iniziare i lavori ad Dal Molin dal primo ottobre, per pagare i quasi 4 mila affitti a proprietari di immobili e per costruire scuole, ospedali, università e impianti sportivi nell’area aeroportuale di Viale Ferrarin, e soprattutto per dare sicurezza ad una città che da 50 anni convive in armonia con la protezione americana.
E’ a questa gente che si deve il benessere di Vicenza e non a certi personaggi che danno il supplemento a tendoni abusivi o ballano e ridono all’insegna di antiamericanismo proprio come certe recenti disgustose immagini sull’anti Alitalia.
Da ultimo una nota espressa con molto rammarico.
E’ stato riprovevole e offensivo che Lei, in Consiglio Comunale a Vicenza, abbia accettato una bandiera del “No Dal Molin” e abbia negato un incontro ai sostenitori del “Sì Dal Molin” come Le era stato richiesto.
Con rispetto,

Silvano Giometto
Coordinatore gruppo Due
“Sì Dal Molin”

Etichette: , , ,

venerdì 19 settembre 2008

Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di ROBERTO CATTANEO, Comitato SI Dal Molin

1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?

1. Non ritengo sia importante andare a votare, ma esattamente il contrario perché il quesito è assai mal posto. Si chiede il parere sull’avvio di un “….procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" quando la “proprietà” rappresentata dallo Stato (Ministero della Difesa) ha già dichiarato, per iscritto, indirizzando una lettera al sindaco Variati che l’area in oggetto non è in vendita. Il perché quindi è semplicemente dato dal fatto che così posto il quesito diviene assolutamente fuorviante per il cittadino. Diverso sarebbe stato se il quesito si presentava chiaro e netto : BASE SI - BASE NO.

2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No

2. Esternare il voto è sempre un fatto delicato ma in questo caso lo diviene ancora di più, anche perché il quesito è ambiguo. Per il fatto che se si vota SI si è contro la Base, se si vota NO si è a favore. Un bel pasticcio per cui pongo la cosa in termini diversi . Sono favorevole alla costruzione della Base e non andrò a votare per lasciare, per quel minimo che mi riguarda, la piena responsabilità di questa consultazione-trappola a chi l’ha promossa.

3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?

3. In un mondo globale non possiamo ritenere che una alleanza così forte con gli Stati Uniti, diventata nei decenni, amicizia più che forte, sia una anomalia rispetto ad altri movimenti quali quelli che, ad esempio, riguardano buona parte della nostra industria che da anni si è trasferita in tantissimi paesi di tutto il mondo. La presenza americana a Vicenza oltre a recare lavoro e quindi ricchezza , è anche un esempio concreto della solidarietà che ci unisce a quel paese. Può diventare ancor più importante, e sono convinto che sarà così, se si svilupperanno rapporti economici, culturali, sociali e assistenziali. Per far questo serve una disponibilità reciproca al dialogo e in questo si potrà valutare la volontà di una amministrazione comunale che punti realmente al superamento delle divisioni fatte crescere in città da gruppi integralisti.

Etichette: , ,

giovedì 18 settembre 2008

Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di GIANCARLO ALBERA, Coordinamento dei Comitati No al Dal Molin

1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?

Parto dicendo che tutta la vicenda Dal Molin è intrisa di procedure illegali e poco trasparenti; una storia che già dalla partenza ha sottratto ai vari processi locali previsti ogni forma di partecipazione. Tutto è stato calato dall' alto senza che di fatto la popolazione potesse parteciparvi, come invece previsto da normative Europee(gli atti di questo mancato governo locale ed altre violazioni che non sto ad indicare, sono depositati nel ricorso presso il TAR regionale veneto).
Pianificazione territoriale ed urbanistica ignorate o comunque non rispettate nelle sue norme e regole.
Dopo che si sono espressi governi, consigli di stato,consigli comunali, commissari, è doveroso dare la parola ai vicentini, uniche vere vittime di queste segrete manovre. Pensiamo che sia un alto segnale di volontà democratica ascoltare la voce dei cittadini.

2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No
3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?

Le ragioni del nostro si "all' acquisizione dell' area aeroportuale" sono molteplici e abbracciano, motivi ambientali, urbanistici, sociali ed etici e tutti ugualmente validi, te ne elenco alcuni che sono fra loro concatenati e che rispondono sia alla seconda che alla terza domanda:

1) La base che dovrebbe essere costruita non è NATO per cui di fatto diventerebbe solamente trampolino di lancio per azioni o missioni unilaterali di guerra nei confronti di altri popoli (viol.art.11 costituz. e non è un' opera di difesa nazionale).

2)Si, ad un uso diverso di quell' area che serve ai vicentini ( oltretutto zona molto fragile dal punto di vista ambientale- zona SIC e ZPS, che per brevità non spiego) per uno sviluppo sostebile, più consono e rispettoso della storia e del patrimonio artistico di una città considerata "patrimonio universale UNESCO", contro una visione anacronistica di militarizzazione del territorio che è sicuramente in contrasto con la tutela dello stesso, sia di quello (patrimonio) artistico che ambientale.

3)La nuova base porterà alla comunità vicentina più costi che benefici(qualcuno ovviamente ne trarrà beneficio); soprattutto dal punto di vista dei consumi di risorse (alto consumo a basso prezzo... non pagano accise e saranno a carico delle AIM infrastrutture per acqua, luce e gas), oltre ad un maggiore rischio inquinamento, atmosferico e acustico, mettendo a rischio la stessa falda acquifera. Per finire molte saranno le possibili complicazioni e conseguenze che tale insediamento porterebbe. Cercheremo di spiegarlo anche domani sera al cinema teatro astra, ma soprattutto, quelle legate alla sicurezza che stravolgeranno la vita e le abitudini di tanta gente, intaccando la qualità della vita di una città, del suo territorio e (la qualità della vita )dei suoi abitanti. Ecco perchè i cittadini devono esprimersi ed ecco perchè, al di là del risultato, noi dovremo proseguire ad informare la gente con scienza e coscienza, perchè sicuramente in 2 mesi non è possibile fare quello che non è stato fatto in 2 anni.

Etichette: , , ,

lunedì 15 settembre 2008

Consultazione Popolare sul DAL MOLIN

Con la nostra solita modalità di partecipazione interattiva, intendiamo sottoporre questa intervista a 2 rappresentanti del SI (No Dal Molin) e a 2 del NO (Si Dal Molin). A presto intervistati e interviste sul blog.
Nel frattempo voi come rispondereste?






Il sindaco di Vicenza Achille Variati, mercoledì 6 agosto, ha firmato l’ordinanza con la quale dispone la consultazione popolare sulla destinazione dell’area aeroportuale “Dal Molin”, dove è previsto l’insediamento di una base militare statunitense.



La raccolta del questionario è stata fissata per domenica 5 ottobre.

Questo il quesito: “ E’ lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l’avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell’area aeroportuale “Dal Molin” – ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense – da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l’integrità ambientale del sito?



A lei chiediamo:

1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?

