martedì 25 marzo 2008

Cinque domande ai candidati sindaco: CLAUDIO CICERO



Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?




a) bonificare e riqualificare le aree degradate tipo l'area ex Domenichelli, con il coinvolgimento dei privati, per aumentare la sicurezza;




b) costruire la nuova sede unica degli Uffici Comunali, in Viale Mazzini, vendendo le attuali sedi (escluso Palazzo Trissino) per reperire i fondi necessari;




c) realizzazione di una pista di guida sicura per evitare inutili stragi sulle nostre strade, il tutto con il finanziamento da parte di privati e dell'ACI;



Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?



Il risparmio energetico è assolutamente da perseguire con l'utilizzo delle nuove tecnologie quali l'implementamento del teleriscaldamento sfruttando il pozzo geotermico di viale cricoli oltre allo sfruttamento di un eventuale termovalorizzatore che produce calore eliminando le immondizie.



Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?



Dare spazi ai giovani è uno dei punti qualificanti il mio proramma, nella fattispecie gli spazi delle sedi circoscrizionali ora abolite,saranno assegnate ai gruppi giovanili riconosciuti che potranno gestirli ma non autogestirli, dove potranno svolgere anche attività musicali nel rispetto comunque delle regole.



Se fosse stato al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?



Esattamente come deciso dal Consiglio Comunale mantenendo inalterata la potenzialità della pista di volo civile senza voli militari, e con il mantenimento di un nostro presidio militare Italiano. Farò comunque in modo che venga rispettato il dettame del Consiglio Comunale.



Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi? Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.



Realizzazione di una linea Filobus nell'asse principale Est-Ovest e di una circolare interna alle mura;




Attuazione del BID (bando interessi diffusi) per rispondere alle esigenze della cittadinanza con il controllo del territorio attraverso una rilettura del PAT;




Spazio a tutti coloro che sono in regola con le nostre normative e che rispettano le nostre leggi. Assoluta tolleranza zero nei confronti dei malavitosi di qualunque razza siano.


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17 Commenti:

Alle 25 marzo 2008 22.10 , Blogger Stefano Balbi ha detto...

Grazie a Cicero per la sua Partecip@zione.
Ci sono numerosi spunti di discussione. Innanzi tutto vorrei chiedergli come mai vorrebbe cambiare sede degli edifici comunali costruendone di nuovi (davanti al teatro?) e vendere a privati gli edifici storici da cui intende traslocare. Tra i vari punti programmatici che potevo aspettarmi questo mi coglie davvero impreparato. Tra le priorità poi!
Vedo che ribadisce la posizione del Consiglio Comunale rispetto al caso Dal Molin. Qualche sera fa l'ho potuto ascoltare su TVA ripetere lo stesso concetto, dicendo che il Consiglio Comunale ha le sue funzioni politiche specifiche che non possono essere svolte da altri soggetti... Asproso gli ha fatto correttamente notare che sul Dal Molin il dettame del Consiglio non è stato rispettato. Vorrei allora capire in che modo si aspetta di farlo dopo le elezioni.

 
Alle 26 marzo 2008 13.11 , Anonymous Domenico Pigato ha detto...

Mi chiamo Domenico Pigato,
sono candidato per la Lista di Claudio Cicero.
Mi permetto di dare una risposta a Stefano Balbi relativamente alla prima delle due questioni da lui poste, quella del trasferimento e dell'accentramento degli edifici comunali, con tutti i servizi annessi.
Ritengo che si tratti di una scelta di razionalita'. Attualmente il comune di Vicenza eroga servizi e risposte ai cittadini attraverso sportelli che sono disseminati in diversi punti della citta'. Questo comporta disagio, perdita di tempo, duplicazione di costi.
Accentrare tutte le attivita' del comune in una sola sede, vicina comunque al centro e servita da parcheggio mi sembra quindi una buona idea. Credo che la collocazione prevista sia in ogni caso nelle vicinanze e non "davanti" al teatro e non mi e' impossibile credere che ci possano essere soluzioni architettoniche probabilmente piu' felici del "Comunale" (che a mia personalissima opinione, e' nato vecchio e bruttino).

In ogni caso, ritengo, senza piaggeria, molto positivo che in questo sito si sia aperto un dibattito sul futuro della citta'
Buon lavoro a tutti

Domenico Pigato, insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Quadri di Vicenza

 
Alle 26 marzo 2008 15.06 , Blogger Stefano Balbi ha detto...

