lunedì 6 ottobre 2008

Dal Molin, democrazia, partecipazione: a chi interessa e a chi no

Idee del post voto.

Il risultato del referendum non mi sembra esaltante dal punto di vista dei possibili sviluppi della questione, nel senso che non è così forte da poter essere impugnato con decisione, e senza porgere il fianco a facili argomentazioni contrarie, a sostegno della causa No Dal Molin. E' un risultato molle. Tuttavia queste 24000 persone che, contro tutto e tutti, a giochi già fatti, comunque vogliono dire la loro non riescono a non darmi almeno un po' di speranza. E' un 28% della cittadinanza che davvero vuole PARTECIPARE, far contare almeno un po' le sue idee; e questo nel contesto di un sistema che fa di tutto per tenerle fuori, cercando di ammansirle a mezzo stampa, distraendole con le televisioni, facendole subdolamente passare per estremiste e integraliste. Le facce, i volti delle PERSONE che sono venute al seggio, i loro sorrisi, le loro battute, tutto ciò non può non farmi pensare che la lotta è stata giusta e deve continuare. La base si farà, ma la battaglia per una democrazia diversa (partecipativa, che quella rappresentativa non è nemmeno democrazia, almeno nel senso classico del termine) è appena iniziata, e ci sono segnali positivi.

A tal proposito mi vien da riflettere su quelle quasi mille persone che ieri hanno votato "no": o hanno sbagliato a votare, e allora si meritano una tirata d'orecchi, o l'hanno fatto con convinzione, e allora si meritano un bell'applauso. Pur sapendo, col loro voto, di dar fiato al movimento del no alla base, hanno scelto di votare perché per loro la democrazia non si riduce al fare di tanto in tanto una crocetta sulla bandierina di partito preferita, ma è essere in prima persona CITTADINI, è partecipare attivamente alla vita della polis, è sentirsi parte di una COMUNITA'. E' evidente che per loro l'esito di un referendum è importante, ma lo è ancora di più il fatto che la comunità possa esprimersi: se decide diversamente da come la si pensa pazienza, lo si accetta, l'importante è decidere assieme.

Allargando un po' il discorso alla luce di queste riflessioni, mi viene automatico affermare che il QUORUM per i referendum è una FREGATURA che, al giorno d'oggi, non trova altre giustificazioni se non quella di annichilire la volontà di chi desidera partecipare attivamente alla vita politica pur stando fuori dai giochi di partito. In un'idea di democrazia partecipativa per il futuro, chi vuole dire la sua deve poterlo fare anche senza una tessera di partito in tasca; viceversa chi non ne ha l'interesse non deve contare nulla. E' dal 1995 che nessun referendum su scala nazionale raggiunge il quorum, gli ultimi 21 sono stati annullati per questo motivo. Non è più tollerabile che si sprechino in questo modo energie, soldi e, cosa più grave, importanti oppurtunità di democrazia diretta. Non è tollerabile che non sia mai possibile un confronto schietto e definitivo tra i sostenitori e gli oppositori dei quesiti referendari, dato che i secondi che si portano dietro aggratis la marea di "cittadini" che non hanno opinione al riguardo o che se ne fregano e si fanno la gita. Questa massa silente, che non ha interesse a dir la sua nella gestione della cosa pubblica, deve avere PESO ZERO sull'esito finale. Non certo per discriminazione, semplicemente perché essa stessa non ne ha l'interesse. Chi non vota alle politiche, alle regionali, alle provinciali, alle comunali, alle europee, ha peso zero sul risultato: lo stesso dev'essere per i quesiti referendari.

PS: che senso ha che il giornale di vicenza (proprio non ce la faccio a scrivere le maiuscole) titoli che il quorum non è stato raggiunto se la consultazione, mutilata com'era, nemmeno lo prevedeva?

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8 Commenti:

Alle 07 ottobre 2008 13.38 , Anonymous francesco mariga ha detto...

aggiungerei anche che il direttore del giornale di vicenza ha evitato di esprimersi sia prima che dopo l'esito del referendum.
un atteggiamento che non mi è piaciuto per nulla.
se ricopri il ruolo di direttore della principale testata giornalistica (scusate il termine, forse davvero poco indicato per il gdv) della provincia, ci si aspetta che almeno un editoriale in cui ci spieghi il suo di vista lo faccia.
evidentemente il coraggio non è proprio una qualità di moltissimi vicentini.