2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No

3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell’area “Dal Molin”?

Etichette: , , , ,

martedì 6 maggio 2008

Democrazia Partecipativa e Partiti

Penso sia interessante pubblicare uno scritto ricevuto da Claudio Veltroni, attualmente consigliere comunale di maggioranza a Vicenza. Ci tengo a precisare che questo blog non è politicamante schierato: ovvero tutti noi redattori siamo in qualche modo schierati singolarmente, in modo eterogeneo, ma non identifichiamo il gruppo con una posizione precisa. Qui l'intento è piuttosto il dialogo fra i cittadini e i diversi schieramenti. Esortiamo dunque tutti i soggetti civici e politici a farsi sentire. Il blog abbraccia la filosofia dell'open source e della circolazione libera delle idee: ognuno è libero di dire la sua o di trarre ispirazione da ciò che viene discusso.



Trovo che la democrazia partecipativa sia una delle dimensioni importanti della democrazia, che però non può esaurirsi o ridursi ad una sola delle sue forme. La democrazia rappresentativa e costituzionale pongono, per esempio, delle garanzie che la democrazia partecipativa non può assicurare. E penso che la politica fatta nei blog non debba essere presentata in contrapposizione a quella dei partiti: è un modo diverso di essere impegnati in politica, che ha come scopo peculiare quello della reciproca formazione e della formazione delle idee. Ma queste cose non sono estranee ai partiti, che restano i cardini sui quali si basano tutte le democrazie del mondo, compreso la nostra. E poi, prima o dopo, arriva il momento in cui occorre dare gambe e mani alle idee per incarnarle nelle leggi, nelle delibere, nelle azioni amministrative. Occorre, cioè, accettare la sfida di confrontarsi con il concreto. Certo, nei partiti ci sono stati, ci sono e ci saranno persone attaccate alla poltrona, al potere o al denaro; di più: la casta esiste e molta gente non ha fiducia che si possa cambiare, altri pensano che si debba lottare contro i partiti. Però, quando i partiti non riescono ad interpretare la società, prima o poi, vengono abbandonati: è successo alla DC. Qualche volta, invece, i partiti possono cambiare dal di dentro, come mi sembra sia successo da 10 anni a questa parte nel percorso che ha portato il PPI e il PDS a diventare l'attuale PD passando per l'Ulivo, la Margherita e i DS. Ecco, secondo me, è possibile vivere una esperienza di servizio al paese, o alla propria città, all'interno di un partito. Anzi, quante piu persone lo faranno, abbattendo la separatezza e il tabù che ancora oggi dipinge l'impegno partitico, tanto più sarà possibile che le amministrazioni e le istituzioni siano vicine alla gente.Credo che il vostro blog possa aiutare molto, soprattutto i giovani, a maturare questa determinazione.


Claudio Veltroni

Etichette: ,

sabato 26 aprile 2008

Ballottaggio: FRANCA EQUIZI

Sosterrete qualcuno dei due sfidanti al ballottaggio? Se sì, perché?

Che cosa condividete del loro programma e che cosa no?




Noi non apppoggiamo nessun candidato, destra e sinistra considerano i cittadini sudditti.

Etichette: ,

venerdì 25 aprile 2008

Ballottaggio: CIRO ASPROSO

Sosterrete qualcuno dei due sfidanti al ballottaggio? Se sì, perché?

Che cosa condividete del loro programma e che cosa no?





Nei giorni scorsi la Sinistra Arcobaleno ha dichiarato pubblicamente e
in maniera esplicita il proprio appoggio ad Achille Variati.
Il programma di Variati, come quello del sottoscritto, sono il frutto di
una elaborazione condivisa e della fase di ascolto della città
"ImmaginateVI"; naturalmente vi sono delle divergenze, ma riferibili più
al metodo e alle priorità che ai contenuti.
Inoltre, ritengo che la vittoria della Sartori sarebbe una vera sciagura
per questa città ed intendo fare del mio meglio perché ciò non avvenga.

Etichette: ,

mercoledì 23 aprile 2008

Ballottaggio: LIA SARTORI

Ci spieghi in poche righe per quali motivi le persone che non l'hanno votata al primo turno dovrebbero votarla al ballottaggio






Si tratta di un elettorato che al primo turno poteva scegliere fra 12
candidati di diverse opzioni. Mentre Domenica e lunedì prossimi, 27 e
28 aprile, tutti i vicentini saranno chiamati a scegliere fra due soli
candidati tra i quali io che milito nel Popolo della Libertà e che al
primo turno sono stata sostenuta dalla Lega Nord e anche dalla lista
civica Vicenza Viva.

Ritengo che gli elettori che, al primo turno, hanno votato per
candidati vicini alla mia area politica con i quali condividiamo
valori, programmi e soluzioni, come Claudio Cicero di "Impegno a 360
gradi" e Massimo Pecori dell'Udc, ci daranno il loro voto per fare di
Vicenza una città di rango europeo, dove è bello vivere, e dove,
soprattutto ai giovani come voi, siano garantite le migliori
opportunità per affrontare le sfide che la vita vi offrirà.

Etichette: ,

mercoledì 9 aprile 2008

Cinque domande ai candidati sindaco:
CINZIA BOTTENE


Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?


- Dal Molin. Attuare tutti i mezzi a disposizione (pacifici) volti a bloccare la base;



- Democrazia: ricostruire dal basso le forme della partecipazione;



- Ambiente: difesa dei nostri territori e dei beni comuni da chi vuole trasformarli in merce. E, di conseguenza, risanare AIM, un patrimonio collettivo distrutto da una gestione politica volta alla spartizione..




Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?



Il risparmio energetico è un tema importantissimo che va sviluppato e concretizzato.


Sinteticamente:



incentivare, anche con sgravi fiscali, le forme di produzione alternativa di energia (v. pannelli solari ecc.);



sensibilizzare la gente – a partire dalle scuole - ad adottare quelle piccole scelte che fanno risparmiare energia (v. lampadine a basso consumo ecc.);



favorire forme di trasporto alternativo che permettano un risparmio energetico.



In particolare: favorire l’uso della bicicletta con la realizzazione di piste ciclabili sicure; dare la possibilità ai cittadini di usufruire di bici pubbliche, che possano essere prese in consegna in un punto della città e consegnate in un’altra zona, una volta arrivati a destinazione; incentivare l’uso dei trasporti pubblici (che devono essere di tipo non inquinante), adattando gli orari alle esigenze degli utenti, con tariffe più basse, e differenziate per le famiglie con più figli.





Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?



Secondo me i giovani non hanno bisogno di essere coinvolti. Sono rimasta allibita quando, nelle ultime settimane, partecipando ai vari dibattiti elettorali, sentivo parlare di coinvolgimento, come se i giovani fossero incapaci di avere una loro progettualità e avessero bisogno di tutor che li accompagnano in percorsi formativi.

Proviamo a rovesciare la questione. Vicenza è ricca di gruppi informali di giovani, che fanno spaziare la loro creatività dalla musica, al teatro, alle arti visive. Una produzione culturale di livello molto alto.