Grazie a lei di aver risposto alla mia domanda. Solo non sono ancora convinto che sia una priorità per Vicenza e credo inoltre che possa produrre più effetti negativi che positivi:
1. già il tribunale è stato spostato del centro, se vogliamo delocalizzare tutte le attività amministrative non renderemo il centro una zona "morta" (anche di giorno).
2. sono preoccupato dall'eventuale passaggio di proprietà dal pubblico a chissachì del patrimonio storico degli edifi in questione.
3. esistono sicuramente delle misure di innalzamento del livello di efficienza che non contemplano questo tipo di drasticità: credo che le vere fonti dell'inefficienza siano ben altre rispetto alla localizzazione degli uffici;
mi sembra come se si si volesse curare un raffreddore con l'antibiotico.

 
Alle 26 marzo 2008 15.47 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Sicuramente Cicero è andato sul concreto! E, primo tra tutti, spiega dove andrebbe a prendere i soldi (che abbia letto i commenti ai post precedenti? Ben venga se abbiamo contribuito a tirar fuori un po' di chiarezza!). Resta ancora una lacuna però sull'eventuale copertura del filobus.

Detto questo, e detto che l'accentramento dei servizi comunali è un tema nel quale pro e contro ben si bilanciano, per cui è difficile, appunto, sbilanciarsi, a mio parere il punto negativo del programma di Cicero è l'accenno alla possibilità di costruire un termovalorizzatore, altrimenti detto inceneritore. Credo ci siano molte altre strade per arrivare ad un maggiore risparmio energetico che non costruire inceneritori dal forte impatto ambientale (secondo gli studi di Montanari e Gatti, questi producono nanoparticelle inorganiche da Pm 2,5 fino a Pm 0,01, particelle che penetrano nel sangue depositandosi negli organi e causando gravi malattie tra cui il cancro) e dal dubbio vantaggio economico. Bisognerebbe piuttosto incentivare la raccolta differenziata "spinta" di cui parla Cristiano Spiller a commento dell'intervista ad Asproso, e, soprattutto, tutte quelle forme di commercio che riducono o eliminano gli imballaggi (servizi "alla spina", vuoti a rendere).

 
Alle 26 marzo 2008 21.28 , Blogger Marco Pavan ha detto...

Devo fare i complimenti a Claudio Cicero per la concretezza e la puntualità delle sue risposte. Si vede che è una persona che ha vissuto il precedente mandato con senso di attenzione verso gli spazi della città e le esigenze dei vicentini. Pur non condividendo alcuni suoi presupposti ideologici (che non traspaiono dalle sue risposte, sia ben chiaro) apprezzo molto tutte le proposte che sono state offerte dal candidato. Un unico dubbio ce l'ho sui BID, che non ho capito bene di cosa si tratti.

 
Alle 27 marzo 2008 01.38 , Anonymous francesco mariga ha detto...

un punto di vista concreto che spicca tra le risposte degli altri candidati.
quello che noto è un'eccessiva attenzione verso la machina. invece di diminuirne il numero, cerca di facilitarne l'uso.
è un punto di vista, sia ben chiaro non sbagliato, piuttosto concreto e reale.
però io penso che si debba ridurre l'uso dell'auto nelle vicinanze della città e dentro di essa. non facilitarne l'uso, che in un modo o nell'altro lo incentiva.
e l'idea del filobus la vedo più come trovata turistica molto inutile, forse per dare al centro della città una parvenza più moderna e europea, ma poco utile ai fini dei cittadini. chi tra di noi ha mai preso un centrobus per andare da pizza matteotti a piazzale giusti? non credo che se fosse filobus cambierebbero le cose.

io penserei a una programmazione di interventi sulla rete stradale che la rende più veloce per attraversare la città, non per fermarsici. per esempio attraverso tunnel e sottopassaggi. come vedrei molto bene interrare la strada che va da davanti al lampertico, poi sotto la stazione per uscire in viale verona. con poche uscite.
ridurrebbe l'inutile traffico del centro, semplicemente per andare da una parte all'altra della città, che è indispensabile per moltissimi lavoratori e non solo.
certo molti soldi, però mi sembra li abbiano trovati per fare il tribunale nuovo e il teatro.
allora l'importante sono le intenzioni. per questo rispondo a marco di non essere eccessivamente pignolo su questo tema.

