Cinque domande ai candidati sindaco: CHIARA GARBIN

Quali sono le tre priorità, in ordine di importanza, del suo programma?
Ho indicato nel mio programma tre idee di città per il futuro di Vicenza
1. L’idea di città avanzata. Vicenza ha raggiunto un’elevata prosperità economica, dispone di una consistente dotazione di servizi di base, ma il suo sviluppo appare bloccato. Per farlo riprendere è necessario puntare su attività di carattere economico e culturale, tipiche delle città progredite e sui servizi a queste connessi. Vengono in considerazione al riguardo soprattutto l’Università e la ricerca scientifica, il turismo di qualità, l’assistenza sanitaria, ricordando le esigenze di risistemazione urbanistica e di sicurezza tanto delle periferie che del centro storico.
2. L’idea di città solidale. Lo sviluppo economico di una comunità non è equilibrato se non è accompagnato da una parallela dotazione di “capitale sociale.” In città sono attive molte Associazioni, diverse Cooperative e alcune Fondazioni, che hanno accumulato vaste esperienze e sono in grado di estendere in modo capillare la loro presenza sul territorio in modo capillare. Questa articolata realtà può essere valorizzata, facendone un punto di forza delle politiche comunali per valorizzare lo spirito di iniziativa, contrastare la povertà e promuovere politiche di inclusione sociale.
3. L’idea di città in rete. Nessuna politica per la città può guardare solo all’interno dei suoi confini amministrativi. Tutti i servizi, i finanziamenti, le infrastrutture di cui ha bisogno richiedono l’apporto di una molteplicità di soggetti privati e pubblici a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale. Si possono ricordare l’ambiente, le grandi tematiche relative all’Alta Capacità Ferroviaria ed il Sistema Metropolitano Regionale, che richiedono una elevata capacità di relazione con molte altre Amministrazioni nell’ambito di progetti di respiro europeo.
Che importanza dà al tema del risparmio energetico? Che scelte concrete crede di poter attuare se dovesse diventare sindaco?
Non solo risparmio energetico, ma anche fonti rinnovabili e pulite, ove possibile. Penso soprattutto agli edifici pubblici che dovrebbero essere adeguati nelle strutture edilizie e nell’impiantistica, alle caldaie ad alto rendimento, ai pannelli solari. Non sono novità assolute e qualcosa è stato fatto in passato. Bisogna continuare su questa linea ed investire, incoraggiando i privati a fare altrettanto.
E’ evidente d’altro canto che bisogna inquadrare queste iniziative nel contesto della problematica energetica nazionale ed europea. C’è una domanda di energia crescente, il risparmio sembra non bastare ed i modelli di consumo spesso lo trascurano. Quante abitazioni hanno oggi il forno a gas? Tutti vogliono quello elettrico, vogliono cioè elettricità prodotta nel nostro Paese con la combustione di combustibili fossili – gas compreso - che giunge nelle nostre case dopo enormi perdite di trasformazione e trasporto. E’ un problema che sembra chiedere produzioni aggiuntive di energia elettrica ed è un problema di dimensione almeno europea. Anche per questo dobbiamo credere nell’Europa e sperare nelle politiche a questo livello, anche in campo energetico
Il commento che mi sento fare più spesso dalle persone della mia età, è che a Vicenza "non c'è mai niente da fare". Quali sono le sue proposte per coinvolgere la gioventù vicentina?
Nel mio programma dedico attenzione anche alla Biblioteca Bertoliana e non solo perché i giovani vi trovano i libri di cui hanno bisogno.
Ma dico anche che bisogna affiancarvi un Centro di aggregazione giovanile, di cui la città è carente, con servizi collaterali anche per il tempo libero e lo svago.
Se fosse stata al posto di Hüllweck, come avrebbe gestito la questione Dal Molin? Data la situazione attuale, come intenderebbe muoversi nel futuro?