Il problema è che questa creatività non ha sfogo.

Non ha bisogno di essere accompagnata, ma di trovare luoghi fisici e virtuali per emergere.

Provate ad immaginare una possibilità: il riutilizzo sociale di aree dimesse; pensate all'ex Lanerossi dei ferrovieri, un complesso di archeologia industriale che potrebbe essere riadattato a sale espositive, per concerti e laboratori.

Potrebbe diventare un centro culturale di altissimo livello ed essere gestito non dal comune, ma in comune, dando spazio ad associazioni che, tra loro in rete, collaborino per la gestione della struttura.

Immagino un parco che diventa esposizione di sculture, i muri che diventano tele da dipingere...

Fantascienza? non credo, andiamo a vedere progetti simili in altre città europee e troviamo esperienze di altissimo livello.

Se non ci credete andiamo più vicino e prendiamo l'esempio dei magazzini del sale a Venezia:

dopo una lotta di giovani, studenti ed artisti è stato dato in comodato gratuito uno spazio stupendo dietro a San Marco, i commenti li lascio a voi visitate http://sale-docks.org/





Se fosse stata al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?



Hullweck ha delle gravissime responsabilità nella gestione della vicenda Dal Molin, per averla gestita in maniera personalistica e non nell’interesse del futuro della città.

Tutta la questione è stata ed è una pagina nera per la democrazia cittadina e nazionale. Si è avuta una totale mancanza di trasparenza e rispetto delle regole democratiche . Il compito primario di un sindaco è difendere la propria città e i propri concittadini e soprattutto non si possono imporre decisioni così importanti senza che vi sia ascolto e condivisione con gli i abitanti.

Per il futuro noi continueremo ad opporci in tutte le forme pacifiche, come stiamo facendo da ormai 2 anni, alla costruzione della base. In questo senso l’amministrazione comunale può agire in varie maniere: votare un o.d.g. contrario a quello del 26 ottobre 2006, che anche se non vincolante sarebbe un importante segnale politico; indire una sollecita consultazione cittadina (anche informale); agire nei campi di competenza comunale (v. autorizzazioni, allacciamenti, forniture) per ostacolare il progetto.





Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze




Vicenza, pur essendo piccola, è la terza città più inquinata d’Italia. Negli ultimi anni si sono costruite decine di rotatorie che hanno sicuramente fluidificato il traffico e ridotto i tempi di percorrenza, ma proprio per questo hanno sortito il risultato di incrementare il numero dei veicoli.

Serve assolutamente una riduzione del traffico su gomma a favore di quello pubblico e per far questo, in primo luogo, si devono studiare forme di trasporto pubblico efficaci, rispettose dell’ambiente ed economicamente accessibili per i cittadini..

Va sviluppato il progetto di un metrobus che colleghi la città da est a ovest.

Si deve incentivare l’uso della bicicletta, come avviene in molte città italiane ed europee.




La nostra città negli ultimi anni è stata devastata dalla speculazione edilizia. Abbiamo perso il 40% di aree agricole nella provincia, e ovunque si volga lo sguardo si vedono capannoni e condomini, e questo nonostante vi siano migliaia di appartamenti chiusi.

Vicenza è ormai diventata un enorme monopoli dove pochi costruttori, sempre gli stessi, tirano i dadi e guadagnano sulla pelle dei cittadini.

Serve un’inversione di tendenza. Va rivisto il PAT tenendo conto unicamente dell’interesse generale. La città e il suo territorio sono beni comuni che vanno difesi dagli interessi di pochi.





Io credo in una città che sia accogliente e viva, in cui tutti possano conoscersi e vivere serenamente nel rispetto reciproco.


Etichette: ,

domenica 6 aprile 2008

Cinque domande ai candidati sindaco:
MASSIMO PECORI


Nota dello staff: pubblichiamo ciò che ci ha inviato Pecori nonostante la sua risposta non segua lo schema da noi proposto. Abbiamo chiesto a Pecori di rielaborarla nella modalità richiesta, per renderla comparabile a quelle degli altri candidati, ma non è stato fatto, per cui, come già per la Sartori (che comunque aveva seguito lo schema, solo cambiando formato), la pubblichiamo così come ci è stata consegnata: pensiamo che sia sempre meglio una risposta, di nessuna risposta.




1) Dopo quattro anni di attività nel Comune di Vicenza a stretto contatto con i cittadini ho conosciuto profondamente la città e i suoi problemi. Ho così deciso di continuare il mio impegno a servizio della comunità per cercare di dare delle risposta concrete ai vicentini, quelle risposte che la politica sino ad ora non è riuscita a dare perchè troppo distante dalla gente.

2) Quattro sono i punti essenziali del nostro programma: famiglia, ambiente, sicurezza e attenzione nei confronti delle persone deboli. I provvedimenti a cui penso sono molto concreti e attuabili, non le solite promesse elettorali per abbindolare l'elettore e strappare voti.

Ad esempio, per agevolare le famiglie e permettere loro di risparmiare qualche centinaio di euro a fine anno penso ad applicare la tariffa sui rifiuti sulla base della produzione effettiva e non presunta; penso di introdurre il quoziente familiare nella finanza locale, ad abbassare il costo degli abbonamenti per il bus se una famiglia ha più figli che utilizzano il mezzo pubblico;penso di rendere fruttiferi i depositi cauzionali per l'acqua, aumentare le risorse pubbliche da destinare all'integrazione delle rette per gli anziani ricoverati nelle case di riposo. Il tutto attingendo alle risorse aggiuntive che ci saranno in bilancio per i risparmi legati all'abolizione delle Circoscrizioni.

Quanto all'ambiente, propongo un piano di sostituzione delle caldaie degli edifici pubblici e della illuminazione pubblica, comprese le lanterne semaforiche, con nuove strumentazioni che permettono un notevole risparmio energetico; l'inquinamento acustico sarà combattutto con durezza, attraverso la realizzazione del piano di zonizzazione acustica della città. Infine, non più rinviabile è la sistemazione e il completamento della rete fognaria per convogliare le acque nere anche nei quartieri periferici sin'ora abbandonati a se stessi, nonchè realizzare le vasche di prima pioggia in corrispondenza delle caditoie stradali. Dal gennaio 2009 inoltre sarà possibile ridurre l'Ici sulla casa, anche sotto la quota minima del 4 per mille, a favore dei proprietari che doteranno gli edifici di apparecchiature tecnologiche che consentano il risparmio energetico.

Anche il capitolo sicurezza è nutrito e va affrontato con decisione: fitta rete di telecamere per prevenire il crimine e aiutare nelle indagini quando qualcuno delinque; sede distaccata di polizia locale nei pressi della stazione ferroviaria; creazione di una centrale operativa unica per tutte le forze dell'ordine, onde assicurare veramente sinergia e massimizzare la rapidità d'intervento. Infine, vigili di quartiere che con la loro presenza fisica rassicurano le persone e possono svolgere indagini efficaci con i metodi tradizionali.