 
Alle 27 marzo 2008 11.27 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Beh col teatro non è andato certo tutto liscio coi fondi. Ricordi la Cogi, quell'impresa che avevano chiamato a costruirlo? Aveva sì vinto l'appalto, ma non pagava i lavoratori. Per starci dentro con i soldi si era arrivati ad una situazione di stallo dalla quale non è stato facile uscire.

E' vero che Vicenza è ricca e i soldi ci sono. Tuttavia la costruzione di "relativamente grandi opere" è sempre molto più complicata di quanto ci facciano immaginare in campagna elettorale, se non, a volte, impossibile. Da quanti anni si parla del filobus a Vicenza, o della metropolitana leggera? Per non parlare del nuovo stadio. Sicuramente, come dici tu, è questione di priorità, e nella precedente amministrazione erano il teatro e il tribunale, però anche a Padova, dove sul filobus hanno investito, i problemi son stati poi belli grossi.

 
Alle 30 marzo 2008 01.59 , Blogger cristiano spiller ha detto...

Anch'io devo dare merito a Cicero: in questi anni ha lavorato sodo ed è stato uno dei pochi a concretizzare il suo lavoro ... anche se gli effetti, primo fra tutti il suo solerte lavoro di segretezza sul Dal Molin, mi lascia tuttaltro che soddisfatto!
Il suo programma è inoltre semplice, chiaro,senza fronzoli e (temo) anche attuabile.
Volevo spendere due parole sulle "grandi opere" che a mio parere non sono quasi mai priorità; le vere grandi opere si costruiscono ogni giorno nelle piccole cose: il nuovo tribunale, il nuovo stadio, la nuova tangenziale non ci faranno crescere come cittadini e come città; secondo me la vera grande opera che serve alla città è quella di riuscire a riconciliarsi con se stessa: l'affare Dal Molin l'ha devastata e lacerata e di questo Hullwek e Cicero ne sono responsabili. Tralasciando il fatto che sia giusta o no, che sia il comune a dover decidere o no ... resta il fatto che aver lasciato fuori i cittadini da questo "affare", di averli raggirati e buggerati, di aver risolto tutto con un consiglio comunale farsa, è stato a dir poco umiliante!
Credo poi che il vero motivo per cui si vorrebbe spostare gli uffici comunali sia quello di far cassa e magari accontentare i desideri di qualcuno in particolare; e lo stesso vale per la questione stadio: liberare aree centrali di gran valore da riqualificare (un bell'albergo in piazza e un bel po' di palazzine al posto del Menti) fa gola ... molta gola.
Infine, un saluto al prof. Pigato ... ma cosa mi combina professore? cosa diranno i suoi studenti? non gli farà mica fare un compito sul moto rotatorio di un ciclista che affronta la rotatoria dell'Albera?

 
Alle 01 aprile 2008 08.42 , Anonymous Fabio Toffaloni ha detto...

Sono stato ieri ad una riunione alla circoscrizione 3 di Claudio Cicero.
Certamente è tra le priorità di questa città la delocalizzazione degli uffici comunali in una zona prossima al centro ma raggiungibile tranquillamente in macchina o in autobus.
Sulla questione dal Molin Cicero ha detto giustamente che la decisione non spetta al Comune ma al Governo. Invece di pensare a manifestare contro la base (che ovviamente si farà) pensiamo a sfruttare le risorse che arriveranno dall'arrivo degli americani per fare grandi opere pubbliche.
Togliere lo stadio dal centro è una cosa indispensabile, sia per i tifosi sia per chi abita attorno ad esso.
A mio avviso non si deve avere paura del privato. Il privato porta soldi perchè li investe, e vuole che tutto funzioni al meglio perchè non vuole rimetterci dei soldi, mentre il pubblico (caso AIM) può anche fare le scelte sbagliate tanto paghiamo tutti noi.
Non viviamo di preconcetti e ideologie nate più di 200 anni fa.
Cicero ieri mi ha fatto una buona impressione anche se non mi ha convinto in alcuni punti che rimangono marginali come l'Università autonoma di Vicenza.

Io voglio una Vicenza nuova, grande e mobile. Finora Cicero si avvicina molto a questo modello. E invito ad andare a votare senza pensare alla propria ideologia o al proprio partito. Stiamo parlando di Vicenza. Votiamo per una volta le proposte sul tavolo.

 
Alle 01 aprile 2008 21.42 , Blogger Stefano Balbi ha detto...

