Internet è in pericolo?
Avete sentito parlare in questi giorni del fatto che la libertà su Internet è in pericolo? No? Beh, forse perché non l’hanno detto. Difatti poche persone sanno di quello che sta succedendo nei Parlamenti Italiano, Francese ed Europeo. Parliamo del caso Italiano. C’è un emendamento in discussione al Parlamento (già approvato il 5 febbraio al Senato) che potrebbe anche passare così com’è: si chiama emendamento d’Alia. Le scusanti sono per esempio nobili valori come quelli di combattere la pedofilia e cancellare quei gruppi sul social network Facebook che inneggiano alla Mafia. Non ti dicono però che per i siti attinenti alla pedofilia il sistema attuale di controlli va benissimo e che i gruppi inneggianti alla Mafia contavano al massimo qualche centinaio d’iscritti, mentre quelli che facevano pressione (sul sistema di controllo interno di Facebook che funziona molto bene) perché questi gruppi venissero cancellati contavano migliaia e migliaia d’iscritti (quindi nel social network ci troviamo davanti ad uno specchio che riprende molto fedelmente la realtà). Se quest’emendamento diventa legge, succederà praticamente così. Se in un sito, un social network, un blog, si trovano contenuti che commettono apologia di reato o istigazione a delinquere, l’autorità garante comunica a tale sito di togliere il contenuto incriminato. Se il gestore del sito (magari il proprietario di un blog, che accetta di dare spazio ai suoi lettori e di commentare come gli pare) non toglie il contenuto incriminato entro 24 ore, l’autorità garante praticamente obbliga i provider ad oscurare (in maniera cautelare) l’intero sito, pena una multa dai 50 ai 250 mila euro. Quindi se per esempio un blog ritiene una legge appena approvata ingiusta e ne evidenzia i lati negativi, questo può venire oscurato dall’oggi al domani, per legge. Altri emendamenti vengono proposti al Senato ed alla Camera, come per esempio quello dell’onorevole Gabriella Carlucci dal titolo “Disegno di Legge Carlucci per la tutela della legalità nella rete Internet”. Guido Scorza, avvocato, docente e giornalista esperto in materia, si è andato a vedere il file che l’onorevole Carlucci aveva messo a disposizione sul suo blog, scoprendo che la licenza del software col quale era stato scritto era di proprietà di Davide Rossi, presidente di Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva). Capite bene che quindi lotta alla pedofilia, libertà e legalità su internet, hanno poco a che fare con le leggi che vengono proposte, le quali ci porterebbero ai livelli di Birmania e Cina. Ma proposte legislative del genere non accadono solo in Italia: per rimanere qui in Europa, la Francia ha un problema molto simile al nostro. La proposta (il pacchetto Telecom) che viene discussa in queste settimane al Parlamento Europeo è invece diversa. In pratica permetterebbe il filtraggio dei contenuti su Internet da parte di soggetti non ancora specificati, che potrebbero benissimo essere le società di telecomunicazioni. In Italia la percentuale di territorio coperto dall’Adsl, la connessione veloce a Internet, è tra le più basse d’Europa. Secondo me fatti come questo (senza parlare della legge Pisanu, messa lì in mezzo al pacchetto di leggi contro il terrorismo, che mina la possibilità di dare il servizio di Internet Wi-Fi gratis ai suoi clienti da parte di gestori di un locale pubblico come un bar o un ristorante) sono contro la libertà su Internet, e non un blog che parla liberamente. Purtroppo non tutti capiscono la fondamentale importanza di mantenere e preservare a tutti i costi la libertà della rete, l’unico strumento di comunicazione veramente democratico perché da la possibilità a qualsiasi persona di rendere conoscibile il suo pensiero ad un vasto numero di persone. Inoltre credo che battaglie a livello nazionale valgono a poco e possono bloccare questi scempi solo nel brevissimo termine. Nel medio termine ci saranno nuove leggi continuamente proposte, perché già ora non è la prima volta. Un po’ alla volta, legge dopo legge, si cerca di bloccare la libertà di questo strumento da più angoli e in modo sempre più totale (libertà di accesso alla connessione, libertà di accesso ai contenuti, libertà di espressione), andando contro la visione e il sogno dei suoi inventori. Secondo me questa battaglia va fatta in primo luogo a livello europeo, dove la legislazione pesa su 27 Stati (il 60-80% delle leggi nazionali sono di derivazione europea). Il co-inventore del WWW Robert Caillau è membro di Newropeans ed ha appena redatto una proposta per la formazione di una Società d’Informazione Europea, la quale farà parte del nostro programma elettorale. Siamo l’unico partito ad avere una tale proposta nel programma e siamo gli unici a prendere in considerazione le Web Communities e le loro battaglie; ma soprattutto siamo gli unici che hanno la possibilità di avere proposte così avanzate nel nostro programma, perché siamo indipendenti. Proponiamo di assicurare una connessione veloce a tutti i cittadini, di stilare una Carta dei Diritti Digitali Europea e di garantire la neutralità della rete, non che di avere una maggiore protezione della privacy. Inoltre proponiamo che l’amministrazione pubblica in tutta Europa debba utilizzare i processi informatici per le sue procedure, con minori costi per tutti. A proposito, dov’è finita l’opera di digitalizzazione (parola che faceva pure fatica a pronunciare) dell’amministrazione pubblica promessa da Berlusconi (con tanta enfasi sulla riduzione di costi per miliardi di euro) in campagna elettorale?Giulio Corà
Direttivo Newropeans
Etichette: Politica Europea, Politica Internazionale, Politica Italiana


2 Commenti:
Non sapevo che in Italia ci fosse il divieto (l'ennesimo!) di "di dare il servizio di Internet Wi-Fi gratis ai suoi clienti da parte di gestori di un locale pubblico come un bar o un ristorante". Cosa comunissima in qualunque altra nazione europea. Ricorrendo ad esperienze personali ricordo che a Gent, per esempio, anche il MacDonald's offriva la connessione gratuita ai suoi clienti. Farci insegnare la libertà da MacDonald's, così siamo ridotti.
http://interneteurope.pbwiki.com/
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