Quarto punto essenziale è il rispetto delle persone deboli, quali anziani e minori, e maggior attenzione per le persone con disabilità alle quali va garantita pari dignità ed eguaglianza di trattamento.

3) Politiche giovanili: prioritario è il reperimento di spazzi a servizio dei giovani e, dopo tanti anni d'attesa, è possibile riservare alcuni locali comunali che sino ad oggi erano occupati dalle sedi delle circoscrizioni. Qui i ragazzi potranno incontrarsi, confrontarsi, passare il tempo in compagnia e coltivare le loro passioni: penso a sale espositive, sale musicali dove ascoltare musica e suonare assieme, ecc...

Altro punto sono le manifestazioni (eventi, fiere, mostre, concerti) organizzate dall'ente comunale: è necessario seguire le tendenze del momento, per andare incontro ai gusti dei giovani e quindi portare a Vicenza eventi che possano realmente interessare. Questo riempirà le ore libere dei giovani vicentini e permetterà loro di evitare i pellegrinaggi nelle vicine Padova e Verona alla ricerca di qualcosa da fare, così riducendo i pericoli che fisiologicamente possono derivare dagli spostamenti notturni in auto.

Altro capitolo è quello dell'Università, che va certamente potenziata anche perchè l'incremento della popolazione studentesca porta più attivismo in tutta la città, con manifestazioni realizzate dagli studenti stessi e che coinvolgono tutti i giovani, con la costituzione di gruppi sportivi e altre occasioni d'incontro.

Inoltre, va ripensata in toto la politica dello sport attuata in città sino ad oggi: nuove strutture a favore delle società sportive e degli sportivi in genere perchè io preferisco vedere i ragazzi a sudare facendo sport piuttosto che passare il tempo in sala giochi o nei centri commerciali. Non dimentichiamo che lo sport gioca un ruolo fondamentale nella crescita fisica e nella formazione del carattere dell'individuo perchè ci insegna che se vogliamo raggiungere un risultato dobbiamo impegnarci con costanza e essere determinati. Tutte qualità che serviranno poi anche nella vita di tutti i giorni , in famiglia e nel lavoro.

La sicurezza stradale deve essere un impegno per le amministrazioni che non solo devono mantenere in buone condizioni le strade e i marciapiedi per evitare infortuni, ma anche promuovere con costanza corsi di guida sicura e corsi di sensibilizzazione.

Altro punto è la modernizzazione delle strutture: penso sarebbe utile dotare alcuni punti strategici della città del sistema V-max, cioè la connessione a internet senza fili per consentire la navigazione a tutti, gratuita e con maggior comodità.

Si potrebbe utilizzare questo sistema nei principali luoghi di aggregazione: biblioteca, fiera, stazione, centri giovanili, stadi e altri impianti sportivi.

Trasporti: è necessario realizzare almeno due punti esterni al centro storico, in aggiunta all'attuale stazione delle corriere, dove potranno confluire i bus che trasportano gli studenti, vicino alle due attuali cittadelle degli studi, onde evitare che tutto il traffico confluisca in centro e si debba poi cambiare il bus per tornare verso l'esterno della città e raggiungere i vari istituti.

Infine, promuovere sinergie con le altre città italiane e le categorie per facilitare, in termini di costo di permanenza, gli spostamenti dei giovani entro il territorio italiano, cosicchè tutti possano conoscere le bellezze del nostro Paese.

Cordiali saluti.


Massimo Pecori

Etichette: ,

venerdì 28 marzo 2008

Cinque domande ai candidati sindaco: CHIARA GARBIN



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?


Ho indicato nel mio programma tre idee di città per il futuro di Vicenza

1. L’idea di città avanzata. Vicenza ha raggiunto un’elevata prosperità economica, dispone di una consistente dotazione di servizi di base, ma il suo sviluppo appare bloccato. Per farlo riprendere è necessario puntare su attività di carattere economico e culturale, tipiche delle città progredite e sui servizi a queste connessi. Vengono in considerazione al riguardo soprattutto l’Università e la ricerca scientifica, il turismo di qualità, l’assistenza sanitaria, ricordando le esigenze di risistemazione urbanistica e di sicurezza tanto delle periferie che del centro storico.

2. L’idea di città solidale. Lo sviluppo economico di una comunità non è equilibrato se non è accompagnato da una parallela dotazione di “capitale sociale.” In città sono attive molte Associazioni, diverse Cooperative e alcune Fondazioni, che hanno accumulato vaste esperienze e sono in grado di estendere in modo capillare la loro presenza sul territorio in modo capillare. Questa articolata realtà può essere valorizzata, facendone un punto di forza delle politiche comunali per valorizzare lo spirito di iniziativa, contrastare la povertà e promuovere politiche di inclusione sociale.

3. L’idea di città in rete. Nessuna politica per la città può guardare solo all’interno dei suoi confini amministrativi. Tutti i servizi, i finanziamenti, le infrastrutture di cui ha bisogno richiedono l’apporto di una molteplicità di soggetti privati e pubblici a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale. Si possono ricordare l’ambiente, le grandi tematiche relative all’Alta Capacità Ferroviaria ed il Sistema Metropolitano Regionale, che richiedono una elevata capacità di relazione con molte altre Amministrazioni nell’ambito di progetti di respiro europeo.


Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?


Non solo risparmio energetico, ma anche fonti rinnovabili e pulite, ove possibile. Penso soprattutto agli edifici pubblici che dovrebbero essere adeguati nelle strutture edilizie e nell’impiantistica, alle caldaie ad alto rendimento, ai pannelli solari. Non sono novità assolute e qualcosa è stato fatto in passato. Bisogna continuare su questa linea ed investire, incoraggiando i privati a fare altrettanto.

E’ evidente d’altro canto che bisogna inquadrare queste iniziative nel contesto della problematica energetica nazionale ed europea. C’è una domanda di energia crescente, il risparmio sembra non bastare ed i modelli di consumo spesso lo trascurano. Quante abitazioni hanno oggi il forno a gas? Tutti vogliono quello elettrico, vogliono cioè elettricità prodotta nel nostro Paese con la combustione di combustibili fossili – gas compreso - che giunge nelle nostre case dopo enormi perdite di trasformazione e trasporto. E’ un problema che sembra chiedere produzioni aggiuntive di energia elettrica ed è un problema di dimensione almeno europea. Anche per questo dobbiamo credere nell’Europa e sperare nelle politiche a questo livello, anche in campo energetico


Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?


Nel mio programma dedico attenzione anche alla Biblioteca Bertoliana e non solo perché i giovani vi trovano i libri di cui hanno bisogno. La Biblioteca Bertoliana è il più importante polo culturale della città. Con le sue otto sedi cittadine, dispone di mezzo milione di volumi, è visitata ogni giorno da un migliaio di studenti, è capofila della rete delle 84 biblioteche provinciali con un patrimonio complessivo di quasi due milioni di volumi. Ha servizi informatizzati ed è in grado di fornire qualificata consulenza per ricerche e approfondimenti. Nella situazione attuale, presenta una serie di problemi e di opportunità che meritano attenzione. In particolare occorre ridefinire la sua logistica, ora basata sulla sede storica di Palazzo S. Giacomo cui si sono aggiunte le sedi di Palazzo Costantini e più recentemente di Palazzo Cordellina. Necessitano ulteriori spazi per l’accesso degli studenti e per l’archiviazione del materiale librario.

