Ballottaggio: RISULTATO
Con una percentuale di votanti inferiore al 64% (primo turno oltre 80%), e mezzo punto di scarto la città di Vicenza, ha eletto nuovo sindaco di Vicenza
Achille Variati del
PD. Una rimonta inaspettatta che suggerisce numerose riflessioni. Prima fra tutte la disfatta della Sartori e di Cicero. Quest'ultimo non sarà premiato con il tanto agognato assessorato nè tantomeno con la carica di vicesindaco. Sicuramenente l'astensionismo ha pesato sul risultato finale: c'è da indagare sulle motivazioni di una tale scelta. Forse non sono piaciute le contrattazioni avvenute tra un voto e l'altro, che hanno evidenziato la concezione del potere pubblico come oggetto di scambio tra le forze del centrodestra. L'elettorato della Lega che tanto ha inciso a livello nazionale, ha probabilmente voltato la faccia alla Sartori, in uno dei suoi baluardi.
Di sicuro un risultato storico per la città di Vicenza dopo i dieci anni di amministrazione Hulweck.
Esprimete di seguito i vostri commenti.
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Ballottaggio: FRANCA EQUIZI
Sosterrete qualcuno dei due sfidanti al ballottaggio? Se sì, perché?Che cosa condividete del loro programma e che cosa no?Noi non apppoggiamo nessun candidato, destra e sinistra considerano i cittadini sudditti.
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Ballottaggio: CIRO ASPROSO
Sosterrete qualcuno dei due sfidanti al ballottaggio? Se sì, perché?Che cosa condividete del loro programma e che cosa no?
Nei giorni scorsi la Sinistra Arcobaleno ha dichiarato pubblicamente e
in maniera esplicita il proprio appoggio ad Achille Variati.
Il programma di Variati, come quello del sottoscritto, sono il frutto di
una elaborazione condivisa e della fase di ascolto della città
"ImmaginateVI"; naturalmente vi sono delle divergenze, ma riferibili più
al metodo e alle priorità che ai contenuti.
Inoltre, ritengo che la vittoria della Sartori sarebbe una vera sciagura
per questa città ed intendo fare del mio meglio perché ciò non avvenga.
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Ballottaggio: LIA SARTORI
Ci spieghi in poche righe per quali motivi le persone che non l'hanno votata al primo turno dovrebbero votarla al ballottaggioSi tratta di un elettorato che al primo turno poteva scegliere fra 12
candidati di diverse opzioni. Mentre Domenica e lunedì prossimi, 27 e
28 aprile, tutti i vicentini saranno chiamati a scegliere fra due soli
candidati tra i quali io che milito nel Popolo della Libertà e che al
primo turno sono stata sostenuta dalla Lega Nord e anche dalla lista
civica Vicenza Viva.
Ritengo che gli elettori che, al primo turno, hanno votato per
candidati vicini alla mia area politica con i quali condividiamo
valori, programmi e soluzioni, come Claudio Cicero di "Impegno a 360
gradi" e Massimo Pecori dell'Udc, ci daranno il loro voto per fare di
Vicenza una città di rango europeo, dove è bello vivere, e dove,
soprattutto ai giovani come voi, siano garantite le migliori
opportunità per affrontare le sfide che la vita vi offrirà.
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Risultati Non Ufficiali
Ecco i risultati non ufficiali: clicca
qui.Si va al ballottaggio.
Vorrei sentire le vostre idee su come poter continuare il nostro lavoro per la democrazia partecipativa, in queste due settimane.
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Cinque domande ai candidati sindaco:
CINZIA BOTTENE
Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma? - Dal Molin. Attuare tutti i mezzi a disposizione (pacifici) volti a bloccare la base;
- Democrazia: ricostruire dal basso le forme della partecipazione;
- Ambiente: difesa dei nostri territori e dei beni comuni da chi vuole trasformarli in merce. E, di conseguenza, risanare AIM, un patrimonio collettivo distrutto da una gestione politica volta alla spartizione..
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco? Il risparmio energetico è un tema importantissimo che va sviluppato e concretizzato.
Sinteticamente:
incentivare, anche con sgravi fiscali, le forme di produzione alternativa di energia (v. pannelli solari ecc.);
sensibilizzare la gente – a partire dalle scuole - ad adottare quelle piccole scelte che fanno risparmiare energia (v. lampadine a basso consumo ecc.);
favorire forme di trasporto alternativo che permettano un risparmio energetico.
In particolare: favorire l’uso della bicicletta con la realizzazione di piste ciclabili sicure; dare la possibilità ai cittadini di usufruire di bici pubbliche, che possano essere prese in consegna in un punto della città e consegnate in un’altra zona, una volta arrivati a destinazione; incentivare l’uso dei trasporti pubblici (che devono essere di tipo non inquinante), adattando gli orari alle esigenze degli utenti, con tariffe più basse, e differenziate per le famiglie con più figli.
Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina? Secondo me i giovani non hanno bisogno di essere coinvolti. Sono rimasta allibita quando, nelle ultime settimane, partecipando ai vari dibattiti elettorali, sentivo parlare di coinvolgimento, come se i giovani fossero incapaci di avere una loro progettualità e avessero bisogno di tutor che li accompagnano in percorsi formativi.
Proviamo a rovesciare la questione. Vicenza è ricca di gruppi informali di giovani, che fanno spaziare la loro creatività dalla musica, al teatro, alle arti visive. Una produzione culturale di livello molto alto.
Il problema è che questa creatività non ha sfogo.
Non ha bisogno di essere accompagnata, ma di trovare luoghi fisici e virtuali per emergere.
Provate ad immaginare una possibilità: il riutilizzo sociale di aree dimesse; pensate all'ex Lanerossi dei ferrovieri, un complesso di archeologia industriale che potrebbe essere riadattato a sale espositive, per concerti e laboratori.
Potrebbe diventare un centro culturale di altissimo livello ed essere gestito non dal comune, ma in comune, dando spazio ad associazioni che, tra loro in rete, collaborino per la gestione della struttura.
Immagino un parco che diventa esposizione di sculture, i muri che diventano tele da dipingere...
Fantascienza? non credo, andiamo a vedere progetti simili in altre città europee e troviamo esperienze di altissimo livello.
Se non ci credete andiamo più vicino e prendiamo l'esempio dei magazzini del sale a Venezia:
dopo una lotta di giovani, studenti ed artisti è stato dato in comodato gratuito uno spazio stupendo dietro a San Marco, i commenti li lascio a voi visitate
http://sale-docks.org/ Se fosse stata al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro? Hullweck ha delle gravissime responsabilità nella gestione della vicenda Dal Molin, per averla gestita in maniera personalistica e non nell’interesse del futuro della città.
Tutta la questione è stata ed è una pagina nera per la democrazia cittadina e nazionale. Si è avuta una totale mancanza di trasparenza e rispetto delle regole democratiche . Il compito primario di un sindaco è difendere la propria città e i propri concittadini e soprattutto non si possono imporre decisioni così importanti senza che vi sia ascolto e condivisione con gli i abitanti.
Per il futuro noi continueremo ad opporci in tutte le forme pacifiche, come stiamo facendo da ormai 2 anni, alla costruzione della base. In questo senso l’amministrazione comunale può agire in varie maniere: votare un o.d.g. contrario a quello del 26 ottobre 2006, che anche se non vincolante sarebbe un importante segnale politico; indire una sollecita consultazione cittadina (anche informale); agire nei campi di competenza comunale (v. autorizzazioni, allacciamenti, forniture) per ostacolare il progetto.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranzeVicenza, pur essendo piccola, è la terza città più inquinata d’Italia. Negli ultimi anni si sono costruite decine di rotatorie che hanno sicuramente fluidificato il traffico e ridotto i tempi di percorrenza, ma proprio per questo hanno sortito il risultato di incrementare il numero dei veicoli.