Anzitutto c’è stato un deficit di chiarezza e di onestà nei confronti dei cittadini da parte della Giunta Hullweck, che non ha fatto informazione e ha compresso la volontà di espressione che i vicentini manifestavano. Per prima cosa cercherei di riparare a questo, aprendo cassetti e uffici. Trasparenza anzitutto. Poi valuterei quali sono i margini di contrattazione attuali. C’è un impegno internazionale, che non si può discutere? Allora discutiamo il come va fatto l’ampliamento della Ederle. A suo tempo ho detto in Consiglio comunale che l’area migliore era via Moro. Aggiungo che la trattativa locale va fatta con logiche di mitigazione e compensazione del nuovo intervento americano.
Nel caso diventasse sindaco, come vedrebbe Vicenza fra cinque anni rispetto ai seguenti temi?
Trasporti, Edilizia, Integrazione delle minoranze.
Anche di questi temi dò conto nel mio programma. Sinteticamente:
Per i trasporti devono essere portate a fase esecutiva previsioni di piano individuate da tempo per la cintura cittadina ed in particolare la bretella dalla tangenziale ovest verso Costabissara, dirottandovi il traffico che attualmente congestiona il Villaggio del Sole. Per quanto concerne il centro città, va salvaguardato tramite zone pedonalizzate e a traffico limitato, facilitando al contempo l’accesso ai numerosi servizi pubblici e privati che vi hanno sede con trasporto su navetta a partire dai parcheggi di cintura.
Per l’edilizia penso che nonostante larga parte della popolazione abbia la casa in proprietà, in questo settore la domanda rimane molto sentita e articolata per l’estrema differenziazione delle situazioni. Si ritiene che una politica di sostegno debba creare o cercare nel mercato nuove disponibilità abitative in accordo con l’ATER; favorire l’incontro tra domanda e offerta tramite Convenzioni con i proprietari di immobili, consentendo agli inquilini di pagare affitti più bassi e ai proprietari di essere sgravati in tutto o in parte dell’ICI; ristrutturare gli immobili in condizioni di degrado, particolarmente nella prima periferia della città; articolare la politica della casa anche per categorie: giovani, anziani, immigrati, senzatetto, indigenti; integrare la strumentazione comunale con quella regionale soprattutto per i giovani. Il Comune potrebbe prestare fideiussioni a coloro che ricorrono ai prestiti agevolati regionali, consentendo un abbattimento dei tassi passivi.
Per l’integrazione, va tenuto conto che In città risiedono oltre 14.000 immigrati di varia etnia, pari al 12% della popolazione (erano meno di 4.000 dieci anni fa). La percentuale sale di molto se si prendono in considerazione le sole fasce giovanili e ancor di più se si guarda al tasso di natalità: un neonato su quattro è figlio di immigrati. Secondo
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7 Commenti:
Ringrazio a nome di Vicenza Partecip@ anche Chiara Garbin per la sua esauriente risposta ai nostri questiti.
Devo dire che sono stato piacevolmente sorpreso da molte sue risposte e idee. Forse su alcuni temi si rimane troppo sull'astratto. Credo tuttavia che solo con diversi anni di partecipazione (non per forza in consiglio comunale) ai temi amministrativi-politici della città si possa avere idee concrete sul futuro della città.
Cicero sicuramente è stato il più concreto seppure io, alla pari di stefano, non condivida la priorità di spostamento delle sedi comunali come priorità. Altra critica che muovo a Cicero l'estrema sintesi e l'utilizzo di sigle, come se volessimo circoscrivere il discorso a chi sa per filo e per segno l'agenda del consiglio comunale uscente.
Personalmente condivido in toto i commenti espressi da Marco Matteazzi, e trovo di fondamentale importanza che i candidati spieghino se hanno un idea di copertura finanziaria delle proprie idee di sviluppo. Per questo motivo ho apprezzato molto la risposta di Asproso ai successivi commenti.
