venerdì 5 settembre 2008

CASO QUERO: E I VICENTINI?

E’ ormai nota la vicenda che ha visto coinvolto lo scorso fine settimana l’ormai ex Assessore alla Cultura del Comune di Vicenza, Matteo Quero. Il caso del politico, fermato dalle forze dell’ordine per sottoporlo all’alcool test, rifiutato poi da Quero, è un po’ sulla bocca di tutti.

Il primo perdono e la sucessiva accettazione delle dimissioni da parte del Sindaco Achille Variati hanno però destato più di qualche dubbio, sia tra i sostenitori dell’opposizione consigliare che tra i gruppi più vicini al PD e a Variati.
La valutazione è complessa e mischia la dimensione pubblica e privata, come inevitabilmente succede ad un personaggio pubblico ed ancor di più a chi riveste ruoli istituzionali.

I vicentini però, da bravi frequentatori dei salotti buoni, non hanno perso tempo ad intavolare una classica discussione da Bar Sport, poco costruttiva per tutti.
Ho spesso sentito parlare che c’era più da chiedersi come mai Quero fosse lì a quell’ora di notte (era, per la cronaca, nei pressi di Ponte Alto – zona Vicenza Ovest) e se avesse o meno ingerito alcool o ancor peggio sostanze stupefacenti.
Premesso che un politico non dovrebbe mai e poi mai ritrovarsi in tale scomoda situazione, la cosa che personalmente mi ha lasciato più perplesso è stato il comportamento del Primo Cittadino. Il Sindaco Variati ha prima riabilitato l’Assessore, perdonato e insignito del ruolo di testimonial per la sicurezza stradale, salvo poi, pochi giorni dopo, accettarne le dimissioni e dichiarare pubblicamente il venir meno della fiducia nei confronti di Quero.

Ora, quella che per Variati poteva essere un’iniziale buona mossa, che aveva riscosso anche il successo dell’opinione pubblica giornalistica locale, dimostrando la solidità della maggioranza di centro sinistra, è stato un pericolosissimo boomerang per la stabilità della Giunta. Il dietrofront ha infatti destabilizzato certi equilibri, sia nella cittadinanza che nella maggioranza consigliare.

Il tutto poi è stato inevitabilmente utilizzato dal centro destra per richiedere delucidazioni sul comportamento, quantomeno ambiguo, di Achille Variati.

Bene, i vicentini come valutano politicamente la questione? Il Sindaco ha a mio avviso dimostrato una certa superficialità nel non prendersi un tempo congruo per delle decisioni. Ha probabilmente agito d'istinto senza consultarsi con la sua Giunta, per salvaguardare una presunta stabilità direttiva, che ora rischia seriamente di rompersi.

Dispiace per Quero, che onestamente mi sembra una persona corretta e capace, che ha commesso un clamoroso passo falso, del quale ha pagato lo scotto inevitabile.

Etichette:

10 Commenti:

Alle 05 settembre 2008 21.05 , Anonymous stefano balbi ha detto...

La mia idea è che Quero fosse uno dei favoriti da Variati e che quindi avrebbe chiuso un occhio sull'alcool, con l'escamotage di farne il testimon e della guida sicura, poi quando sono comparse le ombre della prostituzione la situazione è divenuta insostenibile è ha dovuto scaricarlo.
Al di là dei giudizi (non facciamone il caso Clinton), credo che il sindaco representi bene il popolo vicentino (e il suo marchio di fabbrica democristiano) pronti a sorvolare sul gotto in più, ma quando c'è di mezzo il sesso...
Eppure mi chiedo, come mai abbiamo nel nostro Comune (e Provincia) lap-dance e locali osè in abbondanza: d'accordo saranno più lagali (mica tutti), ma che tristezza...
Comunque, per l'errore di aver fatto l'alcool test, Quero paga giustamente con le dimissioni dall'inacrico pubblico. La maggioranza non dovrebbe essere intaccata da un errore personale.

 
Alle 06 settembre 2008 12.13 , Blogger Mauro Maruzzo ha detto...

