mercoledì 9 aprile 2008

Cinque domande ai candidati sindaco:
CINZIA BOTTENE


Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?


- Dal Molin. Attuare tutti i mezzi a disposizione (pacifici) volti a bloccare la base;



- Democrazia: ricostruire dal basso le forme della partecipazione;



- Ambiente: difesa dei nostri territori e dei beni comuni da chi vuole trasformarli in merce. E, di conseguenza, risanare AIM, un patrimonio collettivo distrutto da una gestione politica volta alla spartizione..




Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?



Il risparmio energetico è un tema importantissimo che va sviluppato e concretizzato.


Sinteticamente:



incentivare, anche con sgravi fiscali, le forme di produzione alternativa di energia (v. pannelli solari ecc.);



sensibilizzare la gente – a partire dalle scuole - ad adottare quelle piccole scelte che fanno risparmiare energia (v. lampadine a basso consumo ecc.);



favorire forme di trasporto alternativo che permettano un risparmio energetico.



In particolare: favorire l’uso della bicicletta con la realizzazione di piste ciclabili sicure; dare la possibilità ai cittadini di usufruire di bici pubbliche, che possano essere prese in consegna in un punto della città e consegnate in un’altra zona, una volta arrivati a destinazione; incentivare l’uso dei trasporti pubblici (che devono essere di tipo non inquinante), adattando gli orari alle esigenze degli utenti, con tariffe più basse, e differenziate per le famiglie con più figli.





Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?



Secondo me i giovani non hanno bisogno di essere coinvolti. Sono rimasta allibita quando, nelle ultime settimane, partecipando ai vari dibattiti elettorali, sentivo parlare di coinvolgimento, come se i giovani fossero incapaci di avere una loro progettualità e avessero bisogno di tutor che li accompagnano in percorsi formativi.

Proviamo a rovesciare la questione. Vicenza è ricca di gruppi informali di giovani, che fanno spaziare la loro creatività dalla musica, al teatro, alle arti visive. Una produzione culturale di livello molto alto.

Il problema è che questa creatività non ha sfogo.

Non ha bisogno di essere accompagnata, ma di trovare luoghi fisici e virtuali per emergere.

Provate ad immaginare una possibilità: il riutilizzo sociale di aree dimesse; pensate all'ex Lanerossi dei ferrovieri, un complesso di archeologia industriale che potrebbe essere riadattato a sale espositive, per concerti e laboratori.

Potrebbe diventare un centro culturale di altissimo livello ed essere gestito non dal comune, ma in comune, dando spazio ad associazioni che, tra loro in rete, collaborino per la gestione della struttura.

Immagino un parco che diventa esposizione di sculture, i muri che diventano tele da dipingere...

Fantascienza? non credo, andiamo a vedere progetti simili in altre città europee e troviamo esperienze di altissimo livello.

Se non ci credete andiamo più vicino e prendiamo l'esempio dei magazzini del sale a Venezia:

dopo una lotta di giovani, studenti ed artisti è stato dato in comodato gratuito uno spazio stupendo dietro a San Marco, i commenti li lascio a voi visitate http://sale-docks.org/





Se fosse stata al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?



Hullweck ha delle gravissime responsabilità nella gestione della vicenda Dal Molin, per averla gestita in maniera personalistica e non nell’interesse del futuro della città.

Tutta la questione è stata ed è una pagina nera per la democrazia cittadina e nazionale. Si è avuta una totale mancanza di trasparenza e rispetto delle regole democratiche . Il compito primario di un sindaco è difendere la propria città e i propri concittadini e soprattutto non si possono imporre decisioni così importanti senza che vi sia ascolto e condivisione con gli i abitanti.

Per il futuro noi continueremo ad opporci in tutte le forme pacifiche, come stiamo facendo da ormai 2 anni, alla costruzione della base. In questo senso l’amministrazione comunale può agire in varie maniere: votare un o.d.g. contrario a quello del 26 ottobre 2006, che anche se non vincolante sarebbe un importante segnale politico; indire una sollecita consultazione cittadina (anche informale); agire nei campi di competenza comunale (v. autorizzazioni, allacciamenti, forniture) per ostacolare il progetto.





Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, edilizia, integrazione delle minoranze




Vicenza, pur essendo piccola, è la terza città più inquinata d’Italia. Negli ultimi anni si sono costruite decine di rotatorie che hanno sicuramente fluidificato il traffico e ridotto i tempi di percorrenza, ma proprio per questo hanno sortito il risultato di incrementare il numero dei veicoli.

Serve assolutamente una riduzione del traffico su gomma a favore di quello pubblico e per far questo, in primo luogo, si devono studiare forme di trasporto pubblico efficaci, rispettose dell’ambiente ed economicamente accessibili per i cittadini..

Va sviluppato il progetto di un metrobus che colleghi la città da est a ovest.

Si deve incentivare l’uso della bicicletta, come avviene in molte città italiane ed europee.




La nostra città negli ultimi anni è stata devastata dalla speculazione edilizia. Abbiamo perso il 40% di aree agricole nella provincia, e ovunque si volga lo sguardo si vedono capannoni e condomini, e questo nonostante vi siano migliaia di appartamenti chiusi.

Vicenza è ormai diventata un enorme monopoli dove pochi costruttori, sempre gli stessi, tirano i dadi e guadagnano sulla pelle dei cittadini.

Serve un’inversione di tendenza. Va rivisto il PAT tenendo conto unicamente dell’interesse generale. La città e il suo territorio sono beni comuni che vanno difesi dagli interessi di pochi.





Io credo in una città che sia accogliente e viva, in cui tutti possano conoscersi e vivere serenamente nel rispetto reciproco.


