lunedì 29 settembre 2008

Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di CINZIA BOTTENE

1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?

Sulla vicenda della nuova base al Dal Molin tutti hanno avuto modo di esprimersi: due governi, due consigli comunali, la magistratura, forze politiche, economiche ecc.. Gli unici soggetti a non aver avuto questa possibilità sono gli abitanti della città su cui poi ricadranno le conseguenze di questa scelta. I vicentini hanno il diritto ad essere informati e coinvolti e a partecipare ad una decisione che avrà ripercussioni pesanti per il futuro della nostra città. Democrazia è anche partecipazione e questo non solo è un diritto ma anche un dovere per ognuno di noi.

2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No

1) Serve preservare ad usi collettivi l’area del Dal Molin, una delle poche aree vaste non edificate in un contesto caratterizzato da un rapido consumo di territorio naturale ed agricolo e da un’urbanizzazione selvaggia;

2)con la costruzione della base Vicenza diventerebbe sede della più importante base USA in Europa e quindi potenziale obiettivo di atti terroristici. Noi vogliamo vivere in una città sicura;

3) nel sottosuolo dell’area del Dal Molin si trova una delle 4 falde acquifere più grandi d’Europa che alimenta la città di Vicenza, Padova e tutto il sud del Veneto. Questo bene prezioso, che va salvaguardato e protetto, verrebbe messo in pericolo dalla costruzione della base.

3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?

Per noi non sono mai esistite motivazioni di tipo ideologico ma solo e unicamente ragioni concrete ed oggettive.
Sulla popolazione vicentina non si avrebbe nessun tipo di impatto positivo con la costruzione della base. Molteplici , invece, quelli negativi, messi in evidenza anche dalla VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale) approvata dalla Regione Veneto il 18/12/2007, che ha evidenziato le seguenti problematiche:

“ostacoli al deflusso sotterraneo delle acque per opere o locali interrati;
modifica del regime delle acque piovane causato dalla impermeabilizzazione dei suoli;
diminuzione della quantità d’acqua drenata dal fiume Bacchiglione;
contaminazione dell’acqua e del suolo, in caso di sversamento accidentale,
maggior richiesta d’acqua per le attività in essere, che ricade sulla falda artesiana profonda;
emissione di gas e polveri, sia in fase di cantiere che di esercizio;
inquinamento luminoso ed acustico, sia in fase di cantiere che di esercizio
pesanti ripercussioni sul piano dell’inquinamento ambientale, acustico e luminoso a causa dell’aumento del traffico e delle attività militari.”


A tutto questo va aggiunto:
problematiche sociali per la presenza in città di 50000 soldati (la presenza statunitense complessiva si aggirerà sulle 20.000 persone considerando le famiglie e i lavoratori civili);
aumento dei costi a carico dello Stato italiano e quindi di tutti noi per il mantenimento delle basi USA in Italia (nel 2004 lo Stato italiano, come si evince da fonti ufficiali, ha pagato 27.500 euro per ogni militare statunitense operante in basi USA in Italia, );
costi a carico dello Stato italiano, e quindi di tutti noi per infrastrutture, e opere di urbanizzazione tra cui la prevista Tangenziale Nord,funzionale solo a collegare Ederle e Dal Molin.
Anche le tanto sbandierate ricadute economiche positive sulle industrie vicentine non esiste dal momento che i lavori al Dal Molin sono stati appaltati alle cooperative CCC e CMC di Bologna e Ferrara, mentre i lavori ai villaggi ed a Longare sono stati affidati ad una ditta di Parma e a una tedesca. Nessun lavoro è stato appaltato a ditte vicentine!

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5 Commenti:

Alle 29 settembre 2008 15.05 , Blogger Stefano Balbi ha detto...

Stimo molto la Bottene per il suo impegno in questa storia e anche le sue risposte in questa occasione dimostrano che abbiamo davanti una persona poco ideologizzata e molto concreta in relazione ai costi e benefici di questa nuova base...
Certo quanto detto non si applica a tutto il movimento No Dal Molin.
In ogni caso, spero ardentemente che alla fine la partecipazione possa vincere domenica prossima.

 
Alle 29 settembre 2008 15.30 , Anonymous francesca danda ha detto...

è una persona che è stata capace di stravolgere la sua vita privata e di affacciarsi sulla ribalta pubblica (con tutta la m---a che questo comporta) per far luce su quest'affronto alla collettività vicentina (e alla democrazia) ed ha tutta la mia stima. ci vuole un gran coraggio, perchè purtroppo dire le cose come stanno e riuscire a farsi ascoltare, in questi giorni di anestesia collettiva al senso critico e di catalessi nei confronti della ricerca della corretta informazione, è molto più difficile che sparare colossali menzogne.
e comunque anche variati mi sta sorprendendo: ha fegato, e tanto. è stato lasciato completamente solo dai vertici del suo partito e questo dovrebbe dire molto sul fatto che non sta agendo sulla base di alcun calcolo politico. credo si stia muovendo ai limiti di quello che il suo ruolo istituzionale gli consente.

a proposito di partecipazione...ma ste benedette lettere quando arrivano?