Nessuna paura del privato ma vendere gli edifici storici mi sembra soltanto un modo azzardato di battere cassa e svalutare il centro, senza intervenire sulle inefficenze procedurali degli uffici comunali.
Quali sarebbero le risorse che arrivano con gli americani... io vedo quelle che se ne vanno: suolo e acqua in primis risorse limitate e non rinnovabili. Vuol dire che non si recuperano più.
Io voglio una Vicenza che smetta di crescere fisicamente e si concentri sulla qualià della vità in armonia col proprio territorio.

 
Alle 02 aprile 2008 14.11 , Anonymous Fabio Toffaloni ha detto...

Le risorse che arrivano con gli americani sono evidenti. Non mettiamoci le bandiere no dal molin davanti agli occhi. Lavoro ma soprattutto soldi. Con il quale il prossimo sindaco se sarà furbo inizierà a fare le grandi opere di viabilità che servono a Vicenza.

Rispetto la tua posizione sul fatto di aumentare la qualità della vita, però sinceramente preferisco non sentire più frasi del tipo:"Ah..Vicenza..ma dov'è? In Umbria?" E tu sei costretto a rispondere" No no è vicino a Venezia".
Cicero si è battuto perchè l'alta velocità fermi a Vicenza, e mi sembra una cosa utile per una città che deve crescere non solo fisicamente ma deve crescere a livello di importanza in Italia e in Europa.

 
Alle 02 aprile 2008 14.54 , Anonymous francesco mariga ha detto...

non sono convinto che crescere fisicamente sia la cosa migliore per vicenza. anzi.
esistono moltissime case vuote in tutta la città. da restaurare e ridare alla città (non nel senso che debbano essere rese pubbliche, ma restituite alla città nel senso che è necessario che ci viva gente perchè si ridia vita a molte strade e piazze). non sarà con nuovi quartieri dormitorio che si renderà vicenza una città migliore.

il tema del dal molin: non credere che di soldi ne arrivino parecchi. certo, gli affitti potranno rimanere molto alti per una città provinciale come vicenza, grazie agli americani che rovinano il mercato immobiliare.
di certo non riempiranno i ristoranti, e nemmeno svuoteranno i negozi. forse qualche discoteca.
e l'unica cosa che finora ho sentito che faranno sarà la tangenziale nord, semplicemente per collegare la caserma ederle con il dal molin. tra l'altro un progetto senza capo nè coda, tracciato con il pennarello sulla cartina da ingegneri americani, che nemmeno sanno dell'esistenza di una falda acquifera tra le più grandi in europa e pensavano di farla per metà con tunnel sotterranei.
mah.
io non ho la bandiera no dal molin davanti agli occhi. ho gli occhi concreti di un vicentino che da una parte si sente preso per il culo, dall'altra si accorge dell'esagerata approssimazione che spesso chi ci governa usa per decidere cose importanti.
senza ideologie.

 
Alle 02 aprile 2008 16.38 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

A Vicenza manca il lavoro? No. Casomai il problema è che si lavora troppo e male. A Vicenza mancano i soldi? No. Casomai il problema è che la ricchezza ci ha fatto perdere i solidi valori contadini e cristiani che sorreggevano la nostra società fino a qualche decennio fa.

Povera città, quella che per tirare avanti fosse costretta a vendere il suo suolo a eserciti stranieri.
Ma non è il nostro caso, noi non ne abbiamo la necessità: è semplicemente l'avidità e il miraggio di ulteriori piogge di denaro facile a farci complici di guerre sbagliate. Bell'idea, di crescita e di sviluppo: il governo americano si inventa guerre per evitare la crisi economica (il pil, grazie all'industria bellica, cresce) e noi stiamo lì sotto come i cagnolini ad aspettare che caschino le briciole. Che miseria.

Tra l'altro le ricchezze che ci si prospettano non mi sembrano propriamente tali. Che risorse arriveranno con gli americani? Nuove strade? Sì, per risolvere i problemi di traffico che la loro stessa presenza creerà. Finanziamenti per "grandi opere" (di cui, tra parentesi, sento tutto fuorché il bisogno)? Ma se già la costruzione della base viene finanziata per il 34% (circa 350 milioni di dollari) dal governo italiano!!!

Tutte le previsioni dicono che fra pochi decenni la risorsa più preziosa sarà l'acqua. Grazie al Dal Molin, gli americani avranno accesso (assolutamente non controllabile) ad uno dei bacini idrici più importanti d'Europa. A me sembra che le risorse, in questo modo, le perdiamo.

 
Alle 03 aprile 2008 09.06 , Anonymous Fabio Toffaloni ha detto...