Se posso muovere una critica verso Bocchese, io trovo assurdi temi quali il No a priori all'alta velocità. E' vero che l'impatto ambientale va sempre tutelato ma non mi piace far parte dell'Italia che vuole rimanere "conservatrice" e del "non nel mio giardino". Quando effettivamente c'è un interesse di sviluppo nazionale, è assurdo pensare solo a sè stessi. Così facendo l'Italia è rimasta su molti temi, anche energetici, 20 anni indietro rispetto ai paesi europei che ci circondano. L'idea poi dei mezzi pubblici gratuti per lavoratori, studenti e pensionati mi ha fatto sorridere: e chi paga? solo gli imprenditori?! smettiamola con idealizzazioni e idee di lotta lavoratore vs imprenditore!!
Leggendo i vari commenti ritengo molto interessanti i temi di miglioramento della raccolta differenziata o di abitudini quali l'ultilizzo del vuoto a rendere. Per migliorare la propria città basterebbe gurdare ai casi di eccellenza europei e cercare di contestualizzarli.
Per quanto riguarda la viabilità, bene l'idea di una sorta di metro in superfice e di lungo raggio (alte ceccato/stanga). Un filobus di breve raggio non capisco che alternativa sarebbe agli autobus attuali, in quelle zone già frequenti. Auto? Meglio parcheggi satellite e buone connessioni col centro, un ulteriore tunnel mi pare superfluo, c'è già la tangenziale che aiuta il passaggio da una parte all'altra. Mi scuso per la solita prolissità. Ciao a tutti e VIVA (non FORZA) VICENZA PARTECIPA.
P.S.- E' possibile che la propabile futuro sindaco di Vicenza, si sia rifiutata di scrivere le risposte?! Nemmeno poi gli mp3 esprimano chissà quali idee, solo "fuffa" noiosa e scontata! VICENZA APRI GLI OCCHI!!!
Mi dispiace, ma questa intervista è la classica intervista di campagna elettorale democristiana, dove si parla molto di proposte, ma di azioni concrete nemmeno l'ombra. Entrando nello specifico:
- Lo sviluppo di Vicenza pare bloccato perchè Vicenza non è un isola in mezzo al nulla, ma fa parte di una realtà globale che punta tutto sulla crescita infinita e che, come tale è destinata ad implodere. I primi accenni si stanno vedendo in varie parti del mondo ed è ovvio che, per quanto Vicenza sia ricca e prosperosa prima o poi ne risentirà anche lei. Per quanto riguarda l'Università poi, ricordo che Vicenza non ha una sua Università e se i fondi non li tira fuori Padova (visto che non ne ha, grazie agli ultimi due governi di tagli) dove li tirerà fuori Vicenza?
- Lei dice che bisogna continuare ad investire sulle fonti rinnovabili, adeguando strutture pubbliche ed incoraggiando i privati a fare altrettanto, benissimo, con quali soldi?
Poi sostiene che per far fronte alla crescente domanda di energia bisogna "sperare" nell'Europa. Sinceramente non mi sembra un atteggiamento concreto.
- Per quanto riguarda la Biblioteca Bertoliana sono anni che necessita di nuovi spazi e di ulteriori fondi, ma ogni qual volta è stata avanzata una richiesta ci si è sempre scontrati con una mancanza di fondi. Lei dove pensa di trovarli? Identica domanda la si potrebbe porre per il centro di aggregazione giovanile. Dove intederebbe costruirlo? Con quali soldi? Come lo organizzerebbe? Cicero se non altro c'ha provato a dare una risposta.
- Sui trasporti invece lei non tiene conto della fattibilità delle proposte da lei avanzate. La bretella di Costabissara sono almeno cinque anni che se ne parla ma ancora non si è cavato un ragno dal buco (lo dico con cognizione di causa, io sono di Costabissara), lei come intende procedere per identificare un progetto realizzabile, per superare le ovvie resistenze locali e per reperire (ancora una volta) i fondi?
- Sull'integrazione infine è quanto mai vaga. Cosa significa analizzare la realtà degli immigrati? Quali sono gli interventi comunali da accordare con la regione?
Mi spiace, tutto troppo vago e propagandistico. Sono le tipiche proposte da campagna elettorale che, una volta eletti, passano in secondo piano.