 
Alle 29 settembre 2008 16.25 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Sono arrivate a me oggi, ma io abito a Monticello Conte Otto, e non vi dico la sorpresa: consultazione popolare sul "Dalmolin" anche nel comune di Monticello Conte Otto. Sempre il 5 ottobre, testo più esplicito di quello da votare nel capoluogo: "Sei favorevole ad usi civili edi interesse collettivo dell'area dell'areoporto Dal Molin, come proposto dal Sindaco di Vicenza, anziché ad usi miitari con l'insediamento della nuova base USA?". L'assurdo è che nessuno ne sapesse niente, mai sentita o letta una sola parola al riguardo. E' uno scherzo o davvero andiamo a votare anche noi? Se così fosse, si tratterebbe di una bella propagazione a cascata di stille di democrazia rappresentativa.

Concordo con Francesca sul coraggio di Variati. Non mi piace quando si atteggia da sindaco/sceriffo (neanche fosse Veltroni!!), ma sul Dal Molin si sta muovendo alla grande. E poiché questo è il tema più importante, avanti così Variati.

Riguardo quel che dice Stefano, non capisco perché dovrebbe essere negativo un approccio più ideologico alla questione. Detto che una secca analisi costi/benefici è comunque utile, decidere solo in base a questo mi sembra più miserello che non inquadrare la questione in una visione più articolata della politica e della società. Il Dal Molin americano non ha conseguenze solo per noi vicentini, non è solo una faccenda urbanistica (come sciaguratamente affermato dalla Bottene davanti a Prodi a Trento), ma anche un tassello in quadri di politica nazionale, internazionale, mondiale. E' una questione dai forti risvolti etici e, appunto, ideologici. Chiama in causa la visione che abbiamo del nostro futuro, della società in cui vorremmo veder vivere i nostri figli. Società di armi e di consumi o società di pace e di valori?

La nuda analisi costi/benefici è necessaria, fermarsi lì è un peccato, un'occasione persa per aprire finestre su dibattiti di più ampio respiro. Altrimenti si arriverebbe (come giustamente ricordava Francesco in qualche commento precedente) alla conseguenza che se il Dal Molin davvero fosse conveniente non ci sarebbero ragioni per votare sì. Io voterei sì anche se mi proponessero di mettermi in tasca qualche milioncino di euro, anzi, lo farei con più gusto ancora. Vendere la propria terra per un sacchetto di denari?? Scherziamo?

 
Alle 29 settembre 2008 17.12 , Blogger Stefano Balbi ha detto...

Hai ragione, figuriamoci, tuttavia le ideologie sono soggettive mentre l'analisi costi benefici (se fatta bene) è più oggettiva e quindi permette di mettere le basi per una discussione che veramente coinvolga tutti... altrimenti si finisce a darsi dei comunisti e/o dei fascisti e nessuno si muove di un millimetro...

Nel concreto, penso che a Vicenza bisogna spiegare alla gente che avere la nuova base diminusce la loro qualità di vità, anche in termini monetari, a prescindere che siano contro la politica estera degli USA o meno...
ossia qualsiasi essere umano ragionevole non la dovrebbe volere, ma quando si parla per ideologie a volte si perde di vista la ragione...

Credo che il movimento Dal Molin sia stato importante anche perchè è stato sempre composto da tutte le fascie della popolazione, non solo da quelli contro le servitù militari... se fosse stato così non saremmo arrivati alla consultazione. Poi va dato atto che il movimento è partito da lì (comittato di osservazione sulle servitù militari).

 
Alle 30 settembre 2008 10.48 , Anonymous francesco mariga ha detto...

io credo che anche un'analisi costi benefici si inserisca in un dibattito ideologico. il problema è che significato vogliamo dare al concetto "ideologico".
il denaro assume un significato a seconda dell'importanza che ciascuno dà a esso. c'è chi preferisce arricchirsi per comprarsi una macchina più grossa, e chi risparmia per comprarsi una casa. sono due punti di vista che coinvolgono il denaro ma soprattutto uno stile di vita.
ora, se spostiamo la discussione dall'ambito privato (chiunque è libero di decidere se comprarsi un'auto o una casa, e di fare le attività, sempre in campo lecito, che più gli interessano) a quello pubblico, il concetto cambia notevolmente.
il bene pubblico è per costituzione sottratto a speculazioni private, e ne deve essere garantita la sua qualità e sostenibilità nel tempo.
per questo un bene pubblico come il dal molin non dovrebbe sottostare a logiche economiche. come non rientrano in logiche economiche molti servizi pubblici: il trasporto pubblico è per definizione in passivo, le scuole pubbliche pure, gli ospedali anche. siamo noi che con le tasse li finanziamo.
ecco, credo che un bene come il dal molin sia da considerare pubblico, proprio in ragione del fatto che ormai di spazi verdi così vasti il nostro territorio ne è privo. tesi sostenuta giustamente e logicamente dalla Bottene.

un discorso di questo tipo verrebbe tacciato subito come ideologico da molte persone. e nemmeno preso in considerazione.
però senza alti ideali una società non va lontano. e sottostare solo a regole economiche, è credere in ideali che volano molto bassi.

 

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