martedì 10 marzo 2009

Allarme Socio-Politico Europeo n°2 - (15/01/2009)

Nel quadro dei suoi “Allarmi socio-politici europei” e delle sue raccomandazioni politiche destinate agli Stati membri e le istituzioni europee per far fronte alla crisi, Newropeans lancia un nuovo “Avvertimento”:

Il denaro finalizzato al salvataggio bancario sta deviando dai suoi obiettivi: Newropeans esige un impegno finanziario pubblico europeo efficace per tutti i cittadini!

Gli Stati membri tentano di combattere la crisi e la recessione che si produrrà inevitabilmente con delle colossali somme di denaro, ma tutte queste misure di salvataggio e questi tentativi di rilancio sono portatori di 3 errori fondamentali:

  1. Ciascuno Stato ripara i piani di salvataggio alla bell’e meglio e per conto suo, senza concertazioni a livello europeo e soprattutto senza una volontà effettiva di riformare profondamente le strutture del sistema finanziario e bancario.
  2. Al momento del salvataggio delle banche, gli Stati membri (ad eccezione del Regno Unito) hanno offerto denaro e garanzie senza però esigere sufficienti contropartite. Come unici creditori ed azionisti, i governi avevano il diritto di esigere delle garanzie ed un potere di influenza sulla politica commerciale delle banche in cambio dei fondi concessi. Nei confronti dei loro contribuenti, essi avevano l’obbligo di assumere all’interno delle banche una posizione d’influenza sufficiente per garantire che, conclusa la crisi, gli errori commessi non si ripetessero più.
  3. I piani di rilancio sono troppo concentrati sull’incitamento al consumo. Il loro finanziamento passa attraverso un ulteriore indebitamento. Essendo che la causa della crisi attuale è una bolla di credito storica, un sovraidebitamento delle imprese, degli Stati e dei privati non è una soluzione. Così, tutte le iniziative pubbliche devono avere come obiettivo imperativo, non la promozione del consumo, bensì l’investimento:
    - Nelle infrastrutture, in particolare quelle trans europee ed i servizi pubblici trans europei;
    - Nell’educazione e la ricerca;
    - Nell’ambiente e le energie rinnovabili.

E’ fuori questione che questi investimenti servano a finanziare delle infrastrutture con vocazione di essere privatizzate. La crisi finanziaria deve mettere un termine all’ondata di privatizzazione dei servizi pubblici, soprattutto nei settori in cui questi servizi non sono e non potranno essere rimpiazzati da una vera offerta concorrenziale tra più attori privati. Newropeans si batterà per la messa in atto di un’alternativa europea alle privatizzazioni destinate a facilitare il funzionamento del mercato unico: condurremo il Parlamento Europeo ad adottare uno statuto delle “reti europee di servizio pubblico”, permettendo di coniugare in modo efficace la dimensione europea ed il servizio pubblico.

Attualmente assistiamo ad uno spettacolo di politiche prese dal panico, che cercano di affogare i problemi sotto uno tsunami di denaro, senza avere reali idee risolutive, né riguardo per il denaro dei contribuenti ed il futuro delle generazioni. Il rischio è che tutto questo denaro non serva che ad indennizzare i responsabili della crisi a scapito di tutti gli altri, e che una volta superata la crisi essi ricomincino a crearsi immensi profitti allo stesso modo, sapendo che gli Stati li salveranno in caso di bisogno.

Newropeans è il solo movimento politico in Europa che dal 2006 ha anticipato l’arrivo dell’attuale crisi.

Ne ricava, quindi, una legittimità di proposte di riforme concrete e necessarie per stabilizzare il mercato finanziario ed evitare la ripetizione di una crisi causata dagli stessi fattori: L’Europa deve legiferare, attraverso l’UE nel quadro delle sue competenze, o grazie ad un’azione concertata degli Stati membri, al fine di dare alle sue banche, alle istituzioni finanziarie e mercati finanziari, un quadro di regole che evitino l’insorgere di tali crisi. Questa regolamentazione mette in opera tali principi:

  1. Le banche sono servitrici e non i capi dell’economia reale. Forniscono capitali alle imprese a seconda dei loro bisogni e vengono remunerate in funzione dei servizi che rendono. Non sta alle imprese fornire profitti in base alle esigenze delle banche e dei mercati finanziari.
  2. Le banche non partecipano alla creazione e l’alimentazione delle bolle speculative. Anche se si possono realizzare profitti esorbitanti nel periodo di ascesa di una bolla, i rischi al momento del suo scoppio ed i suoi effetti nocivi generali per l’intera società, impediscono che le banche vi partecipino. Così, le banche non forniscono credito a fondo speculativo e non impiegano i propri fondi nella speculazione.
  3. Le banche cessano ogni attività con i paradisi fiscali.
  4. Le banche calcolano i propri sistemi d’incoraggiamento (prime set boni) sul rendimento a lungo termine di attività dei loro impiegati e dirigenti. Le perdite presenti annullano i boni passati e possono anche renderli negativi.
  5. E’ vietata la titolarizzazione (in vista di un’ulteriore vendita) dei debiti e l’acquisto di tali titoli..
  6. Le banche rispettano scrupolosamente la ratio di Bâle II tra fondi propri ed impegno; tutte le attività al di fuori bilancio, al fine di creare un effetto di leva nascosta, sono proibite.

Newropeans rifiuta che i rimedi applicati servano solo a salvare coloro che hanno condotto l’Europa alla crisi, copiando il modello americano. Ormai bisogna inventare metodi e strumenti europei che permettano ai 500 milioni di cittadini europei di attraversare al meglio i difficili anni che ci attendono.

Newropeans esige che il denaro pubblico serva a preparare l’avvenire di tutti gli europei, non solamente quello delle élite finanziarie.

Newropeans pretende che l’Europa metta in atto da oggi una riforma profonda delle strutture e del funzionamento dei mercati finanziari.

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