Consultazione sul DAL MOLIN: le risposte di ROBERTO CATTANEO, Comitato SI Dal Molin
1. Ritiene sia importante andare a votare alla suddetta consultazione? Perchè?1. Non ritengo sia importante andare a votare, ma esattamente il contrario perché il quesito è assai mal posto. Si chiede il parere sull’avvio di un “….procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" quando la “proprietà” rappresentata dallo Stato (Ministero della Difesa) ha già dichiarato, per iscritto, indirizzando una lettera al sindaco Variati che l’area in oggetto non è in vendita. Il perché quindi è semplicemente dato dal fatto che così posto il quesito diviene assolutamente fuorviante per il cittadino. Diverso sarebbe stato se il quesito si presentava chiaro e netto : BASE SI - BASE NO.
2. Tre ragioni (max 5 righe per ciascuna) per cui voterà Si/No
2. Esternare il voto è sempre un fatto delicato ma in questo caso lo diviene ancora di più, anche perché il quesito è ambiguo. Per il fatto che se si vota SI si è contro la Base, se si vota NO si è a favore. Un bel pasticcio per cui pongo la cosa in termini diversi . Sono favorevole alla costruzione della Base e non andrò a votare per lasciare, per quel minimo che mi riguarda, la piena responsabilità di questa consultazione-trappola a chi l’ha promossa.
3. Al di là delle motivazioni ideologiche, quali ritiene siano gli impatti positivi e/o negativi, per la cittadinanza vicentina, del progetto di base militare statunitense nell'area "Dal Molin"?
3. In un mondo globale non possiamo ritenere che una alleanza così forte con gli Stati Uniti, diventata nei decenni, amicizia più che forte, sia una anomalia rispetto ad altri movimenti quali quelli che, ad esempio, riguardano buona parte della nostra industria che da anni si è trasferita in tantissimi paesi di tutto il mondo. La presenza americana a Vicenza oltre a recare lavoro e quindi ricchezza , è anche un esempio concreto della solidarietà che ci unisce a quel paese. Può diventare ancor più importante, e sono convinto che sarà così, se si svilupperanno rapporti economici, culturali, sociali e assistenziali. Per far questo serve una disponibilità reciproca al dialogo e in questo si potrà valutare la volontà di una amministrazione comunale che punti realmente al superamento delle divisioni fatte crescere in città da gruppi integralisti.
Etichette: Interviste, Politica Vicentina, Referendum sul Dal Molin


1 Commenti:
scusi signor cattaneo, io non mi sento per nulla integralista.
se è questo il suo pregiudizio verso chi ama il proprio territorio e ripudia ogni forma di guerra, mi dispiace molto per lei. ha una visione ristretta.
dare dell'integralista a chi non si allinea è forse tipico di chi non vuole partecipare al dialogo. invece io e molti altri siamo interessati a capire le vostre motivazioni. e mai vi abbiamo etichettato integralisti filoamericani.
a quanto pare il vostro appoggiare la base si collega ad un allineamento senza se e senza ma alla potenza americana come padrona dell'economia mondiale. la vedo riduttiva come visione globale del mondo. a maggior ragione alla luce di quello che sta succedendo in campo finanziario negli stati uniti.
l'ho già detto precedentemente, e lo ripeto ancora: l'economia europea non dipende più da quella americana come trent'anni fa. semmai da quella asiatica. e un crollo della borsa di hong kong sarebbe un disastro ben peggiore di del crollo che è in atto a wall street.
quante imprese commerciano con la cina, e quante con gli stati uniti?
non vorrei dover tirare in ballo finmeccanica, forse il miglior partner commerciale dell'esercito americano, ma a quanto pare se è in questi termini che bisogna valutare la cosa allora cerchiamo di capirla bene.
in tutto il mondo l'euro ha ormai superato il dollaro.
se prima, nel momento di andare in paesi del terzo mondo, si aveva la necessità di avere dollari, ora vengono preferiti gli euro.
cosa vorrà dire questo?
non sono un economo, ma la puzza di bruciato che viene da wall street ormai non giustifica più questo servilismo verso l'economia americana. anzi, l'atteggiamento militaristico del governo americano negli ultimi anni serve a coprire una debolezza economica imbarazzante.
sono milioni le famiglie sul lastrico in america, e non mi stupisce la quasi nazionalizzazione del principale esponente finanziario, AIG.
certo, se dovessimo far riferimento solo a quello che ci viene detto dal tg1 e tg5, viviamo ancora nel bengodi americano...
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