Serve assolutamente una riduzione del traffico su gomma a favore di quello pubblico e per far questo, in primo luogo, si devono studiare forme di trasporto pubblico efficaci, rispettose dell’ambiente ed economicamente accessibili per i cittadini..
Va sviluppato il progetto di un metrobus che colleghi la città da est a ovest.
Si deve incentivare l’uso della bicicletta, come avviene in molte città italiane ed europee.
La nostra città negli ultimi anni è stata devastata dalla speculazione edilizia. Abbiamo perso il 40% di aree agricole nella provincia, e ovunque si volga lo sguardo si vedono capannoni e condomini, e questo nonostante vi siano migliaia di appartamenti chiusi.
Vicenza è ormai diventata un enorme monopoli dove pochi costruttori, sempre gli stessi, tirano i dadi e guadagnano sulla pelle dei cittadini.
Serve un’inversione di tendenza. Va rivisto il PAT tenendo conto unicamente dell’interesse generale. La città e il suo territorio sono beni comuni che vanno difesi dagli interessi di pochi.
Io credo in una città che sia accogliente e viva, in cui tutti possano conoscersi e vivere serenamente nel rispetto reciproco.
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Cinque domande ai candidati sindaco:
MASSIMO PECORI
Nota dello staff: pubblichiamo ciò che ci ha inviato Pecori nonostante la sua risposta non segua lo schema da noi proposto. Abbiamo chiesto a Pecori di rielaborarla nella modalità richiesta, per renderla comparabile a quelle degli altri candidati, ma non è stato fatto, per cui, come già per la Sartori (che comunque aveva seguito lo schema, solo cambiando formato), la pubblichiamo così come ci è stata consegnata: pensiamo che sia sempre meglio una risposta, di nessuna risposta.1) Dopo quattro anni di attività nel Comune di Vicenza a stretto contatto con i cittadini ho conosciuto profondamente la città e i suoi problemi. Ho così deciso di continuare il mio impegno a servizio della comunità per cercare di dare delle risposta concrete ai vicentini, quelle risposte che la politica sino ad ora non è riuscita a dare perchè troppo distante dalla gente.
2) Quattro sono i punti essenziali del nostro programma: famiglia, ambiente, sicurezza e attenzione nei confronti delle persone deboli. I provvedimenti a cui penso sono molto concreti e attuabili, non le solite promesse elettorali per abbindolare l'elettore e strappare voti.
Ad esempio, per agevolare le famiglie e permettere loro di risparmiare qualche centinaio di euro a fine anno penso ad applicare la tariffa sui rifiuti sulla base della produzione effettiva e non presunta; penso di introdurre il quoziente familiare nella finanza locale, ad abbassare il costo degli abbonamenti per il bus se una famiglia ha più figli che utilizzano il mezzo pubblico;penso di rendere fruttiferi i depositi cauzionali per l'acqua, aumentare le risorse pubbliche da destinare all'integrazione delle rette per gli anziani ricoverati nelle case di riposo. Il tutto attingendo alle risorse aggiuntive che ci saranno in bilancio per i risparmi legati all'abolizione delle Circoscrizioni.
Quanto all'ambiente, propongo un piano di sostituzione delle caldaie degli edifici pubblici e della illuminazione pubblica, comprese le lanterne semaforiche, con nuove strumentazioni che permettono un notevole risparmio energetico; l'inquinamento acustico sarà combattutto con durezza, attraverso la realizzazione del piano di zonizzazione acustica della città. Infine, non più rinviabile è la sistemazione e il completamento della rete fognaria per convogliare le acque nere anche nei quartieri periferici sin'ora abbandonati a se stessi, nonchè realizzare le vasche di prima pioggia in corrispondenza delle caditoie stradali. Dal gennaio 2009 inoltre sarà possibile ridurre l'Ici sulla casa, anche sotto la quota minima del 4 per mille, a favore dei proprietari che doteranno gli edifici di apparecchiature tecnologiche che consentano il risparmio energetico.
Anche il capitolo sicurezza è nutrito e va affrontato con decisione: fitta rete di telecamere per prevenire il crimine e aiutare nelle indagini quando qualcuno delinque; sede distaccata di polizia locale nei pressi della stazione ferroviaria; creazione di una centrale operativa unica per tutte le forze dell'ordine, onde assicurare veramente sinergia e massimizzare la rapidità d'intervento. Infine, vigili di quartiere che con la loro presenza fisica rassicurano le persone e possono svolgere indagini efficaci con i metodi tradizionali.
Quarto punto essenziale è il rispetto delle persone deboli, quali anziani e minori, e maggior attenzione per le persone con disabilità alle quali va garantita pari dignità ed eguaglianza di trattamento.
3) Politiche giovanili: prioritario è il reperimento di spazzi a servizio dei giovani e, dopo tanti anni d'attesa, è possibile riservare alcuni locali comunali che sino ad oggi erano occupati dalle sedi delle circoscrizioni. Qui i ragazzi potranno incontrarsi, confrontarsi, passare il tempo in compagnia e coltivare le loro passioni: penso a sale espositive, sale musicali dove ascoltare musica e suonare assieme, ecc...
Altro punto sono le manifestazioni (eventi, fiere, mostre, concerti) organizzate dall'ente comunale: è necessario seguire le tendenze del momento, per andare incontro ai gusti dei giovani e quindi portare a Vicenza eventi che possano realmente interessare. Questo riempirà le ore libere dei giovani vicentini e permetterà loro di evitare i pellegrinaggi nelle vicine Padova e Verona alla ricerca di qualcosa da fare, così riducendo i pericoli che fisiologicamente possono derivare dagli spostamenti notturni in auto.
Altro capitolo è quello dell'Università, che va certamente potenziata anche perchè l'incremento della popolazione studentesca porta più attivismo in tutta la città, con manifestazioni realizzate dagli studenti stessi e che coinvolgono tutti i giovani, con la costituzione di gruppi sportivi e altre occasioni d'incontro.
Inoltre, va ripensata in toto la politica dello sport attuata in città sino ad oggi: nuove strutture a favore delle società sportive e degli sportivi in genere perchè io preferisco vedere i ragazzi a sudare facendo sport piuttosto che passare il tempo in sala giochi o nei centri commerciali. Non dimentichiamo che lo sport gioca un ruolo fondamentale nella crescita fisica e nella formazione del carattere dell'individuo perchè ci insegna che se vogliamo raggiungere un risultato dobbiamo impegnarci con costanza e essere determinati. Tutte qualità che serviranno poi anche nella vita di tutti i giorni , in famiglia e nel lavoro.
La sicurezza stradale deve essere un impegno per le amministrazioni che non solo devono mantenere in buone condizioni le strade e i marciapiedi per evitare infortuni, ma anche promuovere con costanza corsi di guida sicura e corsi di sensibilizzazione.
Altro punto è la modernizzazione delle strutture: penso sarebbe utile dotare alcuni punti strategici della città del sistema V-max, cioè la connessione a internet senza fili per consentire la navigazione a tutti, gratuita e con maggior comodità.
Si potrebbe utilizzare questo sistema nei principali luoghi di aggregazione: biblioteca, fiera, stazione, centri giovanili, stadi e altri impianti sportivi.
Trasporti: è necessario realizzare almeno due punti esterni al centro storico, in aggiunta all'attuale stazione delle corriere, dove potranno confluire i bus che trasportano gli studenti, vicino alle due attuali cittadelle degli studi, onde evitare che tutto il traffico confluisca in centro e si debba poi cambiare il bus per tornare verso l'esterno della città e raggiungere i vari istituti.