Sono Chiara Garbin. Ho visto che le mie risposte ai vostri quesiti hanno prodotto reazioni piuttosto vivaci. Accanto ai ringraziamenti di rito, in un caso il mio programma viene definito astratto; in un altro viene squalificato come roba da campagna elettorale, in sostanza perché non indica i modi e le risorse finanziarie per fare le cose che dico.
Se esaminate i programmi elettorali che circolano in città, non ne troverete nessuno così esteso e puntuale come il mio. Altri candidati hanno fatto scelte diverse e si sono limitati ad annunciare qualche intenzione e a fare qualche esempio, secondo me legittimamente. In campagna elettorale bisogna soprattutto produrre idee e rendersi credibili, in una parola bisogna dare l’idea di una buona politica. Non solo a Vicenza, ma in Italia c’è oggi bisogno di molta buona politica, non del suo contrario.
Io ho voluto fare qualcosa di più. Ho redatto un programma elettorale esteso, basato sulle tre idee di base di cui ho già dato conto e l’ho poi articolato in una trentina di esempi in altrettante materie esposte in ordine alfabetico in modo che ognuno possa rapidamente andare all’argomento che lo interessa. Su questa impostazione ho ricevuto finora osservazioni opposte alle vostre e mi sono sentita dire che mi presento con un programma troppo analitico, che non era necessario scrivessi così tanto e dessi tante indicazioni. Se lo consultate sul mio sito www.chiaragarbin.com troverete anche la risposta agli aspetti finanziari e vedrete che fondamentalmente ritengo che il Comune e gli Enti locali debbano dismettere le partecipazioni non più strategiche ed investire in ciò che serve oggi. Per essere ancora più esplicita, ho fatto l’esempio della Fiera, ove l’impegno pubblico era strategico nel dopoguerra, mentre oggi bisogna investire per nuove necessità comprese quelle che dite voi: Università, Bertoliana, fonti energetiche rinnovabili, bretella di Costabissara. Queste indicazioni non solo le ho scritte nel programma, ma le sto sostenendo da settimane in incontri pubblici e sui maggiori quotidiani, vedendo con soddisfazione che talvolta sono riprese da altri.
Quanto all’Università, aggiungo che l’impegno pubblico la sostiene da tempo per le sedi, altrimenti nè Padova né Verona sarebbero venute a Vicenza.
Quanto a Costabissara, i ritardi della bretella non sono dovuti alla mancanza di progetti e nemmeno di risorse finanziarie, ma a contrasti fra Comune di Vicenza, Provincia e Comune di Costabissara, che mi sembrano in via di composizione.
Infine per l’immigrazione, faccio presente che il Veneto ha una legislazione molto ricca ed ha anticipato di molto il legislatore statale per la parte relativa alle politiche di integrazione. Alle amministrazioni locali viene chiesta una forte presenza territoriale e capacità di dialogo con etnie, religioni, tradizioni molto differenziate. A Vicenza non c’è stata finora una sufficiente analisi di questo problema, dal quale dipende il profilo della nostra società nei prossimi anni. Ritengo che il primo risultato da ottenere sia quello di porre fine a questa colpevole disattenzione.
Io ringrazio Chiara Garbin di essere intervenuta direttamente nei commenti, perchè incarna proprio lo spirito con cui abbiamo deciso di intraprendere queste interviste. Vede, con la sua partecipazione ha avuto modo di spiegarci che ciò che può apparire astratto nelle risposte che ci ha fornito, in realtà trova una base solida ed analitica nel suo programma, e ci ha dato il modo di verificarlo. Questo è il tipo di politica che piace a noi.
Aggiungo i miei ringraziamenti, assolutamente non di rito, a Chiara Garbin per essere intervenuta in prima persona a difesa del suo programma. E' segno di intelligenza e maturità rispondere con pacatezza e disponibilità a critiche anche forti. Ed è di grande soddisfazione per noi vedere candidati (lei, Asproso) che, nonostante gli impegni che immaginiamo fitti, si sforzano di venire a risponderci direttamente sul blog, senza presunzione o arroganza alcuna. Vuol anche dire che, in una città delle dimensioni di Vicenza, un dialogo diretto e schietto con chi ci governa può essere possibile.
