VicenzaPartecip@ & Newropeans
Un partito transeuropeo, una formazione rivoluzionaria in quanto ad età con membri tutti al di sotto dei 35 anni, una visione alternativa dell'Europa e del suo funzionamento.Insomma i presupposti per un ottimo progetto ci sono tutti, peccato che il risultato deluda di parecchio le aspettative.
Ma questa è un'opinione personale, per prima cosa i fatti.
Giovedì 3 Luglio, nel salone di Stradella S. Nicola, si è tenuto l'incontro organizzato da noi di VicenzaPartecip@ con ospiti il coordinatore nazionale e il coordinatore giovanile di Newropeans. La serata era aperta a tutti e l'affluenza è stata discreta (a tal proposito un bravo a Stefano Balbi che praticamente ha organizzato tutto da solo).
La conferenza aveva lo scopo di presentare, sia a noi del blog che a quanti siano voluti intervenire, questo nuovo progetto transeuropeo.
Dopo le presentazioni di rito del nostro Stefano la parola è subito andata al coordinatore nazionale Diego Malcangi. In sintesi ha spiegato che Newropeans è il primo partito transeuropeo, e con questo si intende che sarà il primo partito a presentare candidati sotto un unico simbolo in tutti i 27 paesi membri alle prossime elezioni del 2009. Questi stessi candidati, inoltre, saranno scelti con una sorta di "primarie on-line" da quanti si vorranno iscrivere a questo nuovo soggetto politico. A tal proposito ha tenuto a precisare come Newropeans non sia nè di destra, nè di sinistra ma, con un paragone particolarmente azzeccato, una sorta di "lista civica transeuropea" con uno scopo ben preciso, raggiunto il quale si propone di scomparire.
Lo scopo in questione è quello di dotare l'Unione Europea di maggiori strumenti democratici. Come detto dallo stesso Malcangi, non si può avere un'economia ed una società sempre più globalizzate senza una politica che si adegui a questa tendenza. L'Unione Europea sicuramente è il punto di partenza ma così com'è non è sufficientemente efficace.
Newropeans si propone quindi di modificare l'attuale assetto dell'Unione. Loro obiettivi sono (come si può leggere sul loro sito www.newropeans.eu): riformare le modalità di elezione del Parlamento Europeo, imponendo che la metà dei parlamentari sia scelta direttamente dai cittadini; una diversa distribuzione dei poteri, rimpiazzando l'attuale Commissione Europea con un Governo Europeo guidato dal Parlamento stesso; l'introduzione di un referendum transeuropeo per sancire ogni nuovo allargamento a nuovi stati membri.
Da questa presentazione ne è nata una vivace e partecipata discussione. Tralasciando i personali dubbi (anch'essi espressi pubblicamente) sull'efficacia e la positività di una tendenza politica ed economica alla globalizzazione, non ha convinto la visione semplicistica ed a mio avviso utopistica di una sorta di circolo virtuoso, secondo il quale una volta introdotti questi strumenti tutto il resto verrà da sè. E' ingenuo pensare che i soli indici democratici di un' entità politica, ancor di più se tale entità è immensa e complessa come l'UE, siano i metodi elettorali. E ancora non si può a mio avviso proporre di riformare l'intero sistema politico europeo (riforma comunque necessaria, ma non sufficiente) senza riflettere sulle conseguenze che questo cambiamento avrà sulla politica locale di ciascuno dei paesi membri. Inoltre non vi è traccia nel sito, e del resto non è stata fatta parola su questo durante la serata, degli eventuali metodi di coinvolgimento della popolazione. Non si affronta che di striscio la questione dell'informazione (scarsa) e della partecipazione (nulla) sui temi europei. Unica proposta è il referendum per sancire l'allargamento dell'Unione ad altri stati membri. Arma questa altamente pericolosa: senza una corretta informazione si rischia di dare potere alle paure ed ai pregiudizi delle popolazioni (si pensi a cosa sarebbe successo se si fosse chiesto in Italia un parere referendario all'entrata della Romania nell'Unione). La loro risposta è stata che: "una volta introdotta questa riforma, la politica nazionale sarà costretta a coinvolgere il cittadino anche sui temi europei, creando un circolo virtuoso che porterà ad una politica più attenta e ad una cittadinzanza più consapevole delle tematiche europee".
Sarà che vivo in Italia ma...
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