 
Alle 08 ottobre 2008 08.50 , Anonymous francesca danda ha detto...

è interessante notare come appena si cerchi di tirare la testa fuori dall'acqua e di riaffermare il principio democrativo, il sistema di potere ti ributti sotto la superficie, e cominci a soffocare....
ieri Costa, con una forzatura indegna e manipolatrice, recitava sui media il ritornello del silenzio-assenso verso la base del 70% che non si è recato alle urne. oggi la notizia più esemplificativa di quanto conta la popolazione vicentina è il comunicato dei vertici setaf della ederle, che dicono di riconoscere come interlocutore titolato del diritto di parola solo il rappresentante governativo. quindi vanno avanti senza indugio.

 
Alle 08 ottobre 2008 15.37 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Vorrei sottolineare le coraggiose, e da me apprezzatissime, dichiarazioni di Variati di lunedì:

Quello che registro è che un terzo dell'elettorato attivo e quasi la metà degli elettori che si sono recati alle elezioni per il sindaco si è espresso in modo chiaro. Gli altri, cioè quelli che non si sono espressi, non vanno strumentalizzati. Il loro non voto non è sì alla base.

Sottolineo in negativo, invece, le parole di Cattaneo:

Abbiamo invitato i vicentini ad astenersi e la maggioranza si è astenuta. Noi stiamo con questa maggioranza. Abbiamo vinto noi.

1 - Troppo facile, troppo comodo, prendere dalla propria parte gli astenuti. Che si sono, appunto, ASTENUTI.
2 - Dal punto di vista non solo mio ma di Vicenza Partecip@, che nasce con l'intento di supportare e diffondere le iniziative di democrazia partecipativa, un invito all'astensione ad un referendum, pur autogestito, non può che essere accolto negativamente. Il referendum è, al momento, l'unico strumento di democrazia partecipativa che abbiamo a disposizione. Come tale va supportato senza indugi, indipendentemente dalle intenzioni di voto, specialmente a livello locale.

 
Alle 09 ottobre 2008 17.10 , Anonymous francesca danda ha detto...

segnalazione ludica:
questo w-end, dal 10 al 12 ottobre, a urbino c'è la seconda edizione del festival dei blog-conversazioni dal basso
http://www.festivaldeiblog.it/

 
Alle 09 ottobre 2008 23.58 , Blogger Andrea Iodice ha detto...

Questo post è stato eliminato dall'autore.

 
Alle 10 ottobre 2008 00.04 , Blogger Andrea Iodice ha detto...

Solitamente mi piace essere razionale e pacato...ma dopo le continue affermazioni di Costa sul fatto che la maggioranza dei vicentini non si oppone alla costruzione della base!!!
FALSO E IPOCRITA!!! Se caro Costa ti incontrassi per strada, molto difficilmente mi tratterrei !!
Mi chiedo: ma questo fenomeno, ex-vicesindaco e sindaco di Venezia nei partiti di centro sinistra, con quale coerenza personale prende per il CULO un esempio spontaneo di DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA e sano attaccamento alla POLITICA (come vicinanza alla polis) quale lo splendido referendum di domenica?!!
Personalmente mi sento ancor più offeso, se si considera che il referendum è stato effettuato grazie a volontari, che si sono pagati la cena, che hanno pagato la benzina per far funzionare un generatore e illuminare il gazebo!! Come può un c..ne, pagato fior di quattrini da uno stato servo, fare certe affermazioni dementi?!!
Ma nessuno di loro è così intelligente da osservare quattro numeri delle elezioni amministrative di meno di un anno fa?!! I risultati a me obiettivamente positivi! Ricordate: No comunicazione (TVA e GdV insegnano!), molte persone erano male informate sulle modalità di voto), consiglio di stato, gazebo sui marciapiedi, unica giornata ecc.
E ancor più rabbia mi fa che nessuno replichi a quell'idiota dicendogli che sta dicendo una vera CAGATA! Lo indica lui un referendum pro base: scommetterei che pur facendo votare tutta la provincia di Vicenza (non solo il comune) non raggiungerebbe 24000 votanti! Ora basta e scusate lo sfogo...ma gente di certi partiti che fa tali affermazioni mi fa capire come difronte ai soldi e al potere siano tutti uguali, opportunisti-ipocriti-incoerenti!!!