Venendo al suo programma, riguardo i temi dell'energia e del risparmi energetico, sono d'accordo con lei che l'Europa deve fare la sua parte, su questo non c'è dubbio, ma credo non ci siano nemmeno molti dubbi sul fatto che molte iniziative possano e debbano partire dal basso. Moltissimo si può fare a livello comunale. Lei parla di domanda di energia crescente: io credo che bisognerebbe incentivare i cittadini ad attivare comportamenti che facciano decrescere questa domanda. Una crescita mondiale continua ed esponenziale del fabbisogno energetico non è chiaramente immaginabile. L'educazione ad uno stile di vita meno consumistico e più ecologico può, deve partire dal locale.
Per quanto riguarda l'edilizia, ma non è un tema che poi si discosti troppo da quello energetico ed ecologico, lei parla sia di costruire nuove abitazioni sia di cercare di sistemarne di vecchie. Sono assolutamente per la seconda strada. Credo che la domanda di nuove abitazioni sia sproporzionata rispetto alla reale necessità della popolazione, che non cresce, e che dietro questo fenomeno ci siano gli interessi e le speculazioni dei grossi gruppi dell'edilizia e dellimmobiliare. Vorrei un governo cittadino scollegato da questi interessi, che evitasse i cambi di destinazione territoriale a scopo chiaramente speculativo, che salvaguardasse, almeno laddove c'è, l'equilibrio tra campagna e periferie, e puntasse con decisione sulla riqualificazione del già esistente.
Ovviamente ringrazio anch'io Chiara Garbin per essere intervenuta in prima persona. Non può che far piacere dialogare con una persona che si espone a critiche, anche decise come le mie, ma che ha comunque la coerenza e l'umiltà per rispondere. Tornando a quanto ho scritto, dopo aver letto attentamente il suo programma, ribadisco i miei dubbi e le mie critiche. Lei sostiene di reperire i fondi per le sue iniziative (che per altro di per sè sono assolutamente condivisibili) disimpegnando economicamente il comune dalla Fiera e dall'aereoporto civile. Di contro propone di realizzare, un termovalorizzatore, di aumentare i fondi per la Biblioteca Bertoliana e per l'Università (che come dice lei è già sostenuta dal comune, ma un conto è continuare a sostenerla, un altro è aumentare l'impegno), di risanare l'Aim, affiancando i fondi con una gestione più efficiente, chiaro, di fornire la città di nuove piste ciclabili, di installare limitatori di velocità. E potrei andare avanti ancora molto. In tutto nel suo programma vi sono undici pagine di proposte da realizzare e solo mezza pagina nella quale spiega dove reperire le risorse, che francamente mi sembrano inadeguate. Per questo ho scritto e ribadisco che è tutto troppo propagandistico ed anche difficilmente realizzabile.
Qualche appunto puntuale: sottolineo con piacere il riferimento alla bretella per sgravare dal traffico Villaggio del Sole, che collegato all'intenzione di lavorare in rete con altri enti penso possa essere un'attenzione concretizzabile (allo stato delle procedure siamo a buon punto: comunque com'è fatta l'Italia oggi i tempi sono inevitabilmente lunghi).
interessante l'analisi del problema immigrazione, ma non è decisamente corredata da soluzioni concrete: è il punto più debole del programma, a mio modo di vedere. Mi dà inoltre fastidio l'esplicita attenzione esclusiva per gli strati sociali più benestanti della città: non perché secondo lei ne sarebbero la maggioranza devono essere l'unico riferimento dell'azione politica, anzi: per esempio nel problema casa (unico in cui si fa riferimento all'esistenza di classi deboli, in contraddizione con quanto detto poco più sopra a riguardo della stragrande maggioranza di proprietari di case in città), tra inquilini e affittuari, dove mette le imprese edili, vere dominatrici della politica urbanistica cittadina negli ultimi anni? Pensa di poterle lasciare a bocca asciutta con facilità? Non facciamo finta di non vedere gli interessi economici legati alla politica: nessuno ne parla, ma sono un bel guazzabuglio eh!.
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