Ma dico anche che bisogna affiancarvi un Centro di aggregazione giovanile, di cui la città è carente, con servizi collaterali anche per il tempo libero e lo svago.


Se fosse stata al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?


Anzitutto c’è stato un deficit di chiarezza e di onestà nei confronti dei cittadini da parte della Giunta Hullweck, che non ha fatto informazione e ha compresso la volontà di espressione che i vicentini manifestavano. Per prima cosa cercherei di riparare a questo, aprendo cassetti e uffici. Trasparenza anzitutto. Poi valuterei quali sono i margini di contrattazione attuali. C’è un impegno internazionale, che non si può discutere? Allora discutiamo il come va fatto l’ampliamento della Ederle. A suo tempo ho detto in Consiglio comunale che l’area migliore era via Moro. Aggiungo che la trattativa locale va fatta con logiche di mitigazione e compensazione del nuovo intervento americano.


Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi?
Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.


Anche di questi temi dò conto nel mio programma. Sinteticamente:

Per i trasporti devono essere portate a fase esecutiva previsioni di piano individuate da tempo per la cintura cittadina ed in particolare la bretella dalla tangenziale ovest verso Costabissara, dirottandovi il traffico che attualmente congestiona il Villaggio del Sole. Per quanto concerne il centro città, va salvaguardato tramite zone pedonalizzate e a traffico limitato, facilitando al contempo l’accesso ai numerosi servizi pubblici e privati che vi hanno sede con trasporto su navetta a partire dai parcheggi di cintura.

Per l’edilizia penso che nonostante larga parte della popolazione abbia la casa in proprietà, in questo settore la domanda rimane molto sentita e articolata per l’estrema differenziazione delle situazioni. Si ritiene che una politica di sostegno debba creare o cercare nel mercato nuove disponibilità abitative in accordo con l’ATER; favorire l’incontro tra domanda e offerta tramite Convenzioni con i proprietari di immobili, consentendo agli inquilini di pagare affitti più bassi e ai proprietari di essere sgravati in tutto o in parte dell’ICI; ristrutturare gli immobili in condizioni di degrado, particolarmente nella prima periferia della città; articolare la politica della casa anche per categorie: giovani, anziani, immigrati, senzatetto, indigenti; integrare la strumentazione comunale con quella regionale soprattutto per i giovani. Il Comune potrebbe prestare fideiussioni a coloro che ricorrono ai prestiti agevolati regionali, consentendo un abbattimento dei tassi passivi.

Per l’integrazione, va tenuto conto che In città risiedono oltre 14.000 immigrati di varia etnia, pari al 12% della popolazione (erano meno di 4.000 dieci anni fa). La percentuale sale di molto se si prendono in considerazione le sole fasce giovanili e ancor di più se si guarda al tasso di natalità: un neonato su quattro è figlio di immigrati. Secondo la Caritas, sono 70.000 in provincia, 400.000 nel Veneto e 3 milioni 680 mila in Italia. La provincia di Vicenza è al 2° posto a livello regionale e al 7° a livello nazionale, in una Regione che è seconda solo alla Lombardia. Questa massiccia realtà deve essere analizzata nei suoi aspetti culturali di fondo, per impostare adeguate politiche di integrazione e per raccordare gli interventi comunali con i piani regionali per la prima accoglienza, la casa, la formazione ed il lavoro.

Etichette: ,

giovedì 27 marzo 2008

Cinque domande ai candidati sindaco: RICCARDO BOCCHESE



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?



Premetto che siamo l’unico partito che si presenta con i simboli della falce e del martello, simboli delle lotte e delle conquiste dei lavoratori. Siamo alternativi sia al centrodestra che al centrosinistra. Le priorità sono la smilitarizzazione del territorio, la promozione del servizio pubblico (asili, scuole, case di riposo, ecc…) e la sua gestione sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti, la lotta all’inquinamento attraverso il potenziamento del trasporto elettrico che deve essere pubblico e gratuito per studenti, lavoratori e pensionati poveri. I soldi ci sono: abolizione di contributi a scuole private e confessionali, annullamento dei vergognosi compensi dei consigli d’amministrazione. Inoltre devono essere usate le professionalità già esistenti nella pubblica amministrazione, abolendo i costosissimi incarichi esterni e le consulenze, quasi sempre assegnati in maniera clientelare o familistica.


Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?


E’ una delle cose importanti che un Comune dovrebbe promuovere anzitutto dando l’esempio e dotando tutte le strutture pubbliche ad esempio di pannelli solari. Del resto per il controllo delle risorse energetiche purtroppo si fanno guerre in tutto il mondo, guerre delle quali anche l’Italia è complice con finanziamenti votati da centrodestra e centrosinistra, arcobaleno compreso che nel suo simbolo si ammanta di una bandiera che non appartiene loro visto le due ultime finanziarie di guerra votate in parlamento che aumentano le spese militari del 12% all’anno (a scapito dei nostri stipendi fermi da anni e ascapito dei servizi pubblici quali sanità e istruzione).
Penso quindi che la battaglia per un risparmio energetico con l’utilizzo di risorse alternative e la battaglia contro la guerra debbano andare di pari passo.


Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza “non c'è mai niente da fare”. Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?


Aderire al Partito di Alternativa Comunista, un partito che sta vedendo il coinvolgimento di ragazzi giovanissimi, ragazzi per i quali questa società prevede un futuro di lavoro precario, di degrado ambientale e di mancanza di diritti.
Un’altra proposta importante è quella di aderire ad uno dei numerosi comitati sorti contro la guerra e contro la costruzione della nuova base. Il movimento contro la guerra è un movimento eterogeneo ma si basa su una proposta che non può non parlare alla sensibilità e al bisogno di giustizia delle giovani generazioni. Gli stessi giovanissimi soldati che hanno disertato la guerra e con i quali il comitato di Vicenza est, ad esempio, è in costante contatto, potrebbero ricavare un grande aiuto per la propria battaglia dai giovani vicentini.




Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?