Infine, promuovere sinergie con le altre città italiane e le categorie per facilitare, in termini di costo di permanenza, gli spostamenti dei giovani entro il territorio italiano, cosicchè tutti possano conoscere le bellezze del nostro Paese.
Cordiali saluti.
Massimo Pecori
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Cinque domande ai candidati sindaco: CHIARA GARBIN

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?
Ho indicato nel mio programma tre idee di città per il futuro di Vicenza
1. L’idea di città avanzata. Vicenza ha raggiunto un’elevata prosperità economica, dispone di una consistente dotazione di servizi di base, ma il suo sviluppo appare bloccato. Per farlo riprendere è necessario puntare su attività di carattere economico e culturale, tipiche delle città progredite e sui servizi a queste connessi. Vengono in considerazione al riguardo soprattutto l’Università e la ricerca scientifica, il turismo di qualità, l’assistenza sanitaria, ricordando le esigenze di risistemazione urbanistica e di sicurezza tanto delle periferie che del centro storico.
2. L’idea di città solidale. Lo sviluppo economico di una comunità non è equilibrato se non è accompagnato da una parallela dotazione di “capitale sociale.” In città sono attive molte Associazioni, diverse Cooperative e alcune Fondazioni, che hanno accumulato vaste esperienze e sono in grado di estendere in modo capillare la loro presenza sul territorio in modo capillare. Questa articolata realtà può essere valorizzata, facendone un punto di forza delle politiche comunali per valorizzare lo spirito di iniziativa, contrastare la povertà e promuovere politiche di inclusione sociale.
3. L’idea di città in rete. Nessuna politica per la città può guardare solo all’interno dei suoi confini amministrativi. Tutti i servizi, i finanziamenti, le infrastrutture di cui ha bisogno richiedono l’apporto di una molteplicità di soggetti privati e pubblici a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale. Si possono ricordare l’ambiente, le grandi tematiche relative all’Alta Capacità Ferroviaria ed il Sistema Metropolitano Regionale, che richiedono una elevata capacità di relazione con molte altre Amministrazioni nell’ambito di progetti di respiro europeo.
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
Non solo risparmio energetico, ma anche fonti rinnovabili e pulite, ove possibile. Penso soprattutto agli edifici pubblici che dovrebbero essere adeguati nelle strutture edilizie e nell’impiantistica, alle caldaie ad alto rendimento, ai pannelli solari. Non sono novità assolute e qualcosa è stato fatto in passato. Bisogna continuare su questa linea ed investire, incoraggiando i privati a fare altrettanto.
E’ evidente d’altro canto che bisogna inquadrare queste iniziative nel contesto della problematica energetica nazionale ed europea. C’è una domanda di energia crescente, il risparmio sembra non bastare ed i modelli di consumo spesso lo trascurano. Quante abitazioni hanno oggi il forno a gas? Tutti vogliono quello elettrico, vogliono cioè elettricità prodotta nel nostro Paese con la combustione di combustibili fossili – gas compreso - che giunge nelle nostre case dopo enormi perdite di trasformazione e trasporto. E’ un problema che sembra chiedere produzioni aggiuntive di energia elettrica ed è un problema di dimensione almeno europea. Anche per questo dobbiamo credere nell’Europa e sperare nelle politiche a questo livello, anche in campo energetico
Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
Nel mio programma dedico attenzione anche alla Biblioteca Bertoliana e non solo perché i giovani vi trovano i libri di cui hanno bisogno. La Biblioteca Bertoliana è il più importante polo culturale della città. Con le sue otto sedi cittadine, dispone di mezzo milione di volumi, è visitata ogni giorno da un migliaio di studenti, è capofila della rete delle 84 biblioteche provinciali con un patrimonio complessivo di quasi due milioni di volumi. Ha servizi informatizzati ed è in grado di fornire qualificata consulenza per ricerche e approfondimenti. Nella situazione attuale, presenta una serie di problemi e di opportunità che meritano attenzione. In particolare occorre ridefinire la sua logistica, ora basata sulla sede storica di Palazzo S. Giacomo cui si sono aggiunte le sedi di Palazzo Costantini e più recentemente di Palazzo Cordellina. Necessitano ulteriori spazi per l’accesso degli studenti e per l’archiviazione del materiale librario.
Ma dico anche che bisogna affiancarvi un Centro di aggregazione giovanile, di cui la città è carente, con servizi collaterali anche per il tempo libero e lo svago.
Se fosse stata al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
Anzitutto c’è stato un deficit di chiarezza e di onestà nei confronti dei cittadini da parte della Giunta Hullweck, che non ha fatto informazione e ha compresso la volontà di espressione che i vicentini manifestavano. Per prima cosa cercherei di riparare a questo, aprendo cassetti e uffici. Trasparenza anzitutto. Poi valuterei quali sono i margini di contrattazione attuali. C’è un impegno internazionale, che non si può discutere? Allora discutiamo il come va fatto l’ampliamento della Ederle. A suo tempo ho detto in Consiglio comunale che l’area migliore era via Moro. Aggiungo che la trattativa locale va fatta con logiche di mitigazione e compensazione del nuovo intervento americano.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi?
Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.
Anche di questi temi dò conto nel mio programma. Sinteticamente:
Per i trasporti devono essere portate a fase esecutiva previsioni di piano individuate da tempo per la cintura cittadina ed in particolare la bretella dalla tangenziale ovest verso Costabissara, dirottandovi il traffico che attualmente congestiona il Villaggio del Sole. Per quanto concerne il centro città, va salvaguardato tramite zone pedonalizzate e a traffico limitato, facilitando al contempo l’accesso ai numerosi servizi pubblici e privati che vi hanno sede con trasporto su navetta a partire dai parcheggi di cintura.
Per l’edilizia penso che nonostante larga parte della popolazione abbia la casa in proprietà, in questo settore la domanda rimane molto sentita e articolata per l’estrema differenziazione delle situazioni. Si ritiene che una politica di sostegno debba creare o cercare nel mercato nuove disponibilità abitative in accordo con l’ATER; favorire l’incontro tra domanda e offerta tramite Convenzioni con i proprietari di immobili, consentendo agli inquilini di pagare affitti più bassi e ai proprietari di essere sgravati in tutto o in parte dell’ICI; ristrutturare gli immobili in condizioni di degrado, particolarmente nella prima periferia della città; articolare la politica della casa anche per categorie: giovani, anziani, immigrati, senzatetto, indigenti; integrare la strumentazione comunale con quella regionale soprattutto per i giovani. Il Comune potrebbe prestare fideiussioni a coloro che ricorrono ai prestiti agevolati regionali, consentendo un abbattimento dei tassi passivi.
Per l’integrazione, va tenuto conto che In città risiedono oltre 14.000 immigrati di varia etnia, pari al 12% della popolazione (erano meno di 4.000 dieci anni fa). La percentuale sale di molto se si prendono in considerazione le sole fasce giovanili e ancor di più se si guarda al tasso di natalità: un neonato su quattro è figlio di immigrati. Secondo la Caritas, sono 70.000 in provincia, 400.000 nel Veneto e 3 milioni 680 mila in Italia. La provincia di Vicenza è al 2° posto a livello regionale e al 7° a livello nazionale, in una Regione che è seconda solo alla Lombardia. Questa massiccia realtà deve essere analizzata nei suoi aspetti culturali di fondo, per impostare adeguate politiche di integrazione e per raccordare gli interventi comunali con i piani regionali per la prima accoglienza, la casa, la formazione ed il lavoro.
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Cinque domande ai candidati sindaco: RICCARDO BOCCHESE

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?