1. Quero ha sbagliato "solo" a rifiutare l'alcol test secondo me
2. Dietro le incertezze di Variati e la confusione generale intravedo la bagarre nella maggioranza per le poltrone, cancro politico odierno. Senza dimenticare l'invidia di molti per quel posto dato a uno che nel PD non ha mai avuto un ruolo centrale. Quel posto doveva essere della Sala o di Formisano, e vedrete che lo sarà. Il fatto che Quero fosse esterno a certi giochi politici partitici era solo un bene per me.
3. Stimo Quero per quanto ha potuto far in questi mesi: di più e meglio di quanto fatto da parecchi anni a questa parte.

 
Alle 06 settembre 2008 13.57 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Quero era in gamba, avevo davvero molta fiducia in lui, ma s'è giocato tutto con una cavolata colossale: come può pretendere di fare campagne di responsabilizzazione, e nello specifico di invitare i giovani a sottoporsi ai test fuori dalle feste rock, proprio lui che si è rifiutato di fare l'alcol test davanti alla polizia?
Non lo si può giudicare dal punto di vista personale, per carità, ma dal punto di vista politico non gli restava altro che dimettersi. E per questo credo che il risvolto più penoso dell'intera vicenda siano state le foto pubblicate dal Giornale di Vicenza, con Quero in lacrime nello studio di Variati, guarda caso con un fotografo che passava proprio di lì in quel momento. Una messinscena pietosa che mette bene in luce che cos'è la politica al giorno d'oggi: una questione di immagine.

Andando un po' più in profondità sui problemi alcol e prostituzione, credo che queste situazioni siano il frutto di politiche miopi ed ipocrite, che non hanno speranze di successo nel risolvere alcunché. Mi riferisco, in una parola, al PROIBIZIONISMO, l'unica strada che la politica sia capace di percorrere oggi. La marea di assurde ordinanze che spuntano tutti i giorni nei Comuni del Belpaese ce lo esemplifica magnificamente: a Verona non si può più fumare una sigaretta seduto in un parco, a Vicenza non si può bere una birra per strada (come in America!), né fermarsi con un camper per una sosta, non mi ricordo dove non si possono più fare i castelli di sabbia in spiaggia. Per non parlare di quella, ora cancellata, che vietava di sdraiarsi per terra a campo marzo. Siamo all'assurdo, tutto ciò è spaventoso perché mostra come si stia perdendo la misura, il senso stesso di cosa sia umano e cosa no. Siamo liberi di consumare e fare qualunque tipo di affari, anche sporchi, senza remore alcune, ma la libertà della società cosiddetta liberale si sta riducendo a questo: liberalismo economico spinto e proibizionismo su tutto il resto.
Il proibizionismo è una strada che sa sola non porta da nessuna parte se non a peggiorare le cose. Per quanto riguarda l'alcol, prima di proibire bisognerebbe EDUCARE e fornire ALTERNATIVE. Per quanto riguarda la prostituzione bisognerebbe legalizzare e controllare le case chiuse, e basta. L'attuale situazione insostenibile di sfruttamento, degrado e affari criminali verrebbe risolta in modo relativamente semplice. Ma ancora una volta in Italia, con il colpevole appoggio di una Chiesa cui evidentemente non creano troppi problemi diciotteni nigeriane e romene costrette a vendersi in strada, l'ipocrisia trionfa.

 
Alle 06 settembre 2008 15.56 , Anonymous stefano balbi ha detto...

Ricollegandomi a Mauro, concordo sul suo unico errore di non fare l'alcool test.
Sui giochi politici: bisogna ammettere che il PD non fosse poi così favorevole a Quero, anche perchè non si era legittimato con i voti ( meno di 100), nonostante la spesa personale sostenuta per la pubblicità (ingente). La Sale mi pare fosse sui 400, ma potrei sbagliarmi...
E, sempre sui giochi politici: l'opposizione non si è risparmiata attacchi personali senza scindere l'uomo politico dalla vita privata... ormai sembra normale nl mondo politico attuale dove è tutta questione di immagine.

 
Alle 07 settembre 2008 15.13 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Neanche a farlo apposta, non si fa nemmeno in tempo a parlare:

Prostituzione: Carfagna: multe alle lucciole e ai clienti

Milano, 9 ago. (Apcom) - Per combattere la prostituzione occorre multare sia le lucciole sia i clienti. "La mia idea è che vada multato non solo chi la pratica, ma anche chi se ne avvale". Lo ha dichiarato il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, in un'intervista al Foglio.

 
Alle 09 settembre 2008 10.03 , Anonymous Francesca Danda ha detto...