Hullweck fa parte di un partito che è sempre stato fortemente favorevole alle guerre (Irak, Afghanistan, Libano, …)-
La lotta contro il Dal Molin ha dimostrato l’ipocrisia dei partiti di cosiddetta sinistra, i cui rappresentanti, nei fatti, non hanno saputo essere conseguenti al loro no, appoggiando con il loro voto il governo Prodi anche quando approvava finanziarie di tagli alla spesa sociale, di attacco ai lavoratori e di aumento delle spese militari.
A Vicenza, i rappresentanti locali di questi partiti, chiedono il referendum ma è chiaro che non sarà con referendum o con raccolte firme o con richieste di moratorie che si può pensare di fermare la macchina della guerra.
E’ necessario agire su due fronti: lavorare per un dissenso sempre più diffuso tra la popolazione che si trasformi in contrasto aperto fino al raggiungimento dello sciopero generale (ricordo che per aumentare le spese della guerra e delle basi, si tagliano sanità, servizi pubblici e sicurezza nel lavoro). E’ necessaria una scesa in campo reale e non di facciata di sindacati (come la CGIL) che si sono dichiarati contrari alla base. Questa battaglia si può vincere solo se i lavoratori vi entrano in maniera organizzata. Allo stesso tempo è fondamentale creare l’inospitalità del territorio e invitare i soldati americani, che sappiamo in numero sempre maggiore in crisi, alla diserzione. I militanti di Alternativa Comunista sono interni al movimento contro la guerra di Vicenza e hanno collaborato per la nascita del primo centro per la diserzione dei soldati americani nato in Italia grazie al Comitato Vicenza Est e alla Cub di Vicenza, il centro “Sir, no Sir! Help line”. Sono già una decina i soldati che hanno disertato l’esercito americano e con cui questo centro è in contatto.


Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.



La Vicenza del futuro deve passare dall’idea delle magnifiche sorti progressive dello sviluppo all’idea della decrescita, ma soprattutto di una distribuzione della ricchezza anziché del suo accentramento in poche mani. Siamo in uno dei territori più ricchi e al contempo più compromessi dal punto di vista ambientale. Vanno respinte le adesioni all’Alta Velocità e all’Alta Capacità. Proposte che di fatto significano devastazione del territorio e sperpero di risorse pubbliche incalcolabili.
Vanno promosse azioni per tutelare i grandi bacini sotterranei di acqua, previste metodologie di contrasto all’inquinamento atmosferico, elettromagnetico (alta tensione e telefonia cellulare), tutelate le aree verdi e fluviali e promossa la conversione ad uso civile delle basi militari presenti, cosa quest’ultima che si deve accompagnare al totale boicottaggio, anche urbanistico, dei piani americani per la costruzione della nuova base nella zona dell’aeroporto Dal Molin.
Vicenza deve finalmente affrontare nella stesura del piano di assetto del territorio il problema dell’integrazione legato ai migranti, sia nell’ambito urbanistico (non si possono creare dei ghetti) che in quello socio-culturale, progettando una città includente, multietnica, interculturale.

Etichette: ,

martedì 25 marzo 2008

Cinque domande ai candidati sindaco: CLAUDIO CICERO



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?




a) bonificare e riqualificare le aree degradate tipo l'area ex Domenichelli, con il coinvolgimento dei privati, per aumentare la sicurezza;




b) costruire la nuova sede unica degli Uffici Comunali, in Viale Mazzini, vendendo le attuali sedi (escluso Palazzo Trissino) per reperire i fondi necessari;




c) realizzazione di una pista di guida sicura per evitare inutili stragi sulle nostre strade, il tutto con il finanziamento da parte di privati e dell'ACI;



Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?



Il risparmio energetico è assolutamente da perseguire con l'utilizzo delle nuove tecnologie quali l'implementamento del teleriscaldamento sfruttando il pozzo geotermico di viale cricoli oltre allo sfruttamento di un eventuale termovalorizzatore che produce calore eliminando le immondizie.



Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?



Dare spazi ai giovani è uno dei punti qualificanti il mio proramma, nella fattispecie gli spazi delle sedi circoscrizionali ora abolite,saranno assegnate ai gruppi giovanili riconosciuti che potranno gestirli ma non autogestirli, dove potranno svolgere anche attività musicali nel rispetto comunque delle regole.



Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?



Esattamente come deciso dal Consiglio Comunale mantenendo inalterata la potenzialità della pista di volo civile senza voli militari, e con il mantenimento di un nostro presidio militare Italiano. Farò comunque in modo che venga rispettato il dettame del Consiglio Comunale.



Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.



Realizzazione di una linea Filobus nell'asse principale Est-Ovest e di una circolare interna alle mura;




Attuazione del BID (bando interessi diffusi) per rispondere alle esigenze della cittadinanza con il controllo del territorio attraverso una rilettura del PAT;




Spazio a tutti coloro che sono in regola con le nostre normative e che rispettano le nostre leggi. Assoluta tolleranza zero nei confronti dei malavitosi di qualunque razza siano.


Etichette: ,

Cinque domande ai candidati sindaco: CIRO ASPROSO



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?



Il mio riferimento ideale è cosi sintetizzato: “La Città Casa della Società”.
Naturalmente la Casa che noi immaginiamo poggia su quattro pilastri:
- Riqualificazione urbana
- Coesione sociale
- Mobilità sostenibile e lotta all'inquinamento
- Risparmio energetico e fonti rinnovabili
L'architrave dell'edificio è costituito dalla cultura: di pace, del bene comune, della moralità.



Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?



Ogni investimento sulle energie alternative si traduce in un beneficio per l'umanità. Sarà istituito da subito l'Ufficio Energia, dove il cittadino troverà tutte le informazioni e l'aiuto necessario per avviare le pratiche e per accedere ai finanziamenti.
Sarà rivisto il Regolamento edilizio, prevedendo incentivi e nessun onere burocratico per i più virtuosi.
Sconto triennale sull'ICI per le ristrutturazioni con risparmio energetico. Certificazione energetica di tutti gli edifici comunali e implementazione degli impianti solari e fotovoltaici a partire dalle Scuole.



Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza “non c'è mai niente da fare”. Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?



La città di Vicenza manca totalmente di luoghi di aggregazione per i giovani, che sembrano essere sempre più un problema di ordine pubblico, piuttosto che una risorsa per la comunità.
Spazi utilizzabili in città ce ne sono in realtà molti, strutture che possono essere riviste nella loro funzione come l'ex Macello o ex Caserme. La gestione dei luoghi va lasciata all'inventiva dei giovani, ma con un'Amministrazione comunale attenta a valorizzarne le iniziative e le proposte.
E' invece da rilanciare la proposta culturale giovanile: musica, teatro, rassegne di cinema, feste di quartiere, non c'è nulla da inventare, ma bisogna ripensare tutto e far ripartire il volano delle iniziative, coinvolgendo chi ha voglia di mettersi in gioco.



Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?



Mi riesce molto difficile mettermi nei panni di Hullwek, fosse per lui oggi neanche sapremmo della nuova base. Come sindaco è proprio l'opposto di quello che io sono e voglio rappresentare.
M'impegno a predisporre e approvare una Delibera di Consiglio comunale, con la quale si sancisce la totale contrarietà alla base militare al Dal Molin o in altro luogo.
Favorirò un'agile consultazione referendaria per dar voce ai cittadini e sosterrò, in ogni sede, la richiesta di moratoria per tutti i progetti militari americani, a Vicenza e ovunque in Italia.



Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.