Premetto che siamo l’unico partito che si presenta con i simboli della falce e del martello, simboli delle lotte e delle conquiste dei lavoratori. Siamo alternativi sia al centrodestra che al centrosinistra. Le priorità sono la smilitarizzazione del territorio, la promozione del servizio pubblico (asili, scuole, case di riposo, ecc…) e la sua gestione sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti, la lotta all’inquinamento attraverso il potenziamento del trasporto elettrico che deve essere pubblico e gratuito per studenti, lavoratori e pensionati poveri. I soldi ci sono: abolizione di contributi a scuole private e confessionali, annullamento dei vergognosi compensi dei consigli d’amministrazione. Inoltre devono essere usate le professionalità già esistenti nella pubblica amministrazione, abolendo i costosissimi incarichi esterni e le consulenze, quasi sempre assegnati in maniera clientelare o familistica.
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
E’ una delle cose importanti che un Comune dovrebbe promuovere anzitutto dando l’esempio e dotando tutte le strutture pubbliche ad esempio di pannelli solari. Del resto per il controllo delle risorse energetiche purtroppo si fanno guerre in tutto il mondo, guerre delle quali anche l’Italia è complice con finanziamenti votati da centrodestra e centrosinistra, arcobaleno compreso che nel suo simbolo si ammanta di una bandiera che non appartiene loro visto le due ultime finanziarie di guerra votate in parlamento che aumentano le spese militari del 12% all’anno (a scapito dei nostri stipendi fermi da anni e ascapito dei servizi pubblici quali sanità e istruzione).
Penso quindi che la battaglia per un risparmio energetico con l’utilizzo di risorse alternative e la battaglia contro la guerra debbano andare di pari passo.
Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza “non c'è mai niente da fare”. Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
Aderire al Partito di Alternativa Comunista, un partito che sta vedendo il coinvolgimento di ragazzi giovanissimi, ragazzi per i quali questa società prevede un futuro di lavoro precario, di degrado ambientale e di mancanza di diritti.
Un’altra proposta importante è quella di aderire ad uno dei numerosi comitati sorti contro la guerra e contro la costruzione della nuova base. Il movimento contro la guerra è un movimento eterogeneo ma si basa su una proposta che non può non parlare alla sensibilità e al bisogno di giustizia delle giovani generazioni. Gli stessi giovanissimi soldati che hanno disertato la guerra e con i quali il comitato di Vicenza est, ad esempio, è in costante contatto, potrebbero ricavare un grande aiuto per la propria battaglia dai giovani vicentini.
Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
Hullweck fa parte di un partito che è sempre stato fortemente favorevole alle guerre (Irak, Afghanistan, Libano, …)-
La lotta contro il Dal Molin ha dimostrato l’ipocrisia dei partiti di cosiddetta sinistra, i cui rappresentanti, nei fatti, non hanno saputo essere conseguenti al loro no, appoggiando con il loro voto il governo Prodi anche quando approvava finanziarie di tagli alla spesa sociale, di attacco ai lavoratori e di aumento delle spese militari.
A Vicenza, i rappresentanti locali di questi partiti, chiedono il referendum ma è chiaro che non sarà con referendum o con raccolte firme o con richieste di moratorie che si può pensare di fermare la macchina della guerra.
E’ necessario agire su due fronti: lavorare per un dissenso sempre più diffuso tra la popolazione che si trasformi in contrasto aperto fino al raggiungimento dello sciopero generale (ricordo che per aumentare le spese della guerra e delle basi, si tagliano sanità, servizi pubblici e sicurezza nel lavoro). E’ necessaria una scesa in campo reale e non di facciata di sindacati (come la CGIL) che si sono dichiarati contrari alla base. Questa battaglia si può vincere solo se i lavoratori vi entrano in maniera organizzata. Allo stesso tempo è fondamentale creare l’inospitalità del territorio e invitare i soldati americani, che sappiamo in numero sempre maggiore in crisi, alla diserzione. I militanti di Alternativa Comunista sono interni al movimento contro la guerra di Vicenza e hanno collaborato per la nascita del primo centro per la diserzione dei soldati americani nato in Italia grazie al Comitato Vicenza Est e alla Cub di Vicenza, il centro “Sir, no Sir! Help line”. Sono già una decina i soldati che hanno disertato l’esercito americano e con cui questo centro è in contatto.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.
La Vicenza del futuro deve passare dall’idea delle magnifiche sorti progressive dello sviluppo all’idea della decrescita, ma soprattutto di una distribuzione della ricchezza anziché del suo accentramento in poche mani. Siamo in uno dei territori più ricchi e al contempo più compromessi dal punto di vista ambientale. Vanno respinte le adesioni all’Alta Velocità e all’Alta Capacità. Proposte che di fatto significano devastazione del territorio e sperpero di risorse pubbliche incalcolabili.
Vanno promosse azioni per tutelare i grandi bacini sotterranei di acqua, previste metodologie di contrasto all’inquinamento atmosferico, elettromagnetico (alta tensione e telefonia cellulare), tutelate le aree verdi e fluviali e promossa la conversione ad uso civile delle basi militari presenti, cosa quest’ultima che si deve accompagnare al totale boicottaggio, anche urbanistico, dei piani americani per la costruzione della nuova base nella zona dell’aeroporto Dal Molin.
Vicenza deve finalmente affrontare nella stesura del piano di assetto del territorio il problema dell’integrazione legato ai migranti, sia nell’ambito urbanistico (non si possono creare dei ghetti) che in quello socio-culturale, progettando una città includente, multietnica, interculturale.
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Cinque domande ai candidati sindaco: CLAUDIO CICERO

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?
a) bonificare e riqualificare le aree degradate tipo l'area ex Domenichelli, con il coinvolgimento dei privati, per aumentare la sicurezza;
b) costruire la nuova sede unica degli Uffici Comunali, in Viale Mazzini, vendendo le attuali sedi (escluso Palazzo Trissino) per reperire i fondi necessari;
c) realizzazione di una pista di guida sicura per evitare inutili stragi sulle nostre strade, il tutto con il finanziamento da parte di privati e dell'ACI;
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
Il risparmio energetico è assolutamente da perseguire con l'utilizzo delle nuove tecnologie quali l'implementamento del teleriscaldamento sfruttando il pozzo geotermico di viale cricoli oltre allo sfruttamento di un eventuale termovalorizzatore che produce calore eliminando le immondizie.
Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
Dare spazi ai giovani è uno dei punti qualificanti il mio proramma, nella fattispecie gli spazi delle sedi circoscrizionali ora abolite,saranno assegnate ai gruppi giovanili riconosciuti che potranno gestirli ma non autogestirli, dove potranno svolgere anche attività musicali nel rispetto comunque delle regole.
Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
Esattamente come deciso dal Consiglio Comunale mantenendo inalterata la potenzialità della pista di volo civile senza voli militari, e con il mantenimento di un nostro presidio militare Italiano. Farò comunque in modo che venga rispettato il dettame del Consiglio Comunale.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.
Realizzazione di una linea Filobus nell'asse principale Est-Ovest e di una circolare interna alle mura;
Attuazione del BID (bando interessi diffusi) per rispondere alle esigenze della cittadinanza con il controllo del territorio attraverso una rilettura del PAT;
Spazio a tutti coloro che sono in regola con le nostre normative e che rispettano le nostre leggi. Assoluta tolleranza zero nei confronti dei malavitosi di qualunque razza siano.
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Cinque domande ai candidati sindaco: CIRO ASPROSO

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?
Il mio riferimento ideale è cosi sintetizzato: “La Città Casa della Società”.
Naturalmente la Casa che noi immaginiamo poggia su quattro pilastri:
- Riqualificazione urbana
- Coesione sociale
- Mobilità sostenibile e lotta all'inquinamento
- Risparmio energetico e fonti rinnovabili
L'architrave dell'edificio è costituito dalla cultura: di pace, del bene comune, della moralità.