Partendo dalla condivisione del fatto che tutto questo perbenismo fa un po' ribrezzo, secondo me l'ex assessore, oltre a sottoporsi all'alcool-test, avrebbe dovuto rifiutare il primo "perdono" del sindaco, perchè così facendo ha esposto la giunta (un po' di gente onesta, da tanti anni a questa parte) ad inevitabili attacchi da parte dell'opposizione che, dimenticando da chi è presieduta e rappresentata a livello nazionale, si è riempita la bocca di concetti quali "valori", "morale" e così via... Se la cosa si fosse conclusa lì, sarebbe stata evitata la sparata della campagna sulla sicurezza stradale (ma davvero pensano che ai giovani che si sballano freghi qualcosa di ciò che fa un assessore? non penso proprio. è stato un esempio di tecnica avanzata di comunicazione politica per gestire la crisi, che infatti ha centrato l'obiettivo mediatico di generare consenso), ma soprattutto si sarebbero affievoliti i riflettori sul "povero" Quero che magari, tra qualche anno, avrebbe potuto rilanciarsi sulla scena amministrativa. A come stanno le cose adesso, invece, politicamente si è bruciato per sempre...

Sul proibizionismo: se fissassero il limite massimo di alcolemia a 0,0 staremmo tutti più tranquilli: la legge apparirebbe per quello che è, cioè integralista, e chi guida saprebbe chiaramente che non può nemmeno annusare un bicchiere di vino. Così è solo un modo per rempire i giornali e le casse degli enti pubblici...
D'accordissimo sulla riapertura delle case chiuse, ma purtroppo il bigottismo di chi non vuole vedere signorine discinte lungo le strade è impulso politicamente più potente delle migliaia di storie di sfruttamento alla prostituzione, sopraffazione e violenza che si potrebbero risolvere con un intervento ben più radicale delle multine agli avventori... Ma come è già stato accennato, in un Paese tenuto sotto scacco dalla morale vaticana (e non dico cristiana apposta, forse perchè reduce dalla meravigliosa messa di Don Gallo) questi problemi non li si affronta perchè non li si guarda nemmeno, onestamente, per quello che sono.

 
Alle 09 settembre 2008 18.09 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Una puntualizzazione sul mio primo intervento: quando parlo di ALTERNATIVE, in relazione all'alcol, non mi riferisco solo al dare ai ragazzi la possibilità di passare serate in modo più costruttivo e forse più divertente che ubriacarsi al pub o in disco. Mi riferisco, anche e soprattutto, alla possibilità per i ragazzi (e non) di sbronzarsi e tornare a casa senza dover prendere su la macchina. In concreto, la politica di devitalizzare il centro di Vicenza per lasciar dormire bene i vecchietti (le ordinanze che non ti lasciano bere e stare assieme nelle piazze e nelle vie della città, i locali che chiudono all'una il venerdì sera...) hanno avuto come conseguenza il fatto che, se magari ci si trova in centro per l'aperitivo o lo spritz, poi si è comunque costretti a prendere la macchina e andare fuori. Vicenza, di notte, è morta, ma i ragazzi, di notte, non lo sono. Dove sono? In giro in macchina, alla ricerca di quei pochi posti fuori città in cui fare un po' di festa non sia considerato reato, inevitabilmente con il tasso alcolemico fuori norma (tra parentesi 0,5 è troppo basso, va bene per una multina da 50€, non per incorrere in tutti i casini del caso).

Non vorrei diventare tedioso rapportando Vicenza a Gent, dove ho vissuto 6 mesi, ma viene inevitabile. Dunque, 6 mesi, senza macchina, senza mai sentirne il bisogno alcuno: mezzi pubblici efficientissimi, anche di notte, piste ciclabili ovunque (con la polizia a steccarti sui fanali rotti, non sull'alcol), città vitalissima, anche al lunedì, fino a mattina. Per andare fuori città, se proprio fosse stato necessario, treni veloci, puntuali, con corse ogni mezzora, fino a mezzanotte circa. Collegamenti stazioni-città-periferia comodissimi grazie a bus e tram, frequenti, rapidi, economici e silenziosi, fino a tarda notte, anche al lunedì. Il venerdì e il sabato per tutta la notte autobus gratuiti ogni mezzora dal centro di Gent ai quartieri periferici. Per andare in discoteca, o alle feste più trendy, corriere che partono da una delle piazze centrali, carichi di tipetti e tipette tutti belli infighettati. Sembra troppo? Non si creda ci siano chissà che risorse più di qua, è solo una questione di cultura e mentalità. Per loro il divertirsi e lo stare assieme, anche e soprattutto bevendo, sono comportamenti naturalissimi, e nessuno si sognerebbe di buttarci sopra moralismo o ipocrisia. Le balle le tirano su tutti qualche volta, e delle loro mille birre sono più che orgogliosi, giustamente. La città vive anche grazie agli studenti che ha e che si coccola, ed è la normalità dare a loro possibilità di svago che qui da noi siamo costretti a sognarci, o a reinventarci semi-clandestinamente.