L'inquinamento atmosferico è il primo problema e modificare la mobilità urbana è uno dei punti sostanziali.
Immagino una nuova rete infrastrutturale del servizio pubblico: un asse forte, imperniato su una metropolitana leggera, che connetta Torri di Quartesolo a Montecchio Maggiore, passando per la Stazione ferroviaria. A questo va collegato un sistema di bus navetta, (mezzi di ridotte dimensioni e non inquinanti), che uniscano tutti i luoghi eccellenti della città: Scuole, Centro storico, Tribunale, Ospedale e così via.
Va inoltre risolto da subito il disservizio che riguarda gli studenti.
Penso anche a una città della bicicletta, con una rete di percorsi ciclopedonali, parcheggi custoditi e biciclette a noleggio, come nelle città europee più avanzate. Inoltre, una politica tariffaria che scoraggi l'accesso veicolare al centro e l'introduzione del Car Sharing.


Diritto alla Casa per i meno abbienti e le fasce deboli (giovani coppie, anziani, lavoratori precari). Riqualificazione dei quartieri periferici, del verde urbano e degli spazi pubblici.
In campo Urbanistico il Comune deve conoscere e quantificare le volumetrie che realmente necessitano a una crescita sostenibile della città. Vanno stabiliti i valori patrimoniali delle aree che saranno trasformate con nuove edificazioni e qualora si produca un plusvalore - a beneficio della proprietà immobiliare - una quota cospicua di questo, dovrà essere riservata al miglioramento urbano e alla città pubblica.
In una parola, premieremo il lavoro e non la rendita.


Accoglienza ed integrazione, sono i termini che devono sintetizzare l'impegno dei cittadini e delle Istituzioni.
I servizi sociali e sanitari devono essere ripensati come Agenzia di promozione dei diritti di cittadinanza, collaborando con le grandi forze del volontariato, in una logica d'inclusione delle marginalità sociali, vecchie e nuove.
Vorrei inoltre promuovere la partecipazione dei nuovi italiani alla vita sociale e politica della città, anche attraverso la Consulta Elettiva dei migranti e il Consigliere aggiunto.


Etichette: ,

martedì 18 marzo 2008

Cinque domande ai candidati sindaco:
LIA SARTORI



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?





Risposta sulle priorità




Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?




Risposta sul risparmio energetico




Il commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?




Risposta sulle proposte per i giovani




Se fosse stata al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?




Risposta sulla questione Dal Molin




Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze.





Risposta sui trasposti




Risposta sull'edilizia




Risposta sull'integrazione






Nota dello staff: pur avendo esplicitamente chiesto delle risposte per iscritto, Lia Sartori ci ha fornito solo risposte in mp3, considerandolo un formato più innovativo.





Altra nota dello staff
: teniamo a precisare, per evitare qualunque tipo di strumentalizzazione, che abbiamo chiesto a Lia Sartori di modificare il link che dalla home page del suo sito porta alla pagina "I giovani per Sartori", in cui è stata pubblicata la nostra intervista. Il nostro nome e il link al nostro blog, precedentemente pubblicati in tale pagina assieme all'intervista, sono stati rimossi (noi non l'avevamo richiesto), ma l'intervista è tuttora linkata a quel modo.



Etichette: ,

venerdì 14 marzo 2008

Cinque domande ai candidati sindaco:
ACHILLE VARIATI



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?


Ambiente, sicurezza, qualità e promozione della vita sono le tre grandi questioni che vanno affrontate. Ma è difficile assegnare una priorità: un po’ perché sono tutte importanti, un po’ perché è sbagliato pensare ai grandi nodi della città uno per volta, per compartimenti stagni. Prendiamo la sicurezza: io porterò i vigili di quartiere nelle nostre strade. Ma reprimere non basta: bisogna prevenire. Ad esempio facendo rivivere i parchi e i quartieri, e soprattutto le zone di maggior degrado, con un costante flusso di iniziative: musicali, sociali, artistiche, di confronto. Se un parco è “vissuto” dai cittadini, quel parco è più sicuro per noi, e meno per i delinquenti. Sull’ambiente due priorità, concrete e fattibili, sono impedire che la città di Vicenza, tra le più inquinate d’Italia, perda quel presidio minimo di controllo che è l’ufficio locale dell’Arpav, e poi bloccare l’inquietante progetto di costruire un deposito di rifiuti pericolosi all’ex Arsenale dei Ferrovieri. Se invece mi chiedete la prima cosa che farò come sindaco, è nota: convocare una consultazione dei cittadini sul Dal Molin. Per consentire alla città, finalmente, di dire cosa pensa.





Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?


È un tema strategico per tutto il mondo. E una città capoluogo può fare molto. Il Comune dovrà impegnarsi per l’applicazione di alcuni standard di sviluppo sostenibile come quelli previsti da Agenda 21. Gli edifici pubblici devono progressivamente essere dotati di pannelli fotovoltaici. Sempre sull’energia solare, ci sono fondi regionali, nazionali ed europei anche per i privati: il Comune può incentivare l’adozione del solare occupandosi delle pratiche amministrative al posto dei cittadini. Ma sperimenterei anche le biomasse, che in Europa sono sempre più utilizzate, e che potrebbero connettersi a una riconversione innovativa di parte dell’agricoltura provinciale.






Il commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?


I giovani vicentini non hanno bisogno di essere “coinvolti”. Hanno solo bisogno di spazi e occasioni per esprimersi e trovare la loro strada. Oggi devono sempre guardare altrove: per la formazione, per la cultura, per l’arte e la musica. In dieci anni, il centrodestra ha promesso di costruire, in non so più quanti posti diversi, un centro giovanile. E dov’è? Dove sono le sale prova per i musicisti? Dove uno spazio attrezzato per i video maker? Che fine hanno fatto le feste rock e di quartiere che io avevo fatto nascere quando sono stato sindaco? Da lì dobbiamo ripartire. Comunque, i giovani non sono una categoria a cui elargire “qualcosa”. Sono una forza che può vivificare intere zone della città. Un esempio concreto? Accanto a via Milano e via Torino, la zona degradata per eccellenza, c’è l’enorme spazio abbandonato della ex Domenichelli. Da sindaco vorrei trasformarlo in un’arena dello spettacolo, della cultura e della vita notturna. Porterebbe occasioni per divertirsi e per esprimersi, porterebbe movimento di giovani e non solo, e porterebbe anche più sicurezza in una zona che oggi i vicentini disertano.





Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?


Avrei coinvolto la città, con trasparenza, e avrei preteso che il governo venisse a spiegare ai vicentini la ragione di stato che imporrebbe la base e le caratteristiche del progetto. E non avrei mai dato l’ok a un progetto urbanisticamente scellerato. Ripartirei da qui, anche perché la partita non è ancora chiusa. Un sindaco forte può provare a riaprirla, se la città si esprimerà per il no.






Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze.