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
Ogni investimento sulle energie alternative si traduce in un beneficio per l'umanità. Sarà istituito da subito l'Ufficio Energia, dove il cittadino troverà tutte le informazioni e l'aiuto necessario per avviare le pratiche e per accedere ai finanziamenti.
Sarà rivisto il Regolamento edilizio, prevedendo incentivi e nessun onere burocratico per i più virtuosi.
Sconto triennale sull'ICI per le ristrutturazioni con risparmio energetico. Certificazione energetica di tutti gli edifici comunali e implementazione degli impianti solari e fotovoltaici a partire dalle Scuole.
Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza “non c'è mai niente da fare”. Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
La città di Vicenza manca totalmente di luoghi di aggregazione per i giovani, che sembrano essere sempre più un problema di ordine pubblico, piuttosto che una risorsa per la comunità.
Spazi utilizzabili in città ce ne sono in realtà molti, strutture che possono essere riviste nella loro funzione come l'ex Macello o ex Caserme. La gestione dei luoghi va lasciata all'inventiva dei giovani, ma con un'Amministrazione comunale attenta a valorizzarne le iniziative e le proposte.
E' invece da rilanciare la proposta culturale giovanile: musica, teatro, rassegne di cinema, feste di quartiere, non c'è nulla da inventare, ma bisogna ripensare tutto e far ripartire il volano delle iniziative, coinvolgendo chi ha voglia di mettersi in gioco.
Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
Mi riesce molto difficile mettermi nei panni di Hullwek, fosse per lui oggi neanche sapremmo della nuova base. Come sindaco è proprio l'opposto di quello che io sono e voglio rappresentare.
M'impegno a predisporre e approvare una Delibera di Consiglio comunale, con la quale si sancisce la totale contrarietà alla base militare al Dal Molin o in altro luogo.
Favorirò un'agile consultazione referendaria per dar voce ai cittadini e sosterrò, in ogni sede, la richiesta di moratoria per tutti i progetti militari americani, a Vicenza e ovunque in Italia.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.
L'inquinamento atmosferico è il primo problema e modificare la mobilità urbana è uno dei punti sostanziali.
Immagino una nuova rete infrastrutturale del servizio pubblico: un asse forte, imperniato su una metropolitana leggera, che connetta Torri di Quartesolo a Montecchio Maggiore, passando per la Stazione ferroviaria. A questo va collegato un sistema di bus navetta, (mezzi di ridotte dimensioni e non inquinanti), che uniscano tutti i luoghi eccellenti della città: Scuole, Centro storico, Tribunale, Ospedale e così via.
Va inoltre risolto da subito il disservizio che riguarda gli studenti.
Penso anche a una città della bicicletta, con una rete di percorsi ciclopedonali, parcheggi custoditi e biciclette a noleggio, come nelle città europee più avanzate. Inoltre, una politica tariffaria che scoraggi l'accesso veicolare al centro e l'introduzione del Car Sharing.
Diritto alla Casa per i meno abbienti e le fasce deboli (giovani coppie, anziani, lavoratori precari). Riqualificazione dei quartieri periferici, del verde urbano e degli spazi pubblici.
In campo Urbanistico il Comune deve conoscere e quantificare le volumetrie che realmente necessitano a una crescita sostenibile della città. Vanno stabiliti i valori patrimoniali delle aree che saranno trasformate con nuove edificazioni e qualora si produca un plusvalore - a beneficio della proprietà immobiliare - una quota cospicua di questo, dovrà essere riservata al miglioramento urbano e alla città pubblica.
In una parola, premieremo il lavoro e non la rendita.
Accoglienza ed integrazione, sono i termini che devono sintetizzare l'impegno dei cittadini e delle Istituzioni.
I servizi sociali e sanitari devono essere ripensati come Agenzia di promozione dei diritti di cittadinanza, collaborando con le grandi forze del volontariato, in una logica d'inclusione delle marginalità sociali, vecchie e nuove.
Vorrei inoltre promuovere la partecipazione dei nuovi italiani alla vita sociale e politica della città, anche attraverso la Consulta Elettiva dei migranti e il Consigliere aggiunto.
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Cinque domande ai candidati sindaco:
LIA SARTORI

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?Risposta sulle prioritàChe importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?Risposta sul risparmio energeticoIl commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?Risposta sulle proposte per i giovaniSe fosse stata al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?Risposta sulla questione Dal MolinNel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze.
Risposta sui traspostiRisposta sull'ediliziaRisposta sull'integrazioneNota dello staff: pur avendo esplicitamente chiesto delle risposte per iscritto, Lia Sartori ci ha fornito solo risposte in mp3, considerandolo un formato più innovativo.
Altra nota dello staff: teniamo a precisare, per evitare qualunque tipo di strumentalizzazione, che abbiamo chiesto a Lia Sartori di modificare il link che dalla home page del suo sito porta alla pagina "I giovani per Sartori", in cui è stata pubblicata la nostra intervista. Il nostro nome e il link al nostro blog, precedentemente pubblicati in tale pagina assieme all'intervista, sono stati rimossi (noi non l'avevamo richiesto), ma l'intervista è tuttora linkata a quel modo.
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Cinque domande ai candidati sindaco:
ACHILLE VARIATI

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?
Ambiente, sicurezza, qualità e promozione della vita sono le tre grandi questioni che vanno affrontate. Ma è difficile assegnare una priorità: un po’ perché sono tutte importanti, un po’ perché è sbagliato pensare ai grandi nodi della città uno per volta, per compartimenti stagni. Prendiamo la sicurezza: io porterò i vigili di quartiere nelle nostre strade. Ma reprimere non basta: bisogna prevenire. Ad esempio facendo rivivere i parchi e i quartieri, e soprattutto le zone di maggior degrado, con un costante flusso di iniziative: musicali, sociali, artistiche, di confronto. Se un parco è “vissuto” dai cittadini, quel parco è più sicuro per noi, e meno per i delinquenti. Sull’ambiente due priorità, concrete e fattibili, sono impedire che la città di Vicenza, tra le più inquinate d’Italia, perda quel presidio minimo di controllo che è l’ufficio locale dell’Arpav, e poi bloccare l’inquietante progetto di costruire un deposito di rifiuti pericolosi all’ex Arsenale dei Ferrovieri. Se invece mi chiedete la prima cosa che farò come sindaco, è nota: convocare una consultazione dei cittadini sul Dal Molin. Per consentire alla città, finalmente, di dire cosa pensa.
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
È un tema strategico per tutto il mondo. E una città capoluogo può fare molto. Il Comune dovrà impegnarsi per l’applicazione di alcuni standard di sviluppo sostenibile come quelli previsti da Agenda 21. Gli edifici pubblici devono progressivamente essere dotati di pannelli fotovoltaici. Sempre sull’energia solare, ci sono fondi regionali, nazionali ed europei anche per i privati: il Comune può incentivare l’adozione del solare occupandosi delle pratiche amministrative al posto dei cittadini. Ma sperimenterei anche le biomasse, che in Europa sono sempre più utilizzate, e che potrebbero connettersi a una riconversione innovativa di parte dell’agricoltura provinciale.