A me sembrano discorsi ideologici. La tangenziale nord verrebbe totalmente finanziata dagli americani.
Il fatto della guerra, bè mi fa sorridere.
Allora:
Il governo Prodi (insieme ai comunisti italiani, verdi, rifondazione) ha votato per la base.
La Trupia anche.
L'appalto per la costruzione della base l'hanno vinto due coop rosse.

Non vi sentite presi in giro dagli stessi che ora vi dicono che il Dal Molin non si farà?
Che potere hanno Ciro Asproso, Achille Variati ecc ecc? Ve lo dico io..nessuno.
Il potere spetta al governo e il governo ha già deciso. Poi come sembra chiaro, purtroppo andrà su Berlusconi e ovviamente non cambieranno le cose.
Ecco la proposta di Cicero:
- garanzia di assenza di voli militari;
- esonero dell’Amministrazione comunale da ogni onere economico connesso alla realizzazione delle infrastrutture e delle strutture urbanistiche e viabilistiche necessarie;
- garanzia di assenza di impatti negativi sull’attività dell’aeroporto civile Dal Molin, con totale mantenimento delle sue potenzialità di utilizzo turistico-commerciale;
- realizzazione di apposito sito, con oneri a carico dell’amministrazione americana, per lo svolgimento delle attività sportive oggi all’interno del Dal Molin;
- impegno dell’amministrazione americana all’utilizzo prioritario di risorse professionali locali per l’attuazione di tutte le attività.

 
Alle 03 aprile 2008 15.58 , Blogger Marco Matteazzi ha detto...

Io mica difendo Prodi, Trupia e coop rosse, per carità. In un certo senso li considero peggio dei loro simili di bandiera opposta, per il semplice fatto che almeno dagli altri te li aspetteresti certi comportamenti. Da Prodi mi sono sentito tradito come elettore che lo aveva sostenuto con convinzione anche perché nel programma aveva parlato di "ridefinizione delle servitù militari che gravano sui nostri territori". L'affare Dal Molin è stato ciò che ha fatto tracimare il vaso della mia fiducia nella democrazia rappresentativa: se votando da una parte o dall'altra il risultato non cambia, che senso ha votare? Se il mandato con gli elettori viene sistematicamente ignorato, che senso ha votare? Chi rappresenta questa cosiddetta "democrazia rappresentativa"? Non gli elettori.

Variati e Asproso non credo abbiano alcun potere di modificare la decisione nazionale sul Dal Molin, su questo sono d'accordo. Ma sinceramente non credo nemmeno le proposte di Cicero siano molto realistiche: vietare i voli militari a un esercito che si è appena comprato un aeroporto mi sembra una barzelletta; così come mi sembra abbastanza improbabile che il Dal Molin venga utilizzato per le nostre attività sportive; così come il fatto che le spese siano a carico degli USA è una bufala, come ho già detto nel precedente commento; infine non vedo come costringere gli USA ha utilizzare professionisti del posto, quando alla Ederle è da decenni che si fanno tra di loro tutto ciò che possono. Comunque, ben venga se Cicero riuscisse ad ottenere qualcuna di queste piccole compensazioni. Ma non mi si venga a dire che la base è un vantaggio per la città, questo no. Lo dimostra il fatto che ora siamo costretti solo a sperare di avere ancora la possibilità di fare i nostri voli o le nostre partite di rugby su quel suolo.

 
Alle 05 aprile 2008 10.31 , Anonymous francesco mariga ha detto...

sono d'accordo con marco.
riuscire a vedere vantaggi seri nella costruzione della base è impresa seria.
certo la nostra cittá forse diventerá piú famosa, ma speravo sinceramente che questo avvennisse per un teatro migliore o nuove manifestazioni culturali.
non mi sembra ideologia.
è la giusta considerazione che ho del mio territorio.

 
Alle 19 aprile 2008 19.00 , Anonymous Votante deluso ha detto...

Ritiro quanto avevo detto di buono su Cicero. Quando speri che sia cambiato qualcosa, invece è tutto uguale.
Cicero ha fatto la campagna elettorale puntando sul fatto che non era riuscito a fare niente perchè il suo ex partito in consiglio lo osteggiava. Oggi leggo che ha accettato di correre con la Sartori ricevendo in cambio di diventare assessore. Si ritroverà gli stessi di prima.
Deluso.
Deluso perchè una poltrona vale più della dignità di una persona.

 

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