Vedo una città che promuove più piste ciclabili, più corsie preferenziali per i bus e più parcheggi di interscambio per chi viene a Vicenza da fuori e non deve congestionare la viabilità interna. Vedo una città che fa tutto questo in modo non punitivo: ci sono misure rozze di tutela dell’ambiente che a volte penalizzano i più deboli, come chi non può permettersi un’auto nuova, senza offrire valide alternative a livello di servizi. Vedo una città con molti centri e nessuna periferia, in cui c’è un disegno equilibrato tra verde e cemento, in cui si progetta per il bene di tutti e non a beneficio di pochi. Infine, vedo una città coesa. Gli stranieri sono, già oggi, il 10% della popolazione residente. Sono dentro la città, ma non ancora abbastanza dentro la comunità. L’educazione degli stranieri alle nostre leggi e alla nostra lingua è un’arma formidabile per combattere l’intolleranza. L’integrazione è un obiettivo: ma una vera integrazione si raggiunge solo nel rispetto reciproco. Più di tutto, però, vedo una città che rinasce: che torna, dopo anni di nebbia, a respirare futuro.



Etichette: ,

martedì 11 marzo 2008

Cinque domande ai candidati sindaco:
DAVIDE MARCHIANI



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?



L'energia è la prima cosa su cui si deve, a nostro parere, operare. Seguono argomenti come la mobilità e la gestione dei rifiuti. Ma è difficile per noi metterli in secondo piano rispetto al mantenimento dell'acqua come bene pubblico e alla connettività ad internet fornita gratuitamente tramite antenne wifi comunali.




Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?



Il risparmio energetico viene successivamente alla riduzione energetica. Dopo aver eliminato gli sprechi, si deve operare per il risparmio. Ci sono molte cose che possono essere fatte, ed occorre discuterle con la popolazione. Penso ai riscaldamenti centralizzati a gasolio per i condomini, penso a rivedere tutti i consumi della pubblica amministrazione, penso ai semafori a led, penso ai "cappotti" per gli edifici, penso ad una mobilità diversa che comporti un uso minore dell'auto. Ma l'importante è che si cominci a fare con la maturità necessaria.



Il commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?



Non sono io che devo dire come ci si può intrattenere. Se fossi sindaco potrei concedere spazi, facilitare gli incontri sociali, premiare le forme di aggregazione. L'idea di cosa fare nel proprio tempo libero è più importante di quanto si pensi e per questo merita approfondimenti. L'amministrazione deve saper ascoltare le esigenze. Io credo che puntare sul turismo migliorerebbe la qualità della vita anche ai residenti.




Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?



Avrei dato subito notizia alla città. Avrei aperto un dibattito della durata di 2 anni almeno, per discutere con esperti e la popolazione l'impatto di quest'opera e la visione del futuro della città. Infine, quando le idee di tutti fossero state maturate, avrei indetto un referendum. Naturalmente parlare col senno di poi è facile per tutti. Il problema è che in questo caso il precedente sindaco si è comportato eccessivamente male. Ci ricorderemo di lui.

La situazione attuale è sicuramente complicata, ma fondamentalmente vorrei bloccare i lavori. Sono sempre dell'idea che i cittadini debbano discutere e poi decidere senza alcuna fretta. Sono sicuro che gli americani aspetterebbero senza mettere in pratica nessuna delle minacce di licenziamenti.



Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze.



Se diventassi sindaco troverei il modo di riempire i tram. Per un cittadino diventerebbe naturale prendere il tram, perchè costerebbe poco, passerebbe frequentemente e avrebbe delle tratte più razionali. Saremmo tutti abituati a vedere tram colmi di persone e sapremmo che trovare un posto a sedere sarebbe praticamente impossibile fino a 65 anni d'età, forse qualche speranza si avrebbe al giro che passerebbe all'una di notte. Un residente fuori provincia che lavorasse a Vicenza potrebbe prendere la sua bicicletta e salire su un tram appositamente predisposto e scendere alle porte della città. Le auto sarebbero piuttosto rare e sconvenienti e i parcheggi molto costosi. Inoltre non possedere un'auto sarebbe fiscalmente conveniente.

La città non può permettersi ulteriori costruzioni, ma deve concentrarsi sul già esistente. Occorre rivedere quanto costruito finora. Occorre decostruire. Demolire e forse rifare, ma con logiche moderne e sostenibili.

Le minoranze non possono essere circoscritte, e quindi occorre creare spazi di socializzazione. Ma questo argomento è importante anche per il tessuto sociale locale esistente, che ha ormai segni tangibili di distruzione profonda.

Etichette: ,

domenica 9 marzo 2008

Cinque domande ai candidati sindaco:
SILVANO GIOMETTO



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?


  1. Mettere fine ai partiti
  2. Spostare il potere nelle mani del cittadini
  3. Creare le strutture perché il cittadino possa esercitare il potere



Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?



Nel mese di aprile le famiglie si ritroveranno un rincaro del 4,1% dei costi energetici.
Ogni famiglia nel 2008 per il solo gasolio di riscaldamento pagherà circa 160 euro in più rispetto l’anno precedente.


Nel mese di marzo in Spagna il 25,5% dell’energia è stato somministrato da produzione eolica.


Le fonti alternative esistono e dopo una massiccia informazione delle loro opportunità il cittadino sarà chiamato a sceglierle con pronunciamento referendario.





Il commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?



La prima proposta è sentire come la pensano i giovani per poter attuare senza calcoli elettorali e nei limiti della sovranità popolare, le loro aspettative ed esigenze.


Dai primi sondaggi lo sport e la necessità di impianti sportivi sembra essere al primo posto nelle loro scelte.





Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin?
Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?



Si terrà conto delle rispettabili posizioni di chi è favorevole alla base e delle rispettabili posizioni di chi è contrario.


Certo che la scelta non aspetta a quelli del sì o a quella del no ma spetta a tutti i cittadini.


Ma si andrà oltre a queste proposte.


Se un giorno la cittadinanza vicentina, visti i disgustosi comportamenti dei politici italiani, dovesse esprimersi per una fuga dall’Italia verso gli Stati Uniti d’America, il Comune nel rispetto della volontà popolare e se i poteri lo concedono, si esprimerà in questo senso.



Visto che la nostra vittoria coinciderà con la scomparsa dei partiti ogni decisione futura sarà rimessa nelle mani dei cittadini.






Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze.



La peste sociale che oggi sta colpendo il Paese è rappresentato dai partiti.
A causa dei partiti la società non si sta evolvendo in base agli interessi collettivi ma in base agli interessi di pochi.


Con la nostra vittoria alle elezioni comunali e con il trasferimento dei poteri ai cittadini, tra cinque anni i problemi relativi a trasporti, edilizia e integrazione delle minoranze saranno risolti in tal modo che le soluzioni di oggi, affidate alla rappresentanza politica, saranno ritenute solo e unicamente una autentica farsa e scemenza.


E’ questione di tempo.


Se oggi, comunque, il cittadino non è ancora preparato o non si ritiene idoneo a questo cambiamento non deve fare altro che votare gli altri partiti.


Infine ringrazio il signor Beppe Grillo e i suoi collaboratori perché sono dei grandi imitatori di quello che Giometto Silvano dice da dieci anni.



Cordiali saluti,



Silvano Giometto.

Etichette: ,