Il commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
I giovani vicentini non hanno bisogno di essere “coinvolti”. Hanno solo bisogno di spazi e occasioni per esprimersi e trovare la loro strada. Oggi devono sempre guardare altrove: per la formazione, per la cultura, per l’arte e la musica. In dieci anni, il centrodestra ha promesso di costruire, in non so più quanti posti diversi, un centro giovanile. E dov’è? Dove sono le sale prova per i musicisti? Dove uno spazio attrezzato per i video maker? Che fine hanno fatto le feste rock e di quartiere che io avevo fatto nascere quando sono stato sindaco? Da lì dobbiamo ripartire. Comunque, i giovani non sono una categoria a cui elargire “qualcosa”. Sono una forza che può vivificare intere zone della città. Un esempio concreto? Accanto a via Milano e via Torino, la zona degradata per eccellenza, c’è l’enorme spazio abbandonato della ex Domenichelli. Da sindaco vorrei trasformarlo in un’arena dello spettacolo, della cultura e della vita notturna. Porterebbe occasioni per divertirsi e per esprimersi, porterebbe movimento di giovani e non solo, e porterebbe anche più sicurezza in una zona che oggi i vicentini disertano.
Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
Avrei coinvolto la città, con trasparenza, e avrei preteso che il governo venisse a spiegare ai vicentini la ragione di stato che imporrebbe la base e le caratteristiche del progetto. E non avrei mai dato l’ok a un progetto urbanisticamente scellerato. Ripartirei da qui, anche perché la partita non è ancora chiusa. Un sindaco forte può provare a riaprirla, se la città si esprimerà per il no.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze.
Vedo una città che promuove più piste ciclabili, più corsie preferenziali per i bus e più parcheggi di interscambio per chi viene a Vicenza da fuori e non deve congestionare la viabilità interna. Vedo una città che fa tutto questo in modo non punitivo: ci sono misure rozze di tutela dell’ambiente che a volte penalizzano i più deboli, come chi non può permettersi un’auto nuova, senza offrire valide alternative a livello di servizi. Vedo una città con molti centri e nessuna periferia, in cui c’è un disegno equilibrato tra verde e cemento, in cui si progetta per il bene di tutti e non a beneficio di pochi. Infine, vedo una città coesa. Gli stranieri sono, già oggi, il 10% della popolazione residente. Sono dentro la città, ma non ancora abbastanza dentro la comunità. L’educazione degli stranieri alle nostre leggi e alla nostra lingua è un’arma formidabile per combattere l’intolleranza. L’integrazione è un obiettivo: ma una vera integrazione si raggiunge solo nel rispetto reciproco. Più di tutto, però, vedo una città che rinasce: che torna, dopo anni di nebbia, a respirare futuro.
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Cinque domande ai candidati sindaco:
DAVIDE MARCHIANI

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?
L'energia è la prima cosa su cui si deve, a nostro parere, operare. Seguono argomenti come la mobilità e la gestione dei rifiuti. Ma è difficile per noi metterli in secondo piano rispetto al mantenimento dell'acqua come bene pubblico e alla connettività ad internet fornita gratuitamente tramite antenne wifi comunali.
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
Il risparmio energetico viene successivamente alla riduzione energetica. Dopo aver eliminato gli sprechi, si deve operare per il risparmio. Ci sono molte cose che possono essere fatte, ed occorre discuterle con la popolazione. Penso ai riscaldamenti centralizzati a gasolio per i condomini, penso a rivedere tutti i consumi della pubblica amministrazione, penso ai semafori a led, penso ai "cappotti" per gli edifici, penso ad una mobilità diversa che comporti un uso minore dell'auto. Ma l'importante è che si cominci a fare con la maturità necessaria.
Il commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
Non sono io che devo dire come ci si può intrattenere. Se fossi sindaco potrei concedere spazi, facilitare gli incontri sociali, premiare le forme di aggregazione. L'idea di cosa fare nel proprio tempo libero è più importante di quanto si pensi e per questo merita approfondimenti. L'amministrazione deve saper ascoltare le esigenze. Io credo che puntare sul turismo migliorerebbe la qualità della vita anche ai residenti.
Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
Avrei dato subito notizia alla città. Avrei aperto un dibattito della durata di 2 anni almeno, per discutere con esperti e la popolazione l'impatto di quest'opera e la visione del futuro della città. Infine, quando le idee di tutti fossero state maturate, avrei indetto un referendum. Naturalmente parlare col senno di poi è facile per tutti. Il problema è che in questo caso il precedente sindaco si è comportato eccessivamente male. Ci ricorderemo di lui.
La situazione attuale è sicuramente complicata, ma fondamentalmente vorrei bloccare i lavori. Sono sempre dell'idea che i cittadini debbano discutere e poi decidere senza alcuna fretta. Sono sicuro che gli americani aspetterebbero senza mettere in pratica nessuna delle minacce di licenziamenti.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze.
Se diventassi sindaco troverei il modo di riempire i tram. Per un cittadino diventerebbe naturale prendere il tram, perchè costerebbe poco, passerebbe frequentemente e avrebbe delle tratte più razionali. Saremmo tutti abituati a vedere tram colmi di persone e sapremmo che trovare un posto a sedere sarebbe praticamente impossibile fino a 65 anni d'età, forse qualche speranza si avrebbe al giro che passerebbe all'una di notte. Un residente fuori provincia che lavorasse a Vicenza potrebbe prendere la sua bicicletta e salire su un tram appositamente predisposto e scendere alle porte della città. Le auto sarebbero piuttosto rare e sconvenienti e i parcheggi molto costosi. Inoltre non possedere un'auto sarebbe fiscalmente conveniente.
La città non può permettersi ulteriori costruzioni, ma deve concentrarsi sul già esistente. Occorre rivedere quanto costruito finora. Occorre decostruire. Demolire e forse rifare, ma con logiche moderne e sostenibili.
Le minoranze non possono essere circoscritte, e quindi occorre creare spazi di socializzazione. Ma questo argomento è importante anche per il tessuto sociale locale esistente, che ha ormai segni tangibili di distruzione profonda.
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Cinque domande ai candidati sindaco:
SILVANO GIOMETTO

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?- Mettere fine ai partiti
- Spostare il potere nelle mani del cittadini
- Creare le strutture perché il cittadino possa esercitare il potere
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
Nel mese di aprile le famiglie si ritroveranno un rincaro del 4,1% dei costi energetici.
Ogni famiglia nel 2008 per il solo gasolio di riscaldamento pagherà circa 160 euro in più rispetto l’anno precedente.
Nel mese di marzo in Spagna il 25,5% dell’energia è stato somministrato da produzione eolica.
Le fonti alternative esistono e dopo una massiccia informazione delle loro opportunità il cittadino sarà chiamato a sceglierle con pronunciamento referendario.
Il commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
La prima proposta è sentire come la pensano i giovani per poter attuare senza calcoli elettorali e nei limiti della sovranità popolare, le loro aspettative ed esigenze.
Dai primi sondaggi lo sport e la necessità di impianti sportivi sembra essere al primo posto nelle loro scelte.
Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin?
Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
Si terrà conto delle rispettabili posizioni di chi è favorevole alla base e delle rispettabili posizioni di chi è contrario.
Certo che la scelta non aspetta a quelli del sì o a quella del no ma spetta a tutti i cittadini.
Ma si andrà oltre a queste proposte.
Se un giorno la cittadinanza vicentina, visti i disgustosi comportamenti dei politici italiani, dovesse esprimersi per una fuga dall’Italia verso gli Stati Uniti d’America, il Comune nel rispetto della volontà popolare e se i poteri lo concedono, si esprimerà in questo senso.
Visto che la nostra vittoria coinciderà con la scomparsa dei partiti ogni decisione futura sarà rimessa nelle mani dei cittadini.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze.
La peste sociale che oggi sta colpendo il Paese è rappresentato dai partiti.
A causa dei partiti la società non si sta evolvendo in base agli interessi collettivi ma in base agli interessi di pochi.
Con la nostra vittoria alle elezioni comunali e con il trasferimento dei poteri ai cittadini, tra cinque anni i problemi relativi a trasporti, edilizia e integrazione delle minoranze saranno risolti in tal modo che le soluzioni di oggi, affidate alla rappresentanza politica, saranno ritenute solo e unicamente una autentica farsa e scemenza.