PS: ovviamente le case chiuse sono legali. Uno stato cattolico, seppur molto secolarizzato, può anche non essere del tutto bigotto.

PPS: bello e condivisibile l'articolo sul caso Quero di Alessio Mannino su VicenzaPiù.

 
Alle 13 settembre 2008 18.22 , Anonymous cristiano spiller ha detto...

Prima di tutto un saluto a tutti ... era molto che non scrivevo su Vicenza Partecipa!
Devo dire che il caso Quero, per quanto sconveniente, avrebbe potuto senz'altro essere gestito meglio, da tutti e da Quero stesso in prima persona; così però non è stato fatto, lasciando strascichi di polemiche ed anche qualche ferita aperta nella maggioranza.
Quero per me ha sbagliato.
Prima di tutto ha sbagliato nel non accettare l'alcool test, sperando probabilmente di cavarsela con una multa. Non mi interessa se avesse solo un po' alzato il gomito o invece fosse ubriaco fradicio, non mi interessa se si fosse fermato da una prostituta oppure avesse fatto assunzione di droghe. O meglio, mi interessa, ma non è certo l'unico; non sono certo io che posso giudicarlo per questi atteggiamenti.
Ma Quero ha sbagliato anche dal punto di vista politico, e questo mi interessa di più, visto che era anche il "mio" assessore; ha sì presentato le dimissioni, ma quando le presenti in maniera non irrevocabile, in realtà vuol dire che speri che vengano rifiutate. Quero non era assessore all'edilizia privata o allo sviluppo economico, ma alla cultura e alle politiche giovanili! Sarebbe stato il caso, fin da subito, di fare un passo indietro. Questo avrebbe evitato stupide illazioni e attacchi spropositati sia a lui che al sindaco; l'opposizione ed i media hanno fatto di questo caso un tipico esempio di "arma di distrazione di massa", distraendo appunto l'opinione pubblica dalle vere questioni importanti.
Ma ha sbagliato, sempre a mio parere, anche il sindaco. Credo anch'io che fosse un suo "preferito" e probabilmente a ragione, perché in questi primi mesi Quero aveva dimostrato competenza ed efficienza. Inoltre Variati sapeva che liberare un assessorato avrebbe mosso le acque nella maggioranza, rimescolando le carte appena fatte; sapeva che qualcuno avrebbe alzato la mano, qualcun'altro la voce. Il dare una "seconda possibilità" era più che lecito ... dopotutto Quero non aveva mica ammazzato qualcuno! Ma Variati non doveva forse agire con così troppa fretta; poteva prendersi qualche giorno, vagliare i fatti con precisione e completezza, magari ritirare le deleghe dell'assessore per qualche tempo, e decidere a tempo debito e vespaio finito. Col suo dietrofront, in effetti, non ha fatto una buona figura, ma a parole è facile ... chissà cosa avrei fatto io al posto suo!!!
Dagli altri commenti sono emersi altri spunti interessanti, anzi, sicuramente più interessanti del caso in sé. Per esempio sono anch'io pienamente d'accordo sul fatto che viviamo in un paese assolutamente ipocrita e proibizionista. Tralascio la questione prostituzione, troppo complessa (ci vorrebbe un forum a parte?), e mi soffermo invece sulle mille norme e divieti che nascono ogni giorno. Prima di tutto per me è un problema di civiltà: se si arriva a vietare di fumare, a sostare con un camper, a sdraiarsi per terra, a bere per il centro, è anche perché qualcuno ha abusato di questo diritto, comportandosi in maniera sbagliata. Poi è un problema politico, perché gli amministratori ottusi, siano di destra che di sinistra, pensano solo a reprimere, cosa assai più semplice e di maggior effetto mediatico, del trovare SOLUZIONI!!! Porta sempre più voti un sindaco sceriffo e uno con la testa!!! Faccio un esempio, potrà non sembrare appropriato, ma per me lo è: mi trovo spesso a cercare ospitalità per il mio gruppo scout, presso parrocchie, comunità, rifugi ... e sempre più spesso ricevo rifiuti; in alcuni casi mi viene infatti detto che: "in passato davamo ospitalità, ma poi un gruppo è venuto, ha rotto qua e rotto la, e se ne è andato ... ora non ci fidiamo più". Come dargli torto però? Nel momento in cui sfruttando certi diritti, qualcuno abusa di quegli degli altri, capita che vengano messe in atto misure repressive (che comunque non risolvono ma nascondono!).