 
Alle 10 ottobre 2008 02.32 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

ahah, Andrea è finalmente esploso! Bravo! Costa non fa altro che continuare ad essere quel che è sempre stato: un mediocre politichello che sguazza a suo agio nei giri del potere; e pure un po' leccapiedi. Che gliene può fregare a tipi come lui della partecipazione popolare? Anzi, a questi la piazza fa venire l'orticaria. Così internet.

 
Alle 10 ottobre 2008 09.54 , Anonymous francesca danda ha detto...

io ho scrutinato dalle 8 del mattino alle 21 di sera in strada bertesina (in realtà abbiamo aspettato fino alle 23 che qualcuno del presidio - che ha fornito le attrezzature - venisse a riprendersi gazebo, panche, tavoli, sedie e neon ma, non vedendo nessuno, abbiamo caricato l'auto all'impossibile e, col carretto improvvisato, a passo d'uomo abbiam portato tutto noi al presidio...).
in merito alla comunicazione, è vero che molti non avevano chiarissimo il quadro della situazione. tanti che passavano di là per caso ci hanno chiesto di votare pur non essendo iscritti alla nostra sezione di voto ed abbiam dovuto mandarli al loro seggio (alcuni erano proprio scocciati…); addirittura persone da fuori (quinto, marola, ecc...) sono venuti lì pensando di poter votare... e li abbiamo rimandati a casa!!. faceva freddino e ci si annoiava un po' (a differenza di altri punti di raccolta, il nostro corrispondeva ad un'unica sezione ed il bacino dei votanti non era per questo numeroso, considerata poi la percentuale di affluenza), ma la soddisfazione di tutti era palpabile. sono due gli aspetti che, personalmente, mi hanno sopresa:
1- la partecipazione di moltissime persone anziane (mi riferisco agli ottantenni e oltre) che, a torto considerate rimbambite e disinteressate, hanno dimostrato di essere la fascia della popolazione maggiormente consapevole del fatto che la democrazia non è un diritto ereditario, acquisito tout court senza sforzo, ma una conquista che va costruita e difesa ogni giorno; altra grande lezione di civiltà, a dispetto dell’età anagrafica, l’hanno data dimostrando di sentirsi investiti della responsabilità di proteggere la vita futura del proprio territorio non per se stessi, ma per le generazioni a venire; peccato che la nostra società li tagli fuori: avremmo così tanto da imparare da loro…
2- la solidarietà e la voglia di condivisione dei residenti: durante la giornata siamo stati letteralmente sommersi da croissant, thermos di caffè, pasticcini, biscotti fatti in casa, bibite, soppressa e pan biscotto, cioccolatini e… dulcis in fundo, parampampoli post scrutinio (che io giammai avevo gustato prima di allora…); la gente che passava si fermava e ci chiedeva se avevamo bisogno di qualcosa, quanti votanti erano venuti, se avevamo notizie dagli altri seggi… una comunità in movimento insomma, desiderosa di riscoprire l’aggregazione attorno a cause forti ed il contatto con gli altri.
Unica nota negativa in 13 ore (ma anche comica direi): una signora che, pur non essendo residente a Vicenza, prima ha provato a votare (per trarci in inganno e dimostrare col suo gesto che la consultazione non si svolgeva in modo regolare, presumo…) e poi, scoperto l’arcano, ha cominciato a inveire contro tutti i volontari dicendo che eravamo pagati, rubavamo i soldi anche suoi (…) e cose del genere…. Quando assisti a queste scene, come quelle di chi ha esultato alla sentenza del consiglio di stato e tante, tante altre, come fai a riconoscere ad un soggetto collettivo la dignità di interlocutore, di parte in conflitto?

Comunque, al di là di questo, è stata un’esperienza memorabile!

 

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