E’ questione di tempo.
Se oggi, comunque, il cittadino non è ancora preparato o non si ritiene idoneo a questo cambiamento non deve fare altro che votare gli altri partiti.
Infine ringrazio il signor Beppe Grillo e i suoi collaboratori perché sono dei grandi imitatori di quello che Giometto Silvano dice da dieci anni.
Cordiali saluti,
Silvano Giometto.
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Cinque domande per dialogare con la città
Un' anticipazione, da parte di tutto lo staff di VicenzaPartecip@,
delle domande inviate ai candidati sindaco, in attesa delle loro risposte...
- Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?
- Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
- Il commento che mi sento fare più spesso, dalle persone della mia età, è che a Vicenza “non c'è mai niente da fare”. Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
- Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
- Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.
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Cinque Domande Ai Candidati Sindaco
La riunione di domenica sera ha prodotto un bel risultato. E' stata proposta ed accettata un'iniziativa a mio parere molto interessante. Si è deciso di sottoporre un'intervista in cinque domande a tutti i candidati sindaco delle prossime elezioni comunali del 13 Aprile. Le domande e le risposte saranno pubblicate qui sul blog, un candidato alla volta, e sarà possibile discutere sulle risposte date dal medesimo. Ecco mi piacerebbe che pure i diretti interessati intervenissero, ma questo sta a loro deciderlo.
L'intervista è praticamente pronta, è già stata inviata via mail a tutti i membri dello staff, dopo gli opportuni confronti pubblicheremo la versione definitiva.
Per le altre conclusioni uscite dall'ultima riunione a presto un post di Stefano.
Ciao a tutti!
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Alla luce del sole: VicenzaPartecip@ con Grillo?
Lunedì sera Giulio si è unito ai ragazzi di Movimento Zero per discutere la loro partecipazione alla lista civica degli amici di Beppe Grillo. Al termine di questa siamo stati invitati a farne parte
a nostra volta. E' seguito un vortice di email tra di noi per capire il da farsi senza una discussione parallela sul blog. Poichè ci proponiamo di essere un open space alla luce del sole, prima di ogni altra cosa, riporto la discussione sul blog con la mia ultima email...
Purtroppo i tempi sono stretti e non c'è tempo di discuterne come si dovrebbe. Questa sera i grillini si trovano per discutere il programma e ricevere le candidature.
http://beppegrillo.meetup.com/3/calendar/7252911/Hanno bisogno di pochi nomi per completare la lista. La scelta all'iniziativa individuale.
Io non ci sarò, perchè:
- non c'è stato il tempo di maturare una discussione ponderata tra di noi di VicenzaPartecipa;
- partecipare alla lista come singolo non è quello che desidero perchè significa essere un numero che serve a completare la lista.
Ero favoravole a partecipare alla lista come VicenzaPartecipa (almeno 8 di noi) perchè sarebbe stato un modo di fare del blog qualcosa di concreto per i prossimi 5 anni...
Sicuramente in questo orizzonte temporale avremmo potuto maturare una posizione "nostra", all'interno del programma della lista, se non altro condurre a livello politico le discussioni che avvengono nel blog.
Ho chiesto a Marchiani di posticipare per darci il tempo di mettere insieme le idee, ma non è possibile e quindi stasera è il temine per prendere il treno... solo che a queste condizioni mi sembra prematuro partire...
La discussione non è avvenuta direttamente sul blog anche perchè nella prima email di giulio c'erano dinamiche interne a MZ che ritengo sia stato giusto non pubblicare, inoltre molti non sono ancora iscritti al blog o non lo guardano con frequenza... e c'era bisogno di sentirsi rapidamente...
D'ora in poi si sposta tutto sul blog a partire da questa email.
Le novità sul blog.
Con la massima trasparenza.
Vi invito tutti a riportare i vostri interventi via email nei commenti a questo post e ad aggiungerne di nuovi.
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Marchiani vs Più Democrazia
“Più Democrazia sbaglia a legittimare la sinistra, noi non ci crediamo più”. Pronta la lista civica col bollino.
I GRILLO FRIENDS: “NOI I VERI DEMOCRATICI”Davide Marchiani è uno dei portavoce del Meetup vicentino degli Amici di Beppe Grillo (600 iscritti, con un gruppo attivo di 30-50 persone). In merito alla “democrazia diretta” sperimentata dal centrosinistra, e parzialmente appoggiata dal comitato Più Democrazia, ha le idee chiare. Di solenne bocciatura.
E’ un fatto positivo o no che i partiti tentino esperimenti di partecipazione diretta?L’idea dell’incontro con la popolazione è bella. Più Democrazia ci aveva proposto di farne parte in una riunione tenuta qualche tempo fa nella sede di Vicenza Capoluogo, ma con Paolo Ruffato di Movimento Zero abbiamo deciso di declinare l’invito.
Perché?Più Democrazia si rende responsabile di un grave errore, e lo dico senza propositi di fare nessuna guerra: ci tirano per la giacchetta verso la sinistra. Una sinistra che si mette in bocca la parola partecipazione e democrazia diretta quando le fa comodo, sotto elezioni. Ora, portare voti alla sinistra è da ingenui, e noi non lo siamo.
Dove starebbe la fregatura?La sinistra si è fregata da sola, e ora c’è solo delusione totale. Anche Prodi aveva fatto gli incontri nelle città e aveva messo in piedi la “Fabbrica del programma”, ma il risultato lo abbiamo visto. No, legittimare la sinistra come fa Più Democrazia significa fare da stampella a un sistema sbagliato. Non dubito che a sinistra ci siano persone competenti e perbene, ma hanno un limite: devono sempre rispettare gli ordini e le regole dall’alto. Ora basta, bisogna cambiare strada.
Come?Noi proponiamo la nostra lista civica, degli Amici di Beppe Grillo. Ci siamo finalmente. E noi, voglio sottolinearlo, sono anni che abbiamo un contatto continuo con la gente, con incontri settimanali e attraverso internet, non come loro che chiamano all’appello quando è il momento giusto. E’ una vergogna.
VicenzaPiù 16/02/08
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da VicenzaPiù 16/02/08
“Lodevole” l’iniziativa di ascolto di cittadinanza e società civile da parte del centrosinistra, dice Più Democrazia. Ma bisogna passare dalle parole ai fatti.
IMMAGINATEVI UNA DEMOCRAZIA DIVERSA. SENZA PARTITIUn nome accattivante, un’esperienza première nel suo genere, uno stacco netto rispetto all’immobilismo ufficiale del centrodestra. E’ stato battezzato ImmaginateVi – titolo indubbiamente efficace, poco “partitico” – l’esperimento di due giorni (venerdì 8 e sabato 9 febbraio) con cui le opposizioni di centrosinistra hanno voluto manifestare la volontà di dare “ascolto” ai cittadini e alle forze sociali di Vicenza. In palio c’è la vittoria alle comunali, accorpate alle politiche il 13-14 aprile.
Nata da un’idea originaria della civica Vicenza Capoluogo (gli “Stati Generali” di tutti gli anti-Hüllweck della città) e fortemente voluta per dare un segnale di apertura con questi chiari di luna No Casta, la kermesse ha avuto numeri incoraggianti. 600 sono stati partecipanti alle assemblee aperte di venerdì, 150 i convenuti ai tre forum moderati da giornalisti locali in cui ha preso la parola il gotha della “società civile” berica: Massimo Calearo (Assindustria), Giuseppe Sbalchiero (Assoartigiani), Vladimiro Riva (Vicenzaè), Oscar Mancini (Cgil), Riccardo Dal Lago (Uil), Ornella Vezzaro (Confesercenti), don Giovanni Sandonà (Caritas), Umberto Nicolai (Coni), l’industriale Paolo Marzotto, il poeta Fernando Bandini (Accademia Olimpica), etc. Una consultazione formato espresso che, sottolineano gli organizzatori, aspira a diventare permanente attraverso internet (collegandosi al sito www.vicenza2008.it) e inviando sms pubblicati sempre on line (348.4587496). Una partenza sprint all’insegna della modernità di comunicazione, secondo la politica d’immagine del neonato Partito Democratico (in loco curata dall’agenzia Alias di Jacopo Bulgarini d’Elci).