Vorrei infine tornare su Quero; intanto correggo un intervento precedente: alle scorse elezioni aveva raccolto 151 preferenze e non meno di cento; a mio parere comunque irrisorie a fronte delle spese folli sostenute. Volevo poi esprimere un mio giudizio, assolutamente personale, che azzardo pur non conoscendo la persona: Quero ha sì dimostrato di poter fare bene l'assessore alla cultura, ma mi ha anche dato l'idea di politico della peggior specie! Nelle poche riunioni del PD a cui l'ho visto prima delle elezioni (poche non perché ne siano state fatte poche, ma perché si faceva vedere raramente) si è distinto per commenti direi abbastanza arroganti (sembrava che di giovani e cultura ne sapesse solo lui!). Inoltre di uno che spende, a quanto so, 20.000 euro di propria campagna elettorale per farsi eleggere in consiglio comunale ... io diffiderei un po'. E per finire c'è la questione del doppio incarico; infatti, oltre ad essere assessore, Quero era subentrato in consiglio provinciale a Rizzato (il quale era subentrato a Variati in consiglio regionale ... che giri!); secondo statuto del PD, avrebbe dovuto dimettersi da una delle due cariche perché, pur non essendoci incompatibiltà istituzionale, il PD chiede ai suoi membri di non tenere incarichi multipli (più che giusto direi!). Quero però, nonostante fosse stato "richiamato", non ha mai rinunciato alla seconda poltrona ...
Ripeto, non mi permetto di dare giudizi personali, ma siccome anch'io ho contribuito alla campagna del PD e quindi a farlo eleggere, mi sono permesso un commento, anche un po' cattivello, sul Quero politico.

Beh, direi che mi sono dilungato anche troppo!
Un saluto a tutti.

 
Alle 14 settembre 2008 02.16 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Grazie Cristiano per le tue riflessioni, interessante, per me, soprattutto l'ultimo paragrafo: com'è difficile cogliere la realtà di una persona, se la si conosce solo tramite i media. Ancora si vede come la politica (e non solo), nella società della comunicazione di massa, sia prima di tutto immagine, e quanto questa immagine sia poi adiacente alla realtà è tristemente arduo a stabilirsi, per l'elettore comune.
Con i politici (e non solo), tuttavia, a pensar male di solito ci si azzecca. Chi cerca tanta visibilità e affermazione personale in fondo qualche patologia dell'ego dovrà averla.
Oppure si aspettano le gaffe, come quella di Quero, come quella del deputato Mele, come le frasi intercettate o le battute inopportune di Berlusconi. Sprazzi rari di vera umanità (nel senso di natura umana). Manna dal cielo, in un certo senso..

 
Alle 14 settembre 2008 15.02 , Anonymous stefano balbi ha detto...

Sul proibizionismo vale la pena di riportare un pezzo di oggi di Repubblica secondo cui nell'Italia di oggi, vista da Veltroni, stiamo assistendo a...

un proprio "genocidio dei valori", un "un deserto storico e culturale", della deriva di una società "egoista e spietata" in cui "tutto è indistinto e tutto è lecito". Una pratica di governo che oscilla "tra annunci roboanti e misure ferree", senza mai risolvere i problemi. In cui "la protezione, o presunta tale, è al di sopra di ogni cosa, anche di libertà e diritti civili: anche così può cominciare l'autunno della democrazia e della libertà"

che si stia fecendo ispirare da Obama?... sarebbe ora.

 

<< Home page