Etichette: ,

6 Commenti:

Alle 10 aprile 2008 18.44 , Blogger Stefano Balbi ha detto...

Peccato davvero aver ricevuto la risposta della Bottene così tardi: per quanto mi riguarda era tra quei candidati che attendevo maggiormente.
Non condivido la decisione di candidarsi per quel che il movimento NO DAL MOLIN ha rappresentato per me e per la città: una candidatura che secondo me disunisce il fronte di protesta che è stato molto ampio e trasversale a partiti e fascie sociali. Con questo non voglio mettere in discussione la sua persona che, anzi, in questi anni ha saputo interpretare un ruolo difficile e con una capacità di comunicazione che è migliorata costantamente: tanto che alle tavole rotonde di TVA sembrava il candidato in grado di utilizzare più propriamente la lingua italiana al fine di esprimere con forza le sue idee. Tuttavia rimango perplesso sulla scelta politica... avrei preferito che rimanesse un'azione civica, così si corre il rischio di disperdere il lavoro fatto. Poi diciamocelo che queste comunali sono estremamente dispersive. Bisognava compattare.
Detto questo, trovo le sue risposte estremamente vicine alle mie posizioni, anche se in certi aspetti meno concrete di quelle di altri candidati.
Ps: da quanto so i magazzini del sale a Venezia li hanno chiusi!

 
Alle 10 aprile 2008 18.50 , Blogger Stefano Balbi ha detto...

Mi correggo I Magazzini Del Sale sono stati sgomberati a novembre e poi hanno riaperto di recente. Un esempio della difficoltà di esistenza di certe iniziative... forse perchè etichettate come eccessivamente ROSSE.
La cultura non ha colore!

 
Alle 11 aprile 2008 10.31 , Anonymous Francesca Danda ha detto...

D'accordissimo sull'occasione mancata del compattare il fronte.
Sulla decisione di candidarsi e di provare a piazzare un paio di consiglieri in Comune invece sono d'accordissimo.
Diamo a quest'iniziativa il beneficio del dubbio!
Anche lunedì sera, nel suo discorso, c'era una sostanziale genericità nell'esposizione del "programma", ma il fatto è che questa lista è guidata più da ideali e forte senso etico che da singole proposte. E il rispetto di certi valori permane anche nel vagliare ogni specifico problema che si pone nell'ordinaria vita amministrativa, mentre i singoli provvedimenti si possono tranquillamente cambiare a seconda della convenienza post-elezioni, come purtroppo sappiamo bene tutti quanti. Preferisco conoscere il criterio di scelta che sentire l'anteprima sterile delle singole decisioni...

 
Alle 11 aprile 2008 15.12 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Premesso che non avevo una buona opinione di Cinzia Bottene come politico, soprattutto dopo la pessima figura fatta in diretta nazionale davanti a Prodi a Trento, devo dire che il suo programma mi convince al 100%: fossi stato io candidato sindaco avrei detto le medesime cose. A parte forse l'ostacolare con mezzucci la costruzione del Dal Molin dalla posizione di sindaco: ciò andrebbe fatto solo ed esclusivamente se, dopo un referendum comunale, la maggioranza dei cittadini si schierasse contro la base. Altrimenti un comportamento del genere svilirebbe il ruolo istituzionale.

Sono sicuramente d'accordo con Francesca che sarebbe meglio conoscere i criteri decisionali dei candidati piuttosto che le singole idee sui problemi concreti, ma credo invece che esporre idee concrete sia più vincolante di un'esposizione di valori ed ideali, che posso parimenti, e forse più, essere raggirati dopo le elezioni. Un esempio: tante belle parole contro le servitù militari nel programma dell'Unione 2006, poi alla prova dei fatti.. Peggio ancora è successo per la giustizia. Il rispetto di un impegno concreto è più facilmente valutabile del rispetto di un ideale, il controllo si riduce a un "hai fatto come avevi promesso oppure no?". Penso che siano necessarie entrambe le cose: una chiara visione politica d'insieme e idee concrete su come realizzarla. La visione politica della Bottene è condivisibilissima (per me), ma il fatto che non sia adeguatamente preparata sulle modalità di attuazione lascia trasparire una certa improvvisazione e affrettatezza. Per me prima di candidarsi sindaco uno dovrebbe prepararsi adeguatamente, studiare ogni singolo problema riguardante la sua città ed avere ben chiaro in mente come comportarsi una volta eletto. Non dico prendersi cinque anni di preparazione ma qualcosa del genere. Si decide sulla vita di 120000 persone, la responsabilità è tanta, la preparazione e la professionalità dovrebbero essere un presupposto.

 
Alle 11 aprile 2008 18.01 , Anonymous Francesca Danda ha detto...

d'accordo con te ma i fatti sono questi:
da un lato "professionisti" della politica (tra i quali alcuni affidabili ed altri meno...) che rispondono a logiche di partito (tra le quali alcune condivisibili, altre meno...)
dall'altro neofiti della politica guidati da imperativi morali di pace sociale, tutela delle risorse, trasparenza nella gestione della cosa pubblica, ecc...
il povero elettore che deve fare? mettersi una mano sulla testa o sul cuore?
alla fine si torna sempre lì...

 
Alle 11 aprile 2008 18.51 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Già, hai ragione. Quindi non stiamo a tirar la croce alla Bottene che perlomeno, sempre a mio parere, ha dato delle ottime risposte. Nello scenario attuale va bene anche così. Peccato, come già rilevato da Stefano e Francesca, l'eccessivo frazionamento delle forze "piccole", che pure spesso hanno idee davvero simili. In questo modo difficilmente si prenderanno anche solo le briciole. Eccessivo personalismo?

 

<< Home page