Fin qui tutto bello, tutto bene. Ma alcuni elementi portano a un grande dubbio: e se fosse stata tutta una meritoria ma sterile vetrina? L’innesto di “democrazia partecipata” nell’alveo tradizionale dei partiti è una pratica che, se lasciata a metà o ridotta a due giorni, può ridursi a mera facciata elettoralistica. E’ l’accusa – con giudizio sospeso – che rivolgono gli “esperti” locali in materia del comitato Più Democrazia (quello che il 10 settembre 2006 aveva promosso il referendum per la democrazia diretta nello Statuto comunale). Più Democrazia ha partecipato ai lavori, speranzosa in un rinnovamento “dal basso”. Ma per ora non si sbilancia in entusiasmi.
“Solo due giorni mi sembra veramente poco. E soprattutto: si doveva partire molto prima, ci vuole molto più tempo per consultare la gente, non si può improvvisare”, sbotta Claudio Proietti del comitato referendario. “Fra noi di Più Democrazia, poi, c’è a chi brucia che i partiti di centrosinistra si sveglino solo al momento delle elezioni, perché c’è da raccogliere voti”. Tuttavia, “è pur sempre un tentativo che va nella direzione giusta, vediamo che frutti darà”. Sviluppa questo timore (e questa speranza) un altro referendario come Eugenio Berti: “E’ stata la prima volta che i partiti hanno voluto dare voce alla città. Bene. Ma i prossimi giorni ci diranno se è tutto fumo negli occhi oppure no. Perché qui il punto è se le proposte uscite dai cittadini nelle circoscrizioni diventeranno vincolanti oppure no”. Per questo, come scrive su vicenza2008.it un altro “democratico diretto”, Pippo Managuagno, Più Democrazia propone che “il documento programmatico frutto della sintesi delle due giornate di ascolto dell’8 e del 9 febbraio sia sottoposto a votazione dei cittadini che ne stabiliranno in questo modo le priorità. Tale votazione si può fare contestualmente alle primarie” di coalizione, che si terranno a inizio marzo.
Già, perché ciò che è emerso dagli interventi nelle sette circoscrizioni cittadine e dai dibattiti con l’establishment sarà convogliato in una bozza che fornirà la base per le primarie. Una bozza, però, che sarà stilata dalle segreterie dei partiti. Lasciando perdere il fatto, allora, che in alcune circoscrizioni neppure si è votato per la priorità da dare alle richieste “dal basso” (come nella 7 e nella 3); e mettendo da parte che in una sera appena, per quanto siano state interessanti e di alto livello le proposte dei cittadini, non si può certo dire di aver consultato la città; e anche accantonando ogni possibile ironia su sondaggi internet in cui si chiede di votare genericamente su “sanità”, “sicurezza”, “Dal Molin” senza entrare nei contenuti – trascurando tutto questo, resta il fatto che far passare tutto nel tritacarne dell’apparato dei partiti equivale a non aver cambiato nulla, sul piano decisionale. E anche quando fosse accolta l’ipotesi di agganciare le idee dal basso con le primarie, anche qua, si può rimanere tranquillamente scettici. Perché sappiamo tutti bene, e lo sa a maggior ragione chi ha letto il programma biblico dell’Unione – o, per l’altra parte, chi ascoltò Berlusconi dal notaio Vespa nel 2001 – che le coalizioni di partiti, il giorno dopo le elezioni, si comportano avendo come bussola gli equilibri interni di potere, non certo le promesse fatte fino a un giorno prima. Il candidato sindaco del centrosinistra, se vittorioso, dovrà sempre vedersela con il manuale Cencelli per le poltrone, col dover premiare quell’esponente o quella corrente, con l’azione di lobby dei gruppi d’interessi, e soprattutto con la logica perversa della visibilità (ogni singolo partito vuole emergere e avere uno spazio tutto suo). Si chiama democrazia, baby. O partitocrazia?
Alessio Mannino, VicenzaPiù, 16/02/08Etichette: Elezioni Comunali 2008, Stampa
La riforma pre elettorale
Ieri sera sono andato in circoscrizione (quella di Laghetto, la n. 5) all'incontro ImmaginateVi organizzato dal PD e dalle altre forze del centro sinistra, per ascoltare le proposte dei cittadini riguardo alle tematiche di agenda locale da includere nel programma per le prossime elezioni comunali. Queste serate organizzate in ogni circoscrizione, dalle forze che non hanno governato Vicenza negli ultimi dieci anni, inaugurano la strategia elettorale all'insegna di slogan come "la voce ai cittadini" e "nessuno escluso" . Ieri scopro che è addirittura possibile mandare un sms per comunicare come si vorrebbe la propria città, tutto ciò pubblicizzato con volantini ad effetto in cui si legge " a vicenza c'è la metropolitana", "a vicenza c'è lo stadio nuovo", "a vicenza c'è l'area verde più grande d'Europa, il Dal Molin". Oggi sono previsti i forum tematici ( vedi www.vicenza2008.it).Dopo una breve introduzione di Ciro Asproso le 50/60 persone presenti sono state invitate a dare voce alle proprie istanze: in totale dodici interventi di 3 minuti ciascuno che alla fine sono stati votati con alzata di mano per stabilirne la priorità di intervento. In generale è emerso distintamente il desiderio per:- una riforma delle forme di democrazia locali e
- uno sviluppo economico e urbanistico più rispettoso dell'ambiente.
Non deve stupire... infatti la dimensione sociale ed ambientale, unite a quella economica, sono i pilastri della sostenibilità, ma se la dimensione politica non favorisce questo orientamento dello sviluppo tutto è perduto... esattamente quello che è avvenuto negli ultimi dieci anni, con un'amministrazione locale che se n'è fregata della democrazia, imponendo il volere di pochi ai più, e se n'è fregata dell'ambiente, svendendo il territorio tra speculazioni edilizie e servitù militari.Ora, io non credo che basti mettere insieme le idee dei cittadini nella fase pre-elettorale per cambiare rotta. E' necessaria una riforma molto più ambiziosa che dia gli strumenti ai cittadini per essere artefici del proprio futuro. Questi strumenti esistono: primo tra loro è il bilancio partecipativo, un modo per conferire alla gente il potere di decidere direttamente dove si desidera spendere i soldi pubblici. E' uno strumento di democratizzazione potentissimo, ma nessun politico della vecchia guardia, di entrambi i lati, si azzarderebbe a farne il cavallo di battalglia elettorale... chissà perchè?Forse perchè finalmente potremmo decidere di istituire degli incentivi ad utilizzare i pannelli solari nelle nostre case, non pagando l'ICI per dieci anni, o addirittura un distributore di biodiesel comunale che produca carburante a metà prezzo, magari con i nostri rifiuti bio...Forse perchè potremmo decidere che il suolo comunale è già abbastanza occupato e le quantità di aree verdi presenti non deve più diminuire... e chi se ne frega delle rendite e delle speculazioni...Forse perchè ci potremmo accorgere che gli Aeroporti Vicentini, sovvenzionati da sempre coi soldi pubblici, che vedono tra i propri soci Comune, Provincia e Camera di Commercio, non sono proprio una priorità... Etichette: Elezioni Comunali 2008